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Farmaceutica convenzionata. Nel 2014 spesa in calo del 3,1%. Per ogni cittadino in media 18,4 confezioni. Il report di Federfarma


La spesa pro capite in farmacia (tra medicinali e non) a livello nazionale supera di poco i 400 Euro. Per quanto riguarda i consumi i cardiovascolari si confermano al top per la spesa mentre i farmaci contro la gastrite i più prescritti. Ogni cittadini ha ritirato in media in farmacia 18,4 confezioni di medicinali a carico del Ssn. IL RAPPORTO

18 MAG - "La spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nel 2014, ha fatto registrare una diminuzione del –3,1% rispetto al 2013. Prosegue, quindi, il calo della spesa che nel 2013 (per il settimo anno consecutivo) era diminuita del -2,5%”. È quanto rileva l’opuscolo elaborato da Federfarma che contiene l’analisi dell’andamento della spesa farmaceutica convenzionata a livello nazionale e regionale. Nello studio si evidenzia come rallenta, invece, la tendenza all’aumento del numero delle ricette, cresciuto solo del +0,2%. Nel 2014 le ricette sono state oltre 609 milioni, pari mediamente a 10 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state oltre 1 miliardo 121 milioni, con un aumento del +0,2% rispetto al 2013. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 18,4 confezioni di medicinali a carico del Ssn.  Il report analizza anche i consumi. Nel 2014 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa. Per quanto riguarda, le categorie di farmaci più prescritte anche nel 2014 si collocano al primo posto gli inibitori della pompa acida (farmaci per gastrite, ulcera, reflusso gastrico), che continuano a far segnare anche un sensibile aumento dei consumi (+4,4% rispetto al 2013). Ma il report Federfarma getta anche uno sguardo sullo scenario globale e prevede come livello mondiale il mercato sfiorerà i 1.300 miliardi di dollari nel 2018. Una crescita che sarà trainata dai paesi emergenti mentre per i mercati più maturi (tra cui l’Italia) la crescita sarà nell’ordine del 2%.
 
 
 
 
Qui di seguito la sintesi del Report di Fedefarma:
 
 
La spesa convenzionata nel 2014 diminuisce del 3,1%
La spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nel 2014, ha fatto registrare una diminuzione del –3,1% rispetto al 2013. Prosegue, quindi, il calo della spesa che nel 2013 (per il settimo anno consecutivo) era diminuita del -2,5%. Rallenta, invece, la tendenza all’aumento del numero delle ricette, cresciuto solo del +0,2%, mentre nel 2013 l’aumento era stato pari al +2,6%. Nel 2014 le ricette sono state oltre 609 milioni, pari mediamente a 10 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state oltre 1 miliardo 121 milioni, con un aumento del +0,2% rispetto al 2013. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 18,4 confezioni di medicinali a carico del SSN.
 
L’andamento della spesa nel 2014 è influenzato dal calo del valore medio netto delle ricette (-3,3%): vengono, cioè, erogati a carico del SSN farmaci di costo sempre più basso. Il calo del valore medio netto delle ricette dipende dal crescente impatto dei medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza dei brevetti, alle trattenute imposte alle farmacie e dalle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, si segnalano l’appesantimento del ticket a carico dei cittadini e la distribuzione diretta di medicinali acquistati dalle ASL.
Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa - oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci SSN - con gli sconti per fasce di prezzo, che hanno prodotto nel 2014 un risparmio di circa 515 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 70 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato. A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile, nel 2014, in oltre 197 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2013, è stato di oltre 780 milioni di euro.
 
È bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie ha un carattere progressivo in quanto aumenta all’aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo. Le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato SSN godono di una riduzione dello sconto dovuto al SSN. L’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 12,9% di dicembre 2013 al 13,6% di dicembre 2014 a seguito degli interventi regionali sui ticket e del crescente ricorso dei cittadini ai medicinali di marca più costosi, con conseguente pagamento della differenza di prezzo rispetto all’equivalente di prezzo più basso, a causa delle polemiche sull’efficacia dei medicinali generici e sulla sostituzione da parte del farmacista con un equivalente tra quelli di prezzo più basso, che creano diffidenza nei cittadini. Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un’incidenza sulla spesa lorda tra l’11,3% e il 17,4%. Complessivamente i cittadini hanno pagato oltre un miliardo e 469 milioni di ticket sui farmaci, di cui più del 63% (dato AIFA) dovuto alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso. Il grafico che segue pone in correlazione, Regione per Regione, l’andamento della spesa netta e del numero delle ricette nel 2014 rispetto al 2013. Il calo della spesa convenzionata netta è particolarmente evidente in Sicilia (-12,3%), seguono Molise (-4,3%) e Sardegna (-4,3%), Umbria (-4%).
 
I consumi: cardiovascolari al top per la spesa. I Farmaci contro la gastrite i più prescritti.
Per quanto riguarda la composizione dei consumi di farmaci in regime di SSN, nel 2014 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa, pur facendo segnare, a fronte di un contenuto aumento di consumi (+1,3%), un calo del -5% della spesa rispetto al 2013, a seguito del maggior utilizzo di medicinali a brevetto scaduto di prezzo più basso.
Per quanto riguarda, le categorie di farmaci più prescritte anche nel 2014 si collocano al primo posto gli inibitori della pompa acida (farmaci per gastrite, ulcera, reflusso gastrico), che continuano a far segnare anche un sensibile aumento dei consumi (+4,4% rispetto al 2013). All’interno della categoria dei farmaci antipertensivi diminuisce il ricorso agli ace-inibitori associati ai diuretici e aumenta notevolmente quello ai betabloccanti.
La specialità medicinale più prescritta, anche nel 2014 è stata la cardioaspirina® (farmaco antiaggregante), nonostante un consistente calo (-16,4% rispetto al 2013), seguita dal dibase® (farmaco per le carenze di vitamina D), in forte crescita (+36,4%). In salita anche il lasix® (diuretico), mentre cala il consumo di eutirox® (farmaco per la funzionalità tiroidea). In forte crescita (+32,1%) le prescrizioni di pantorc® (farmaco antireflusso e antiulcera).
 
 
L’evoluzione del mercato italiano. Il 2014 si chiude con un +5%
L’evoluzione del mercato italiano dei farmaci segue l’andamento degli altri EU5. L’anno si chiude con una crescita moderata (+3%) trainata dal mercato specialistico a fronte di un canale farmacia in lieve decrescita. Le previsioni per i prossimi quattro anni vanno nella stessa direzione, indicando un passo di crescita guidato da canale ospedaliero e distribuzione per conto. La distribuzione per conto raddoppia la crescita 2013 arrivando al +26% e toccando 1,5 miliardi di Euro. L’evoluzione è legata a un generale ampliamento dei farmaci inseriti in questo canale a prescindere dalle nuove specialità immesse in commercio, entrate praticamente in toto nella distribuzione per conto. A parte la Sicilia, che ha attivato nel 2014 questa forma di distribuzione, e che contribuisce alla crescita per 125 milioni di Euro (circa il 40% del totale della crescita), tutte le regioni tranne Liguria e Marche crescono in modo rilevante (>7%). I contributi più importanti, dopo la Sicilia, vengono da Campania e Lombardia. La spesa pro capite più alta per la distribuzione per conto tuttavia si trova in altre tre regioni: Lazio, Calabria e Molise con circa 44€ per abitante verso una media nazionale di 26 Euro.
 
Il segmento ospedaliero cresce (+5%). Il consumo inpatient diminuisce leggermente ma conferma il trend positivo in valori. La distribuzione diretta ospedaliera rappresenta ormai il 26% dei consumi e il 46% dei valori ospedalieri. Il canale retail lascia sull’anno 142 milioni rispetto al 2013 scontando soprattutto l’effetto deflazionistico del taglio prezzi post protezione brevettuale dei prodotti rimborsati (- 3,6% sul prezzo medio). La flessione (-0,3%), tuttavia, va inquadrata nel contesto del mercato generale. Con un indice del commercio al dettaglio che ha chiuso il 2014 a livelli inferiori rispetto al 2010 (ISTAT IV TRIM 2014) il risultato dei fatturati sul canale farmacia è assolutamente apprezzabile e deve essere letto in modo positivo tenendo conto che nello stesso periodo si è evidenziata un’evoluzione positiva dei consumi unitari (+ 0,6%). Circa il 62% delle vendite in volumi è coperto dai farmaci con obbligo di ricetta che crescono di circa un punto percentuale (+0,8). L’evoluzione si deve a un aumento dei pezzi rimborsati dal SSN mentre i farmaci di fascia C hanno visto una flessione del 2%. Anche i farmaci di autocura, che valgono l’11% del mercato, presentano un trend negativo nel loro complesso (-2,7%) al quale hanno contribuito entrambe le categorie (automedicazione e Sop).
Notevolmente in controtendenza invece i prodotti notificati (OTC non registrati, soprattutto integratori) da diversi anni in continua crescita. Il 2014 non fa eccezione, poiché il comparto ha ottenuto un lusinghiero +5% in volumi. Si torna invece al rosso con i nutrizionali con una riduzione molto vistosa legato alla progressiva uscita di canale (verso il mass market) specialmente dei prodotti per l’infanzia. Parafarmaci e prodotti di igiene e bellezza hanno un discreto andamento rispetto ai consumi 2013.
Se l’analisi si sposta sui valori anziché sui consumi, i farmaci con obbligo di prescrizione mostrano dinamiche opposte; il comparto contribuisce per poco più del 60% alla composizione del giro d’affari e i segmenti che lo compongono mostrano tutti il segno negativo. I farmaci d’autocura superano appena la parità (+0,2%) e ormai valgono globalmente meno dei prodotti notificati, che con quasi 3 miliardi di vendite a valore e una crescita del 7,1% rappresentano senza dubbio il driver di crescita più importante. Problematica naturalmente la situazione dei dietetici vista l’evoluzione dei consumi, mentre il trend di parafarmaci e cosmetici sono incoraggianti, con incrementi rispettivamente del 2,9 e dell’1,7%.
I dati divergenti tra andamenti a quantità e a valori si spiegano specialmente con l’andamento dei prezzi medi, che nel 2014 sono stati caratterizzati da un tasso deflazionistico. Nel loro insieme, i prezzi si sono “raffreddati” (-0,8%) e questa riduzione è quasi esclusivamente da attribuire ai farmaci con ricetta, in crescita invece i prezzi dei farmaci d’autocura (+3,1%) e in generale di tutti i settori di libera vendita con l’eccezione dei prodotti di igiene e bellezza (-0.2%).
La spesa pro capite in farmacia a livello nazionale supera di poco i 400 Euro tra medicinali e non. Liguria e Lazio si confermano gli outlier più significativi con una spesa pro capite decisamente superiore (>450€). Nessuna novità anche per le regioni più parche nella spesa, Basilicata e Trentino A.A. restano sotto i 350€ ad abitante sebbene le ragioni socio economiche di tale comportamento si possano immaginare diverse.
 
 
Il mercato mondiale dei farmaci sfiora i 1.300 mld di dollari.
A livello mondiale il mercato sfiorerà i 1.300 miliardi di dollari nel 2018. Questa evoluzione sarà significativamente calmierata dalle politiche di sconto e pay back richieste ormai dalle amministrazioni sanitarie e payer di tutti i paesi anche quelli delle economie emergenti. Proprio i paesi pharmerging insieme agli Stati Uniti daranno il maggior contributo alla crescita nei prossimi cinque anni concentrando il 60% del mercato totale.
Il mercato nord americano influirà, soprattutto nel breve periodo, a seguito dell’introduzione di alcuni farmaci molto innovativi (antivirali anti HCV) e ad alto costo. Trattandosi di terapie volte all’eradicazione della malattia, l’incremento registrato al lancio non sarà osservabile in egual misura nei prossimi anni.
 
I driver di crescita evidenziabili nelle economie emergenti sono invece legati a un costante incremento dei volumi concentrato particolarmente nelle aree della primary care e del segmento dei farmaci generici.
Nei prossimi cinque la crescita dei mercati emergenti rallenterà pur mantenendosi a livelli doppi rispetto a quanto previsto per i mercati maturi.  I Top 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e UK) cresceranno costantemente attorno al 2%.
La metà dei primi venti mercati sarà rappresentata da realtà pharmerging.  Tuttavia i paesi maturi restano aree chiave per l’evoluzione delle terapie perché assorbono gran parte dei farmaci innovativi che hanno generato sempre maggior valore negli ultimi dieci anni. Le specialties, cioè i farmaci generalmente ad alto costo, che trattano patologie croniche complesse, prescritti prevalentemente dagli specialisti e aventi vie di somministrazione e sistemi di conservazione particolari, rappresentavano solo il 15% del mercato globale nel 2004 mentre oggi valgono un quarto del totale. Spesso si tratta di farmaci biologici, una categoria che è arrivata a un valore di circa 180 miliardi di dollari nel 2014.

18 maggio 2015
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