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Tumore prostata. Ok Commissione UE per olaparib nel trattamento della malattia metastatica resistente alla castrazione con mutazione Brca1/2


È l’unico inibitore di Parp che ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale rispetto ai nuovi trattamenti con agenti ormonali nel carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con mutazione Braca1/2. L’approvazione segue la raccomandazione espressa a settembre 2020 dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema

16 NOV - La Commissione europea ha approvato olaparib, come monoterapia nel trattamento dei pazienti adulti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con mutazioni Braca1/2 (germinale e/o somatica) in progressione da precedente terapia con un nuovo agente ormonale. Un’approvazione che segue la raccomandazione espressa a settembre 2020 dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema.
 
A dare l’annuncio del via libera AstraZeneca e Msd. L’approvazione della Commissione europea si basa su una analisi di sottogruppo dello studio di Fase 3 PROfound che ha evidenziato come olaparib abbia dimostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) e della sopravvivenza globale (OS) rispetto a enzalutamide o abiraterone negli uomini con mutazione Braca1/2.
Il tumore della prostata è il secondo tipo di tumore più comune negli uomini, con 1,3 milioni di nuove diagnosi stimate nel 2018 a livello mondiale. Circa il 10% degli uomini con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) presenta una mutazione Braca.
 
“L’approvazione di olaparib nell’Unione Europea costituisce l’inizio dell’era della precision medicine nel carcinoma prostatico. I pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione hanno storicamente una cattiva prognosi; alla luce dei dati che emergono dallo studio PROfound, relativi al vantaggio in sopravvivenza libera da progressione radiologica e in sopravvivenza globale, oggi olaparib rappresenta un’opzione terapeutica target per i pazienti in questa fase di malattia” ha affermato Giuseppe Procopio, coordinatore nazionale dello studio PROfound e responsabile dell’Oncologia Medica Genito Urinaria della Fondazione Irccs - Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
 
“Olaparib ha più che triplicato la sopravvivenza libera da progressione radiologica – ha dichiarato Dave Fredrickson, executive vice president, oncology business unit, AstraZeneca – ed è l’unico PARP inibitore che mostra un beneficio di sopravvivenza globale rispetto a enzalutamide o abiraterone negli uomini con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con mutazione Braca. Il test della mutazione Braca nell’Unione Europea dovrebbe diventare uno step fondamentale nella diagnosi e nella decisione del trattamento degli uomini con tumore della prostata avanzato”.
 
“Lo studio PROfound – ha spiegato Roy Baynes, senior vice president and head of global clinical development, chief medical officer, Merck Research Laboratories – ha mostrato che olaparib ha apportato un beneficio clinico agli uomini affetti da carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione con mutazioni BRCA1/2, offrendo una importante opzione di miglioramento della sopravvivenza globale per questi pazienti nell’Unione Europea. Msd, in collaborazione con AstraZeneca, è impaziente di rendere al più presto disponibile questo trattamento mirato per i pazienti europei.”
 
I risultati dell’analisi di sottogruppo dello studio PROfound - studio prospettico di Fase 3, multicentrico randomizzato, in aperto, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di olaparib rispetto a enzalutamide o abiraterone nei pazienti con mCRPC in progressione ad un precedente trattamento con nuove terapie ormonali antitumorali e che presentavano una mutazione in uno dei 15 geni coinvolti nella via HRR, compresi Braca1/2, ATM e CDK12 – mostrano che olaparib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 78% (HR 0.22 [95% CI, 0.15-0.32], p<0.0001) e ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) a una mediana di 9,8 mesi rispetto a 3,0 mesi con enzalutamide o abiraterone negli uomini con mCRPC con mutazioni Braca/2. Olaparib ha ridotto il rischio di morte del 37% (HR 0.63 [95% CI, 0.42-0.95]) con sopravvivenza globale mediana di 20,1 mesi rispetto a 14,4 mesi con enzalutamide o abiraterone. I risultati principali e i risultati di sopravvivenza globale dello studio sono stati pubblicati nel The New England Journal of Medicine nei primi mesi di quest’anno.
 
Le reazioni avverse più comuni (ARs) nello studio PROfound, verificatesi nel ≥10% dei pazienti, per olaparib rispetto a enzalutamide o abiraterone sono state anemia (46% vs.15%), nausea (41% vs. 19%), fatigue (compresa astenia) (41% vs. 32%), diminuzione dell’appetito (30% vs. 18%), diarrea (21% vs. 7%), vomito (18% vs. 12%), trombocitopenia (12% vs. 3%), tosse (11% vs. 2%) e dispnea (10% vs. 3%). L’interruzione del dosaggio a causa di eventi avversi si è verificata nel 45% dei pazienti in trattamento con olaparib, mentre la riduzione del dosaggio nel 22% dei pazienti in trattamento con olaparib. L’interruzione a causa di eventi avversi si è registrata nel 18% dei pazienti trattati con olaparib.
 
Olaparib è approvato negli Stati Uniti per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con mutazioni della linea germinale o somatica del sistema di riparazione per ricombinazione omologa (HRR), in progressione a precedente trattamento con enzalutamide o abiraterone.
 

16 novembre 2020
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