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Balduzzi: “Più governance e appropriatezza”. Tutti gli interventi al convegno Censis


15 MAR - Quale futuro per le risorse in sanità? Quale sanità dopo i tagli? Per il ministro della Salute Renato Balduzzi la ricetta sta nello sviluppo della cultura dell’appropriatezza e in una più forte governance del sistema. Questi i concetti chiave che hanno caratterizzato l’intervento del Ministro alla presentazione della ricerca del Censis oggi a Roma.
 
Balduzzi ha preso la parola dopo l’introduzione del presidente del Censis Giuseppe De Rita che ha sintetizzato i risultati della ricerca evidenziando come “sia drasticamente sceso il giudizio sul Ssn, soprattutto a causa dei tagli e in special modo in quelle regioni che a causa dei Piani di rientro hanno dovuto tagliare di più”. Il presidente del Censis ha inoltre specificato come “i tagli più significativi si sono avuti tra il 2007 e il 2010 (anno a cui si ferma la ricerca) e come si sia ormai diffusa la sanità low cost che inizia ad avere una capacità di offerta molto elevata e su cui c’è un problema di controllo di qualità”. Dopo l’illustrazione della ricerca effettuata dal vicedirettore del Censis Carla Colicelli, è intervenuto il Ministro che ha evidenziato alcuni punti nevralgici su cui agire per risolvere le criticità del Servizio sanitario in questa fase di recessione economica.
 
Per Balduzzi occorre in primis capire che “più risorse non significano più qualità”. Messo da parte il tema ‘mantra’ delle risorse il Ministro ha poi affermato che “non esiste un’unica ricetta”  in grado di guarirci da tutti i mali, ma esiste un antidoto culturale: l’appropriatezza, che deve “diventare la divisa mentale non solo di pazienti e professionisti ma anche di chi governa il sistema”. Altro aspetto da affrontare è invece quello che attiene la necessità “di una maggiore governance del sistema,  di una migliore distribuzione delle risorse e del personale, con l’abbandono di antiche pratiche  fatte di nicchie, di privilegi, di compartimenti stagni specialmente in alcuni segmenti della sanità e che purtroppo sono ancora presenti nel nostro sistema”. Balduzzi ha poi parlato anche del calo dell’apprezzamento dichiarato dagli intervistati rispetto al federalismo, sottolineando come questa sia “una parola che deve essere usata in modo appropriato e che le disillusioni di oggi sono frutto di una forte illusione precedente” sul tema. Una battuta anche sui Piani di rientro: “Vorrei si chiamassero in un altro modo come Piani di riorganizzazione o di riqualificazione dentro cui porre il problema delle risorse”. I Piani di rientro per il ministro sono però decisivi perché “nella misura in cui sottraggono autonomia regionale consentono il vero dispiegarsi dell’autonomia perché non è autonomia quella di chi pensa di poter agire in un sistema a rete senza regole e senza vincoli”. Infine il Ministro ha annunciato come si stia “accelerando l’idea di mettere a disposizione i dati del sistema attraverso un portale che metta ogni utente in condizione di conoscere il Ssn”.
Dopo Balduzzi è intervenuto il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi che commentando le risultanze della ricerca ha evidenziato come nei cittadini italiani “sembra emergere una maturità sociale. Anzi, sembrano proprio i cittadini i protagonisti più maturi”. Sul dato che vede un aumento della spesa out of pocket per Scaccabarozzi occorre che “la spesa dei cittadini sia portata nella compartecipazione perché oggi abbiamo un sistema universalistico basato su dati anagrafici diversi da quelli attuali e per evitare di far crescere la spesa sanitaria oltre il 10% del Pil, livello che non possiamo sostenere, occorre razionalizzare la spesa”.
Ma il numero uno di Farmindustria è intervenuto pure sul tema della sanità low cost: “Siamo preoccupati perché le nostre aziende in questo settore rappresentano la qualità, mentre su internet si iniziano a trovare falsi farmaci erogati attraverso fantomatiche ricette, il tutto spesso a costi superiori del costo dello stesso prodotto farmaceutico”.

“Di fronte a questo segnale – ha concluso Scaccabarozzi - preoccupante di sfiducia meglio offrire un sistema sanitario adeguato e che eviti sprechi. Basti pensare che evitando un giorno di ricovero superfluo, si potrebbe dare assistenza farmaceutica per un anno a cinque cittadini”.
Sul palco è poi salito direttore dell’Aifa, Luca Pani che ha sottolineato come nel prossimo futuro assisteremo ad una rivoluzione con “l’avvento massiccio dei farmaci innovativi” che sono molto efficaci ma costano molto. Per questo ha precisato Pani bisogna “incentivare i farmaci equivalenti e biosimilari e al contempo valorizzare l’innovazione nonché ridisegnare i percorsi dell’adeguatezza prescrittiva e far rientrare il valore economico di un farmaco nella valutazione di rischio-beneficio”.

Infine ha preso la parola il presidente facente funzioni dell’Agenas Giuseppe Zuccatelli. “Abbiamo un sistema cha ha un eccesso di offerta. La pletora medica ha fatto esplodere il numero delle tipologie della professione per cui occorre ipotizzare un ruolo unico del medico con accesso attraverso pubblico concorso, almeno in ambito ospedaliero.” Altro problema per Zuccatelli è l’università che “forma poco gli studenti, per esempio non s’insegna più la prescrizione corretta degli antibiotici”. Poi Zuccatelli ha affrontato il tema dei Piani di rientro e del presidente-commissario: “Sono contrario al presidente che fa anche il commissario per la sanità e poi troppo spesso i piani sono stati caratterizzati da tagli lineari”. Ultimo punto la libera professione. Per Zuccatelli andrebbe semplicemente tolta.

15 marzo 2012
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