Focus personale. Prima del Covid (2019) erano oltre 846mila i dipendenti della sanità italiana, in aumento nel privato e in calo nel pubblico. In fuga verso il privato soprattutto i medici

Focus personale. Prima del Covid (2019) erano oltre 846mila i dipendenti della sanità italiana, in aumento nel privato e in calo nel pubblico. In fuga verso il privato soprattutto i medici

Focus personale. Prima del Covid (2019) erano oltre 846mila i dipendenti della sanità italiana, in aumento nel privato e in calo nel pubblico. In fuga verso il privato soprattutto i medici
Tra il 2017 e il 2019 i dipendenti sono infatti cresciuti di 2.967 unità (+0,3%) per arrivare a quota 846.623 (esclusi medici, farmacisti ed altri operatori a convenzione o privati). Ma l’aumento è tutto nel settore privato. I dipendenti pubblici scendono infatti dello 0,4% (-2.878) così come il personale universitario (-7,6%). Sale invece il personale del privato equiparato al pubblico (+1,7%) ma soprattutto quello delle case di cura convenzionate (+4,5%) e non convenzionate che registra un vero e proprio boom con il 23%. REPORT 2019REPORT 2017

Un Ssn che strizza sempre più l’occhio al privato e sempre meno al pubblico. A leggere i numeri del nuovo rapporto sul personale dipendente del Servizio sanitario nazionale relativo al 2019 del Ministero della Salute è questo il quadro che emerge con il personale (soprattutto medico) che è sempre più attirato dal privato.
 
Ma andiamo per ordine. In totale i lavoratori dipendenti del Ssn sia pubblici che del privato aumentano. Tra il 2017 e il 2019 secondo un confronto effettuato da Quotidiano Sanità sui report del Ministero relativi alle due annualità sono infatti cresciuti di 2.967 unità (+0,3%) per arrivare a quota 846.623 (esclusa tutta la medicina e le farmacie convenzionate).

Ma l’aumento è tutto del settore privato. I dipendenti pubblici scendo dello 0,4% (-2.878) così come il personale universitario (-7,6%). Sale invece il numero di personale del privato equiparato al pubblico (+1,7%) ma soprattutto quello delle case di cura convenzionate (+4,5%) e non convenzionate che registra un vero e proprio boom con il 23%. A questo punto sarà interessante vedere nei prossimi anni i dati di quanto avvenuto in pandemia dove invece sono state molte le assunzioni (a tempo parziale ndr.) del pubblico.
 

 
Per quanto riguarda il pubblico il calo del personale è dovuto principalmente alla discesa del personale con contratto flessibile (-9,6%) che è passato dalle 43.142 unità del 2017 alle 38.966 del 2019. Un calo che ha riguardato soprattutto i medici (-3.044 ovvero il -32,7%) e gli infermieri (-1.635 ovvero il -10,1%).
 
Ma il minor ricorso a contratti flessibili non è stato compensato dall’aumento dei contratti a tempo determinato. Infatti nel 2017 i dipendenti erano 629.512 contro i 630.810 (appena 1.298 in più). Nello specifico è cresciuto nel 2019 il numero dei medici di 1.465 unità ma in numero inferiore rispetto a quelli che solo due anni prima avevano un contratto a tempo parziale (in sostanza gran parte dei camici bianchi a tempo parziale non è stato poi assunto nel pubblico). In crescita anche il numero degli infermieri assunti a tempo indeterminato che aumentano di 3.475 unità. Brusco invece il calo del personale amministrativo che invece è sceso di 3.205 unità.
 
Per quanto riguarda il settore privato una cospicua crescita del personale si è registrata nelle case di cura private convenzionate. Ad esempio i medici nel 2017 erano 24.213 e nel 2019 sono saliti a 26.099 (+1.866 ovvero il +7,8%) a dimostrare quella fuga dal pubblico denunciata da anni dai sindacati. In crescita anche le assunzioni di infermieri (+3%) e quella degli amministrativi (+6%).
 
Ma a potenziare il numero di personale sono state anche le Case di cura private non convenzionate. Anche in questo caso è aumentato il numero di medici che vi lavora. Si è passati dai 3.326 del 2017 ai 4.817 del 2019 (+44%).
 
L.F.

Luciano Fassari

20 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”
Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”

Cannabis e cocaina restano le sostanze illegali più diffuse in Italia, mentre cresce l’attenzione su nuove sostanze psicoattive, uso combinato di sostanze, gioco d’azzardo e dipendenze digitali tra i più...