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Il neo Ordine dei fisioterapisti nel ricordo di Mauro

di Saverio Proia

Mauro Gugliucciello lavorò incessantemente perché la legge Lorenzin contenesse l’articolo che avrebbe permesso a quell’albo che avesse superato l’iscrizione di oltre 50.000 professionisti di aspirare ad avere un ordine proprio ed oggi sarebbe quanto mai felice ed orgoglioso del risultato ottenuto. Ora che il risultato è ottenuto mi auguro che la costituzione di un nuovo ordine sanitario sia vissuta come un valore aggiunto e non come un fatto divisivo

09 SET -

Proprio nella giornata internazionale dedicata alla fisioterapia il Ministro alla Salute Roberto Speranza ha annunciato di aver firmato il decreto istitutivo dell’ordine nazionale della professione sanitaria di fisioterapista, si chiude così un processo durato più di trent’anni di riconoscimento di una propia distinta rappresentanza istituzionale.

Avendola seguito in prima persona per tutti questi decenni l’aspirazione di questo gruppo professionale di avere una propria distinta rappresentanza ordinistica ben posso comprendere il loro entusiasmo: Il mio primo pensiero è andato a Mauro Gugliucciello, recentemente scomparso, che in questi lunghi anni è stato tra i protagonisti più attivi e tenaci nel perseguire l’obiettivo ma anche di accettare le soluzioni intermedie e allo stesso tempo proporre e realizzare lo strumento per uscire dalle stesse soluzioni intermedie.

La soluzione intermedia che proposi anche a questo gruppo professionale che aveva una sua peculiare diversità e tra l’altro era di gran lunga il più numeroso, il secondo di numero dopo gli infermieri delle professioni della legge 251/00, era quella che ho sempre definito la “lucida follia”; cioè di fronte all’ostilità durata decenni di una parte larga dello schieramento politico di istituire nuovi ordini professionali non poteva che essere quella di trovare un ordine o più ordini propensi ad accogliere quelle professioni sanitarie che ne erano prive di albo professionale.

Se da una parte l’ordine dei chimici accolse di buon grado il neo-albo dei fisici, la Federazione dei TSRM con enorme disponibilità e generosità accolse gli albi delle altre 18 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione permettendo, così, di chiudere con successo un’epoca ultra trentennale di ostracismo politico nei confronti della richiesta di istituire gli albi per le professioni che ne erano prive.

Mauro fu tra quelli che capì che la strada non poteva che essere quella di far confluire l’albo dei fisioterapisti nel cosiddetto maxi ordine, cosa che ci riuscì appieno, ma, allo stesso tempo lavorò incessantemente perché la stessa legge Lorenzin contenesse l’articolo che avrebbe permesso a quell’albo che avesse superato l’iscrizione di oltre 50.000 professionisti di aspirare ad avere un ordine proprio ed oggi sarebbe quanto mai felice ed orgoglioso del risultato ottenuto.

Ora che il risultato è ottenuto mi auguro che la costituzione di un nuovo ordine sanitario sia vissuta come un valore aggiunto e non come un fatto divisivo: un valore aggiunto perché così si può far mettere in risalto nei confronti dei decisori politici nazionali e regionali la componente della riabilitazione che a tutt’oggi anche nel PNRR come nei decreti attuativi non ha avuto ancora la giusta rilevanza e valorizzazione anzi una progressiva ritirata della gestione diretta pubblica delle prestazioni riabilitative a favore del privato accreditato, combattere con più energia la cattiva pratica dell’abusivismo professionale nel settore con i conseguenti danni psicofisici alle persone.

Non sia un fatto divisivo perché in questi anni di maxiordine si è costruita una nuova modalità di stare insieme tra più professioni e questo non si dimentica stando in un nuovo ordine, anzi mi auguro che il neo ordine insieme al maxi ordine proprio per l’esperienza positiva di stare insieme nelle progettazioni e nelle realizzazioni possano essere l’elemento trainante  per creare un nuovo soggettivismo e un nuovo protagonismo positivo unitario ed unificante dell’insieme degli ordini delle professioni sanitarie e sociosanitarie in grado di far svolgere il loro ruolo di difesa, potenziamento e rilancio del SSN pubblico e solidaristico e in esso la completa valorizzazione del capitale umano e professionale da loro rappresentato che è la maggiore e determinante ricchezza del nostro SSN.

Saverio Proia

 



09 settembre 2022
© Riproduzione riservata


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