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La spesa pubblica nella UE. Italia tra i Paesi con la quota più alta per la “protezione sociale” ma siamo sempre sotto la media per la “salute”


I dati illustrati oggi da Eurostat. Nel 2021 la spesa pubblica nella UE si è attestata al 51,5% del Pil, una percentuale inferiore a quella del 2020 ma solo perché il Pil è aumentato. La spesa pubblica è infatti cresciuta in valori assoluti del 5,1% rispetto all’anno precedente. Tra le principali funzioni la “protezione sociale” in tutta la UE è rimasta la voce di spesa più importante, con un peso pari al 20,5% del PIL. La “salute” viene subito dopo con un peso dell’8,1% (Italia al 7,6%).

28 FEB -

Nel 2021 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche nell'Unione Europea è stata pari al 51,5% del prodotto interno lordo (PIL) ed è stata ancora influenzata dalla pandemia di COVID-19 e dalle misure governative per mitigarne gli effetti.

La diminuzione del rapporto rispetto all'anno precedente (52,8%) è stata principalmente una conseguenza dell'aumento del PIL, mentre è stata ancora osservata una crescita della spesa totale (7.475 EUR nel 2021 rispetto a 7.111 miliardi di EUR nel 2020; un aumento di 364 miliardi, in crescita del 5,1% rispetto al 2020).

Lo sottolinea oggi Eurostat sulla base dei dati recentemente pubblicati sulla spesa delle amministrazioni pubbliche per funzione.

La percentuale più alta della spesa pubblica va alla protezione sociale e alla sanità



Tra le principali funzioni della spesa delle amministrazioni pubbliche nell'UE, la “protezione sociale” è rimasta la più importante nel 2021, con un peso pari al 20,5% del PIL. Le successive aree più importanti sono state la “salute” (8,1%), gli “affari economici” (6,3%) e i “servizi pubblici generali” (6,0%), che comprendo affari esteri e transazioni del debito pubblico, e poi “istruzione” (4,8%).

Le funzioni 'ordine pubblico e sicurezza' (1,7%), 'difesa' (1,3%), 'ricreazione, cultura e religione' (1,2%), 'tutela ambientale' (0,8%) e 'abitazioni e servizi per la collettività' (0,6 %) sono quello con un peso minore.

Forti aumenti della protezione sociale, degli affari economici e della salute guidati dalla pandemia di COVID-19




A livello dell'UE, la spesa totale delle amministrazioni pubbliche è aumentata per tutte le principali funzioni. Tuttavia, gli aumenti si sono concentrati su “salute” (+103 miliardi di euro), “affari economici” (+96 miliardi di euro) e “protezione sociale” (+41 miliardi di euro, con un calo di 50 miliardi di euro per le spese per il contrasto alla “disoccupazione” che sono state riassorbite dall’incremento di altre voci come “vecchiaia” e da altre funzioni dettagliate nell'ambito della protezione sociale).

Rapporto tra la spesa per la protezione sociale più alto in Francia e Finlandia, più basso in Irlanda (Italia sopra la media UE)
La “protezione sociale” ha rappresentato nel 2021 l'area di spesa pubblica più importante per tutti i membri dell'UE. La spesa pubblica per la protezione sociale in percentuale del PIL variava tra gli Stati membri dall'8,7% in Irlanda, 11,0% a Malta, 12,5% a Cipro e 13,1% in Ungheria, a quasi un quarto in Francia (24,8%), Finlandia (24,6%) e Italia (23,4%).

La spesa pubblica per la sanità è più alta in Austria e Cechia (Italia sotto la media UE) per gli affari economici la più alta è in Grecia, per l'istruzione in Svezia
Nel 2021, Austria (10,1%), Repubblica Ceca (9,8%), Danimarca e Francia (entrambe 9,2%) hanno registrato i più alti rapporti tra spesa pubblica e PIL dedicati alla salute tra i membri dell'UE. L’Italia si colloca invece sotto la media UE con una percentuale del 7,6%.



I rapporti più elevati tra spesa pubblica e PIL per gli affari economici nel 2021 sono stati registrati in Grecia (10,7%), Austria (9,3%) e Ungheria (9,2%), davanti a Malta (9,0%).

I rapporti più elevati tra spesa pubblica e PIL per i servizi pubblici generali sono stati osservati in Italia e Finlandia (entrambe 8,1%), Ungheria (8,0%) e Grecia (7,9%).

Per quanto riguarda l'istruzione, i rapporti più elevati rispetto al PIL sono stati registrati in Svezia (6,7%), seguita da Belgio (6,3%) e Danimarca (6,0%).



28 febbraio 2023
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