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Al via ‘Amatrici-AMA’. Quando la solidarietà passa dal gusto

Al via l'iniziativa per la raccolta fondi. Oltre 100 aziende di distribuzione coinvolte. Ogni distributore coinvolgerà almeno una decina di ristoranti dove gli italiani potranno gustare una buona amatriciana e allo stesso tempo offrire il loro libero contributo a sostegno della ricostruzione del borgo.

22 NOV - “Questa è la mia seconda vita, la prima si è chiusa con il terremoto”, con queste parole forti e toccanti del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, si è aperta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa di raccolta fondi “Amatrici-AMA, svoltasi a Roma, lunedì u.s., promossa da ADHOR, l’associazione le donne dell’Horeca, dalla federazione Italgrob e consorzi federati e che vede coinvolta tutta la filiera dalla distribuzione di bevande e i ristoratori italiani.
La lodevole iniziativa passa attraverso la valorizzazione dello storico piatto di questa comunità. “L’amatriciana, infatti, dopo la pizza è il piatto italiano più conosciuto al mondo. Intendiamo valorizzarlo e renderlo l’occasione, per chi lo ordinerà al ristorante, per poter donare 5 euro che, a fronte di regolare ricevuta, saranno poi devolute per aiutare Amatrice” spiega Luigino Lorenzoni, consigliere della federazione Italgrob, distributore di Magliano Sabina (RI) associato ADAT.

Lorenzoni, che ha fortemente voluto questa iniziativa, assicura che, ”se ciascun attore farà la propria parte, questa sarà un’azione importantissima e molto incisiva per permettere ai territori colpiti dal terremoto del 24 agosto di poter ripartire”.

Sono oltre 100 le aziende di distribuzione che sosteranno il progetto: ogni distributore coinvolgerà almeno una decina di ristoranti, pertanto si parla di almeno un migliaio di luoghi dove gli italiani potranno gustare una buona amatriciana e allo stesso tempo offrire il loro libero contributo a sostegno della splendida città di Amatrice , che ricordiamo è stata eletta fra i borghi più belli d’Italia.

L’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Rieti e dal Comune di Amatrice, si pone come obiettivo immediato di raccogliere fondi per la ricostruzione della scuola alberghiera di Amatrice, ma Giuseppe Rinaldi, presidente della Provincia presente alla conferenza ha posto l’attenzione su altri aspetti fondamentali “la necessità di trasformare questa tragedia in un’opportunità e lottare per non vedere scomparire intere comunità, con la loro cultura e tradizione.”

“Dobbiamo stare attenti” ha fatto presente Rinaldi “a non trasformare queste città in piccoli presepi che si ammirano ma in cui non troviamo più la gente. Per far rivivere una comunità bisogna ricostruire i servizi, scuole, linee di trasporto.” Amatrice ha poi affermato Rinaldi “aveva una sua particolarità rappresentata dal suo presidio ospedaliero che non può essere dimenticato. Infatti l’impegno preso attualmente è stato, non a caso, quello di mantenere nella città un presidio sanitario e di cominciare a predisporre le aree dove andranno ricostruiti questi servizi.”
 
A concludere, l’intervento di Lucio D’ubaldo dir. Respo. Giornale dei Comuni e segretario generale Federsanità che ha posto l’attenzione su due elementi nuovi introdotti dal terremoto nel dibattito politico. “ il  primo senza alcun dubbio” ha affermato D’Ubaldo “è stata la sparizione dal dibattito del tema della chiusura dei piccoli comuni e il secondo, il rilancio del tema della solidarietà accantonato negli ultimi anni dalla discussione pubblica, che ovviamente incrocia e si confronta con le istituzioni”.
 
Serena Visintin

22 novembre 2016
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