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Dl Enti locali. Dalle Regioni via libera condizionato. Chieste modifiche su risorse in sanità, personale e pagamenti

Consentire il pieno utilizzo delle risorse destinate alla spesa sanitaria, non ridurre nelle Regioni virtuose il fondo del trattamento accessorio del personale nel 2016, e inserimento di un articolo aggiuntivo sulla tempestività nei pagamenti delle Regioni. Questi i principali contenuti degli emendamenti di interesse sanitario proposti dalle Regioni nel parere approvato. IL PARERE

08 LUG - La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul dl Enti locali attualmente all'esame della commissione Bilancio della Camera, ha espresso ieri parere favorevole ma condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti. Il primi due riguardano l'efficiantamento e la razionalizzazione della spesa sanitaria
 
Uno, in attuazione dell’intesa in Conferenza Stato–Regioni del 21 aprile 2016, si configura come una norma, di carattere ordinamentale, che "non determina effetti sulla finanza pubblica e mira a specificare le caratteristiche del piano a cui sono sottoposti i singoli enti sanitari che si configura teso all’efficientamento e alla riqualificazione della spesa sanitaria", si spiega nella relazione.
 
L'altro è invece finalizzato a non disperdere il vincolo di destinazione delle risorse in sanità. Per consentire il pieno utilizzo delle risorse destinate alla spesa sanitaria, qui si ripropone anche per l’anno 2016 la disposizione inserita nella legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) per permettere alle Regioni a statuto ordinario di utilizzare ed impegnare entro l’esercizio le quote del risultato di amministrazione destinate a finalità sanitare imputabili ad esercizi pregressi. "Gli utilizzi e gli impegni effettuati dalle Regioni non rilevano ai fini dei saldi del pareggio di bilancio in quanto la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: i corrispondenti costi hanno impattato sui saldi di finanza pubblica nell’esercizio di competenza giuridica".

 
Si passa poi all'emendamento per non ridurre il fondo del trattamento accessorio del personale nel 2016. La proposta, spiegano le Regioni, è finalizzata a prorogare per l’anno 2016 il regime previsto per l’anno 2015 in ordine alla costruzione del fondo per il salario accessorio così da consentire alle regioni a statuto ordinario cc.dd. virtuose (che, oltre a rispettare il patto di stabilità interno, abbiano un rapporto uguale o inferiore alla media nazionale fra spesa di personale e spesa corrente al netto delle spese per i ripiani dei disavanzi sanitari e del surplus di spesa rispetto agli obiettivi programmati dal patto di stabilità interno) di non procedere, per il 2016, alla riduzione delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale anche di livello dirigenziale, ed operare le decurtazione in proporzione al personale cessato nel 2017 rispetto al personale in servizio nel 2016.
 
Infine, quanto alle misure di governo della spesa farmaceutica e di efficientamento dell'azione dell'Agenzia italiana del farmaco, per quanto riguarda le decisioni sul payback, vengono segnalate possibili criticità da parte di Farmindustria, OO.SS. delle farmacie pubbliche e private, in quanto al tavolo della governance della farmaceutica avevano portato come posizione forte l’indicazione che nel 2016 la norma del pay-back sarebbe stata superata. Si propone quindi di inserire il seguente articolo aggiuntivo 10-bis.
 
"Articolo 10-bis
(Tempestività nei pagamenti delle Regioni)

1. All’articolo 8, comma 1 del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: “Allo scopo di garantire il completo riequilibrio di cassa, le regioni possono accedere, nei limiti degli importi di cui al periodo precedente, alle anticipazioni di liquidità anche per finanziare piani dei pagamenti che comprendano i pagamenti dei citati debiti, effettuati dalle regioni nel periodo 1° gennaio 2015-19 giugno 2015.”

08 luglio 2016
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