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Interrogazioni/2. Sensibilità chimica multipla, Faraone: “Al momento non riconosciuta come malattia invalidante”

Di recente l'iss ha avviato una nuova raccolta ed analisi della letteratura. Ne è emerso che, allo stato attuale, lo studio di questa malattia presenta alcune criticità, tra le quali il rifiuto, da parte dei pazienti, di sottoporsi alle prestazioni sanitarie per il timore di possibili reazioni avverse, l'assenza di uniformi criteri diagnostici, nonché la presenza di sintomi molteplici e non specifici. Così il sottosegretario alla Salute ha risposto all'interrogazione di Valiante (Pd).

05 MAG - "Il Ministero della salute, nella piena consapevolezza della serietà della problematica, ha voluto istituire un nuovo Tavolo, costituito anche da professionisti segnalati dalle stesse Associazioni di pazienti, per avviare una nuova fase di valutazione e di approfondimento della materia e per individuare strumenti per l'assistenza socio-sanitaria di tali pazienti. Anche in tale sede, tuttavia, è emerso che i risultati sperimentali raggiunti non erano – purtroppo – sufficienti a supportare decisioni di natura amministrativa né a intraprendere iniziative utili nel breve termine". Il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, ha risposto così ieri in commissione Affari sociali all'interrogazione presentata da Simone Valiante (Pd) nella quale si tentava di far luce sulle iniziative per il riconoscimento della sensibilità chimica multipla come malattia invalidante.
 
"Di recente - ha proseguito - a conferma della perdurante attenzione riposta dal Ministero della salute sul tema, l'istituto Superiore di Sanità ha tuttavia avviato una nuova raccolta ed analisi della letteratura, per il periodo di riferimento relativo agli anni 2006 –2016. Ne è emerso che, allo stato attuale, lo studio di questa malattia presenta alcune criticità, tra le quali ricordo – a titolo esemplificativo – il rifiuto, da parte dei pazienti, di sottoporsi alle prestazioni sanitarie per il timore di possibili reazioni avverse, l'assenza di uniformi criteri diagnostici, nonché la presenza, in letteratura, di sintomi molteplici e non specifici. Tali circostanze rendono, pertanto, gli studi sulla eziologia e sulla patogenesi molto difficili da attuare, costituendo, inoltre, una ulteriore difficoltà sul piano diagnostico".

 
In questo contesto, ha in ogni caso sottolineato Faraone, "voglio dare piena assicurazione che il Servizio Sanitario Nazionale è in grado di fornire un'appropriata assistenza ai soggetti che mostrano sintomi di intolleranza all'esposizione a sostanze chimiche attraverso il ricorso alle strutture di cure primarie e specialistiche esistenti, nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza garantiti a tutti i cittadini, prevedendo la possibilità di assicurare anche un supporto psicologico, qualora il medico lo ritenga opportuno. In particolare, eventuali problemi collegati all'esposizione a sostanze chimiche possono essere efficacemente valutati e trattati da parte delle strutture specialistiche esistenti, unitamente a eventuali problemi di carattere allergico o immunologico, con l'eventuale ricorso, se necessario, a terapie che impieghino farmaci autorizzati secondo le indicazioni approvate dall'Agenzia Italiana del Farmaco e le eventuali linee guida applicabili (in materia di specifiche patologie)".

"In conclusione, posso comunque assicurare che il Ministero della salute non cesserà di svolgere tutti i necessari approfondimenti in merito alla delicata problematica proposta: a riprova di ciò, comunico che, nel mese di luglio 2016, è stato chiesto nuovamente al Consiglio Superiore di Sanità di esprimersi sulla questione, eventualmente rettificando il precedente parere del 2008 con il quale si affermava l'impossibilità di definire tale patologia una 'entità nosologicamente individuabile'", ha concluso Faraone.
 
Simone Valiante (Pd), replicando, ringrazia per la risposta approfondita che testimonia un'apertura rispetto alle problematiche oggetto dell'interrogazione, sottolineando al riguardo la richiesta avanzata al Consiglio superiore di sanità di esprimersi nuovamente sulla possibilità di definire in maniera puntuale la patologia in questione. Nel ricordare che la sensibilità chimica multipla è riconosciuta come malattia invalidante da molti Paesi e dall'Organizzazione mondiale della sanità, auspica che il Ministero della salute possa procedere celermente nel senso indicato. 

05 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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