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Lorenzin esclude presenza di fibre di amianto nell’aria dopo il rogo di Pomezia. Dati su rischio presenza diossina si avranno solo domani


Lo ha detto oggi alla Camera rispondendo al question time. Il ministro ha chiarito che fibre di amianto sono state in effetti rilevate nei resti delle lastre di copertura del capannone incendiato ma che i risultati delle analisi effettuate dall'ARPA Lazio non hanno rivelato la presenza di fibre di amianto nell'aria.

10 MAG - Le conseguenze e i rischi per la salute dell’incendio avvenuto a Pomezia lo scorso 5 maggio presso il deposito della società Eco-X di Pomezia in provincia di Roma è stato al centro del question time del ministro della Salute Beatrice Lorenzin oggi alla Camera.
 
L’interrogazione (n. 3-03005) di cui è prima firmataria Serena Pellegrino di Sinistra Italiana era volta ad ottenere  chiarimenti in merito alla concentrazione nell'aria di sostanze tossiche a seguito dell'incendio.
 
Ecco lo svolgimento integrale del question time:
Serena Pellegrino. Presidente. Il vasto rogo nell'azienda di rifiuti Eco-X del 5 maggio a Pomezia, per estensione e rilevanza dell'inquinamento provocato, rientra oggettivamente tra i delitti di disastro ambientale previsti dalla legge sugli ecoreati. Sono stati registrati dall'ARPA valori oltre la norma di PM10 e confermata la presenza di amianto; siamo in attesa di conoscere i dati relativi agli idrocarburi policiclici aromatici e alle diossine. Il silenzio delle istituzioni dopo le denunce dei cittadini e le richieste di immediato intervento ha come esito questo disastro. La salute dei cittadini, Ministro, e dell'ambiente - Ministro Galletti, approfitto anche della sua presenza - è prioritaria, e la richiesta di notizie certe e di azioni a tutela della sanità pubblica è un obbligo. Attendiamo, quindi, da lei una corretta informazione sulla composizione della nube tossica e sulla salute della popolazione esposta all'inquinamento.

Beatrice LorenzinMinistra della Salute. Vorrei approfittare di questa occasione per dare, appunto, delle comunicazioni puntuali proprio in questa sede, che è quella del Parlamento italiano, sul gravissimo incendio che c'è stato a Pomezia. Fin dalle primissime ore sono stata in contatto con il sindaco e la regione Lazio, abbiamo allertato le direzioni generali del Ministero, l'Istituto superiore di sanità, l'Istituto zooprofilattico, tutti gli enti pubblici preposti alla gestione dell'emergenza, e, ovviamente, anche i carabinieri dei NAS, che sono intervenuti immediatamente.

Ciò detto, vorrei darvi immediatamente i dati, e cioè quanto mi è stato comunicato dall'ARPA Lazio, dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana e dall'ASL Roma 6.

L'ARPA ha evidenziato che sono ad oggi disponibili solo i valori delle polveri sottili PM10relativi al giorno dell'incendio e a quello successivo, cioè il 5 e il 6 maggio; valori che sono risultati superiori ai limiti previsti dalla legge, ma limitatamente alle immediate vicinanze dello stabilimento e non anche nei centri abitati adiacenti, fortunatamente. L'Agenzia ha in ogni caso precisato che gli stessi risultano analoghi ai valori registrati nel centro urbano di Roma nei periodi invernali di particolare criticità di inquinamento.

Rispetto alla questione della presenza di idrocarburi policiclici aromatici, l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana ha comunicato che i risultati delle prime rilevazioni su ben nove campioni di vegetali raccolti nelle vicinanze del sito interessato dall'incendio hanno dato esito negativo.

 
Quanto, invece, alla presenza di diossine, l'ARPA ha riferito che i dati saranno disponibili da domani, in quanto richiedono tempi di analisi maggiori, e mi farò portavoce della comunicazione ufficiale di questi dati.

Rispetto, invece, all'amianto, l'ASL Roma 6 ha comunicato che già nella giornata del 7, non appena è stato possibile accedere in sicurezza all'interno dell'impianto, sono stati effettuati campionamenti delle lastre di copertura dei capannoni dello stabilimento, che hanno evidenziato la presenza di fibre di amianto. A questo proposito, vi comunico che sono pervenuti proprio oggi, in tarda mattinata, i risultati delle analisi effettuate dall'ARPA Lazio in merito alla presenza di fibre di amianto nell'aria. Fortunatamente, diciamo che non è stata rivelata presenza di fibre di amianto nell'aria: questo è un dato estremamente positivo per la cittadinanza.

Ci preoccuperemo adesso, invece, nella gestione della rimozione dei rifiuti, che gli operatori preposti alla gestione di questi rifiuti siano ovviamente messi in sicurezza, proprio per non avere contaminazioni. La direzione generale salute e politiche sociali della regione Lazio ha incaricato l'Istituto superiore di sanità di collaborare per effettuare ulteriori analisi e per affiancare la regione nella definizione dei programmi di monitoraggio e di sorveglianza sanitaria dei cittadini esposti, e quindi per tutto quello che riguarda la fase due, che comincerà nelle prossime ore.

L'ASL Roma 6, in stretta collaborazione con la Direzione degli alimenti e della sanità animale del Ministero della salute, allo scopo di evitare, secondo il principio di precauzione, ogni potenziale rischio per la salute della popolazione, immediatamente dopo l'incendio ha fornito specifiche indicazioni ai sindaci dei comuni di Pomezia e di Ardea per l'adozione di ordinanze urgenti finalizzate a interdire nell'arco di cinque chilometri dall'area dell'incendio la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli, il pascolo e l'utilizzo di foraggi esposti per gli animali, nonché per mantenere gli animali chiusi nelle stalle.
 
Inoltre, è stata data indicazione che i prodotti ortofrutticoli coltivati al di fuori di detta area debbano essere accuratamente lavati prima del consumo. L'ASL Roma 6 ha poi riferito, allo scopo di fornire puntuale e aggiornata informazione alla popolazione, che sono state pubblicate nell'homepage del sito web dell'azienda tutte le precauzioni da adottare e i consigli più utili.
Stefano Fassina (coofirmatario dell’interrogazione). Grazie, Ministro. Noi valutiamo con grande attenzione le risposte che lei ha fornito. È evidente che le preoccupazioni rimangono, da persone responsabili; credo rimangano anche a lei, da Ministro responsabile, preoccupazioni su una vicenda che ha ancora degli elementi di incertezza.
 
Ha riconosciuto che alcune analisi non sono ancora disponibili. Stamattina l'ex procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, ha fatto un bell'intervento su un giornale nel quale ha richiamato il principio fondamentale che vige in materia ambientale, che è il principio di prevenzione. Nel momento in cui si ha incertezza, è utile prevenire e, magari, eccedere nella prevenzione, piuttosto che farsi trovare in difetto.

Dobbiamo dire che in questi giorni non sempre questo principio è stato rispettato. È successo che, nel momento in cui il sindaco di Pomezia chiudeva scuole e attività nel raggio di dieci chilometri, invece l'outlet di Castel Romano, che sta a 6 chilometri dall'azienda dove si è sviluppato l'incendio, rimaneva aperto, con conseguenze di un qualche rilievo sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Quindi, noi auspichiamo innanzitutto la massima informazione e, appunto, l'applicazione di quel principio di prevenzione, nel momento in cui abbiamo a che fare con la salute dei cittadini.

10 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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