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Sostenibilità Ssn. D'Ambrosio Lettieri (DI): “Urgente mettere mano a ristrutturazione del sistema fortemente in crisi”

“Due punti su cui il legislatore può intervenire subito sono la detraibilità delle spese sanitarie e la riforma complessiva della sanità integrativa. Il privato non può sostituirsi al pubblico, ma va controllato, regolamentato e vanno individuate feconde sinergie con il pubblico che possano fornire un livello di copertura complessiva che ci faccia uscire dagli equivoci”. Così il componente della XII commissione del Senato oggi alla presentazione del rapporto Gimbe.

06 GIU - “Il nostro sistema sanitario nazionale si basa sul pilastro della universalità. Lo celebriamo tutti e giustamente, ma la realtà è ben diversa, tant’è che accanto ad universalismo cominciano ad apparire degli aggettivi che non lasciano spazio a dubbi, ma ad una sola certezza: il sistema sanitario nazionale così come non funziona più. Quando si parla, infatti, di universalismo diseguale, l’ossimoro mi fa sorgere qualche perplessità. Parlare di welfare selettivo rappresenta il segnale di un forte affanno. E’ quindi quanto mai urgente e indifferibile mettere mano ad una ristrutturazione importante del sistema per dare ai cittadini maggiori garanzie sul diritto costituzionale alla tutela della salute. Dobbiamo farlo, possiamo e se lo faremo tenendo presenti anche le giuste indicazioni che provengono dal secondo rapporto Gimbe, faremmo bene a non dimenticare il rapporto di stretta connessione tra il governo della sanità e il governo delle diseguaglianze sociali e dell’ambiente. Una connessione che comporta la realizzazione di un intervento organico”. 
 
E’ quanto ha dichiarato Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità del Senato, intervenuto oggi a Roma alla presentazione del secondo Rapporto Gimbe sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale.


“Certezze sulle risorse da destinare al fondo sanitario nazionale, rimodulazione dei Lea sotto il segno del valore, per garantire a tutti i cittadini servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value, ridefinizione dei criteri della compartecipazione alla spesa sanitaria e delle detrazioni per spese sanitarie a fini IRPEF; riforma della sanità integrativa; piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi; mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni sono le sei azioni ritenute fondamentali e indicate dal rapporto Gimbe per salvare il ssn. Tutte condivisibili, ma occorre tenere presente che siamo di fronte ad un percorso che include un processo di profonda modificazione culturale che l’intervento del legislatore può accompagnare, certamente, ma che non si potrà risolvere a breve termine”, ha affermato.
 
“La politica deve recuperare senso di responsabilità. In questa direzione, la Commissione Sanità del Senato ha dato, a mio avviso, un segnale importante, quando, superando sensibilità politiche differenti, è riuscita ad individuare un percorso comune da dare alla nostra sanità. La prima parte del rapporto sulla indagine conoscitiva relativa all’efficacia e all’efficienza del ssn recepisce proprio i punti di emergenza e va a toccare le criticità su cui intervenire. Primo fra tutti - ha proseguito il senatore - la governance del sistema che evidentemente, così com’è, lascia spazio a sprechi e corruzione. Vedo che gli interessi si sono spostati ormai da molti anni dai suoli edificatori prima agricoli alla gestione della sanità utilizzata come bancomat per far fare carriere a chi non ne avrebbe i requisiti, per moltiplicare consulenze, stipendi e così via”.

D’Ambrosio Lettieri ha sottolineato come “anche il Dpcm sui Lea, su cui ho votato favorevolmente, rischia di restare solo una promessa perché senza la certezza delle risorse e la rivisitazione dei criteri di valutazione di ciò che è valore nella sanità e ciò che non lo è, non si potrà assicurare in maniera omogenea a tutti i cittadini prestazioni efficaci ed efficienti. Qui c’è da lavorare molto e in tempi che non ci portano dentro il 2025”.

“Due punti su cui il legislatore può intervenire subito - ha detto - sono la detraibilità delle spese sanitarie e la riforma complessiva della sanità integrativa. Nutro perplessità sul fatto che non ci sia un minimo rapporto tra crescita della spesa out of pocket e difficoltà di accesso alle prestazioni da parte dei cittadini. In questo senso, il privato non può certo sostituirsi al pubblico, ma non va demonizzato. Piuttosto, va controllato, disciplinato, regolamentato e vanno individuate felici e feconde sinergie tra sistema pubblico e privato che possano fornire un livello di copertura complessiva che ci faccia uscire dagli equivoci”.

“Detto ciò - ha concluso - è urgente e dirimente - rispetto alla sopravvivenza di un sistema che garantisca davvero il diritto alla salute di tutti i cittadini, in modo omogeneo sul territorio nazionale, non solo sulla carta - parlare il linguaggio della verità e dire chiaramente che il sistema, così com’è, non funziona più: o si introducono, nel modello assistenziale, innovazioni significative oppure il ssn è destinato a disgregarsi, con detrimento dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione”.

06 giugno 2017
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