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Lea. Coletto: “Impatto economico compatibile con 800 mln stanziati. Ma è necessaria approvazione del ‘decreto tariffe’”. Carnevali (Pd): “Governo in contraddizione”

"Il Ministero della salute, nel novembre 2018, ha elaborato una nuova proposta di tariffe. In ogni caso, la stima di impatto risulta compatibile con le risorse finanziarie assegnate alle regioni dell'importo di 800 milioni di euro". Così ieri il sottosegretario alla Salute ha risposto in Commissione Affari Sociali all'interrogazione di Carnevali (Pd). Dura la replica della deputata dem: "Grillo ora afferma che gli 800 mln sono sufficienti mentre dall'opposizione aveva sempre contestato questo dato. Se le risorse sono sufficienti, perché non passa dalle parole ai fatti? La pazienza è finita".

22 FEB - "La completa operatività del Dpcm di aggiornamento dei Lea è, tuttora, subordinata all'entrata in vigore dei nuovi nomenclatori dell'assistenza specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica da approvarsi con decreto interministeriale di definizione delle tariffe massime nazionali relative alle medesime prestazioni. Il Ministero della salute, nel novembre 2018, ha elaborato una nuova proposta di tariffe. In ogni caso, la stima di impatto risulta compatibile con le risorse finanziarie assegnate alle regioni dell'importo di 800 milioni di euro".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, ha risposto ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sull'attuazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza presentata da Elena Carnevali (Pd).
 
Questa la risposta integrale del sottosegretario Coletto.
 
"Come segnalato dalla interrogazione in esame, la completa operatività del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza è, tuttora, subordinata all'entrata in vigore dei nuovi nomenclatori dell'assistenza specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica (limitatamente agli ausili su misura) da approvarsi con decreto interministeriale di definizione delle tariffe massime nazionali relative alle medesime prestazioni.

 
Fino all'approvazione di tale decreto interministeriale, dunque, resteranno in vigore i nomenclatori vigenti prima dell'approvazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2017 e risalenti l'uno al 1996 (specialistica ambulatoriale) e l'altro al 1999 (assistenza protesica).
Al riguardo, giova sottolineare che molte delle nuove prestazioni sono già erogate da alcune regioni (ad esempio Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana e altre regioni non in piano di rientro dal disavanzo sanitario), perché la normativa vigente consente loro di erogare prestazioni extra LEA se in equilibrio economico e non in piano di rientro. Ne consegue che tali nuove prestazioni innovative (ad esempio adroterapia, PMA, nuove tipologie di dialisi, prestazioni di laboratorio, e altro) sono già – e ovviamente continueranno ad essere – fornite nelle regioni in questione.
 
Ciò premesso, con riferimento all'iter in corso sulla definizione delle tariffe, si fa presente che il Ministero della salute, nel novembre 2018, ha elaborato una nuova proposta di tariffe, dopo un ulteriore affinamento della valutazione di impatto resa possibile dalle nuove disponibilità dei dati forniti dal MEF: ciò, in particolare, grazie alla maggiore completezza del flusso informativo della Tessera Sanitaria per le prestazioni di specialistica ambulatoriale.
Intendo sottolineare che il Ministero della salute seguirà con molta attenzione la procedura relativa alla nuova proposta tariffaria affinché si arrivi, in tempi brevi, alla definizione della stessa.
 
In ogni caso, per rispondere allo specifico quesito posto dagli interroganti, si rappresenta che sulla base della relazione tecnica predisposta dai competenti uffici del Ministero, la stima di impatto risulta compatibile con le risorse finanziarie assegnate alle regioni, in applicazione dell'articolo 1, comma 555 della legge 208/2015, laddove, come noto, è prevista la finalizzazione, a valere sulla quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale, dell'importo di 800 milioni di euro".
 
Dura la replica di Elena Carnevali (Pd): "Ora non ci sono più dubbi: è una scelta deliberata, quella della ministra Grillo, di rispondere in modo evasivo o di non rispondere affatto sull’approvazione del cosiddetto ‘decreto tariffe’, propedeutico per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e del prontuario per protesi ed ausili. A distanza di otto mesi dall’insediamento di questo governo e da novembre, data in cui la ministra ha elaborato una nuova proposta, non vengono forniti né dati certi sull’ammontare delle risorse, né sulle tempistiche di approvazione del decreto interministeriale. Nella sua non risposta data oggi nel corso del question time in commissione Affari sociali, la ministra continua nel suo atteggiamento vergognosamente omissivo. Da un lato, Grillo entra contraddizione con se stessa affermando che, ‘sulla base della relazione tecnica predisposta dal ministero, la stima risulta compatibile con le risorse assegnate alle regioni’, mentre in passato (sia dall’opposizione che appena insediata al ministero) aveva sempre contestato questo dato. Dall’altro, se dice che le risorse sono sufficienti, perché dopo 16 anni di attesa e a oltre un anno dall’approvazione dell’aggiornamento dei Lea, non passa dalle parole ai fatti? La pazienza è finita e questo atteggiamento omissivo è davvero scandaloso".

22 febbraio 2019
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