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Libia. Conte risponde alla Fnomceo: “Italia in prima linea nell’azione internazionale per la pacificazione”

Il premier risponde all’Ordine dei medici dopo la sollecitazione seguita all’uccisione di cinque medici in un raid all’ospedale da camp di Al Zaouia. Anelli: “Il nostro impegno di professionisti vicini al cittadino continua, confermiamo la massima disponibilità in qualsivoglia iniziativa possa impedire il ripetersi di questi tragici avvenimenti”.

17 SET - “Attacchi indiscriminati in aree residenziali densamente popolate possono costituire crimini di guerra, e coloro che violano il diritto internazionale umanitario dovranno essere assicurati alla giustizia e tenuti alle loro responsabilità. L'Italia continuerà a promuovere questa linea con la massima convinzione”. A parlare è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel rispondere all’appello del Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Fnomceo, Filippo Anelli, che, dopo l’uccisione di cinque medici in un raid aereo all’ospedale da campo di Al Zaouia, in Libia, aveva chiesto al Governo un’azione di tutela degli operatori sanitari impegnati in teatri di guerra.
 
“Abbiamo pertanto favorito l'adozione della Dichiarazione dell'Alto Rappresentante Federica Mogherini per conto dell'Unione Europea sul sostegno al processo politico in Libia dello scorso 2 agosto, che ha espressamente richiesto alle parti di far cessare ogni attacco contro operatori umanitari e personale medico, così come contro ospedali e ambulanze” spiega Conte.


 
“È del resto evidente che solo con una piena risoluzione della crisi libica si avrà la garanzia che simili episodi non si ripeteranno e, in prospettiva, si potranno assicurare l'accertamento e la punizione di responsabilità gravissime come quelle per i fatti in questione. L'Italia è stata e continuerà ad essere in prima linea nell'azione internazionale per la pacificazione e la stabilizzazione del Paese, per una Libia unita, sovrana e democratica. Siamo attivamente e fortemente impegnati nel sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite sotto la guida del Rappresentante Speciale, finalizzati al raggiungimento di un allentamento delle tensioni e l'attuazione di tregue umanitarie - come quella, pur breve e fragile, che ha avuto luogo in occasione della festività religiosa dell'Eid al Adha - come preludio ad un vero e proprio cessate il fuoco e al riavvio del dialogo tra le parti in conflitto” scrive ancora il Presidente del Consiglio.
 
Che conclude: “È del resto nostro profondo convincimento che non esista una soluzione militare alla crisi libica, ma che solo un dialogo politico inclusivo tra le diverse anime libiche possa portare ad una pacificazione sostenibile e duratura del Paese. Ed è con questo spirito che abbiamo favorito l'adozione della dichiarazione finale del Vertice G7 di Biarritz sulla Libia e che operiamo affinché i prossimi snodi possano rilanciare il confronto costruttivo e la stabilizzazione dell'intera Regione”.
 
“Non si può che condividere pienamente quanto finora fatto dal nostro Paese, a livello nazionale così come a livello europeo, al fine di far cessare attacchi perpetrati in modo barbaro contro operatori sanitari e medici, contro strutture sanitarie e mezzi di soccorso – risponde Anelli in una lettera di ringraziamento -. Ferma restando l’inaccettabile realtà che quotidianamente vivono le popolazioni di quelle terre martoriate che non possono che provocare sdegno e rinnovato impegno per una cessazione delle ostilità”.
 
“L’obiettivo non semplice di una soluzione della crisi libica attraverso una stabilizzazione della Libia stessa ci trova, come Federazione Nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) ente pubblico, esponenziale dei medici e degli odontoiatri, al fianco delle nostre Autorità, delle nostre Istituzioni – continua Anelli -. E la Sua nota di risposta Onorevole Presidente Conte teniamo a leggerla come riconoscimento di questo nostro impegno”.
 
“Da tempo stigmatizziamo e poniamo all’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo la tematica della violenza contro gli operatori sanitari, fenomeno da considerare come prodotto di una sottocultura che non riconosce più la validità di specifiche competenze, quali quelle mediche, finalizzate al bene comune – conclude -. Il nostro impegno, come professionisti della salute tradizionalmente vicini ai cittadini, continuerà in questa direzione e confermiamo la massima disponibilità quali operatori sanitari in qualsivoglia iniziativa possa servire a impedire il ripetersi di tragici avvenimenti quali quelli sopra citati”.

17 settembre 2019
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