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Covid. Conte: “Dovevamo limitare occasioni di incontro: ecco perché abbiamo scelto di chiudere”


“Tutte le misure messe in campo rispondono alla necessità di tenere sotto controllo la curva dei contagi. Puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l'afflusso nei mezzi di trasporto sia durante il giorno che la sera”. Così il premier oggi in un articolo su Il Fatto Quotidiano.

27 OTT - “Abbiamo appena varato un Dpcm con misure più restrittive, ma necessarie. Quel Dpcm è nato da un lungo confronto tra tutte le forze di maggioranza, rappresentate dai rispettivi capi-delegazione. Queste misure non sono in discussione. Piuttosto vanno spiegate a una popolazione in sofferenza, che legittimamente chiede di capire i motivi delle scelte del governo” e a provare a spiegarle è lo stesso premier Giuseppe Conte in un articolo pubblicato questa mattina da Il Fatto Quotidiano.

“Tutte le misure messe in campo – spiega Conte - rispondono alla necessità di tenere sotto controllo la curva dei contagi. Con lo smart working e il ricorso alla didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado, puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l'afflusso nei mezzi di trasporto durante il giorno, perché sappiamo che è soprattutto lì che si creano affollamenti e quindi occasioni di contagio”.
 
Che poi aggiunge, “acquistare subito centinaia di nuovi mezzi pubblici è impossibile, per questo andava decongestionato il sistema del trasporto pubblico agendo su scuola e lavoro e altre occasioni di uscita come lo sono l'attività sportiva in palestre e piscine”.

 
“Stessa cosa abbiamo fatto la sera: abbiamo ridotto tutte le occasioni di socialità che spingono le persone a uscire nelle ore serali e a spostarsi con i mezzi pubblici. Uscire la sera per andare al ristorante, cinema o teatro significa prendere mezzi pubblici o taxi, fermarsi prima o dopo in una piazza a bere qualcosa o a incontrarsi con amici abbassando la propria soglia di attenzione e creando assembramenti. Ecco perché abbiamo sospeso le attività di ristoranti, cinema e teatri”, scrive ancora il premier.
 
E “diminuendo le occasioni di socialità, abbassiamo anche il numero di contatti che ognuno di noi può avere, rendendo così più facile fare i tracciamenti nel caso in cui una persona risulti positiva”, sottolinea il premier che rimarca ancora come “senza queste misure la curva è destinata a sfuggirci di mano”.

27 ottobre 2020
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