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29 NOVEMBRE 2020
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Covid. Boccia in audizione: “Bene confronto con le Regioni, ma non possiamo politicizzare i parametri”


"I parametri usati per la classificazione del rischio sono gli stessi su cui la cabina di regia ha lavorato da maggio a oggi e continuerà a farlo. Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi. Ieri c'è stata una richiesta comprensibile per un confronto su questi indicatori. Se viene fuori una valutazione scientifica sui parametri bene, ma non posiamo politicizzare i parametri". Poi sulla situazione negli ospedali: "Rispetto alla prima ondata, oggi i parametri relativi ai ricoveri non sono da allarme rosso". Così il ministro per gli Affari regionali.

18 NOV - "Il modello per la `zonizzazione´ dell'Italia è nato con il decreto di aprile, questa è la 26/esima settimana di utilizzo di quel modello. Non è nato il 3 novembre, ma mesi prima perchè la fase di graduale riapertura l'abbiamo gestita con massima cautela nonostante le spinte per riaperture immediate. I parametri usati per la classificazione del rischio sono gli stessi su cui la cabina di regia ha lavorato da maggio a oggi e continuerà a farlo. Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi. Ieri c'è stata una richiesta comprensibile per un confronto su questi indicatori. Se viene fuori una valutazione scientifica sui parametri bene, ma non posiamo politicizzare i parametri".
 
Così il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, in audizione di fronte alla commissione parlamentare per le questioni regionali.
 
Riguardo la situazione ospedaliera, rispetto alla prima ondata "oggi i parametri relativi ai ricoveri in terapia intensiva e ai ricoveri in area ospedaliera non sono da allarme rosso", ha sottolineato.

 
Un lockdown nazionale come quello fatto in passato "oggi non è riproponibile. La differenza rispetto al passato è che a marzo e aprile non c'era nulla: non c'erano le mascherine, né i ventilatori per adeguare le terapie intensive - ha aggiunto Boccia -. L'attuale approccio differenziato tra le varie regioni è la nostra forza, differenziando le misure a seconda delle esigenze territoriali, secondo un principio di adeguatezza e proporzionalità, costruendo percorsi che portano cittadini e imprese a fare i minori sacrifici possibili. Dobbiamo continuare su questa strada".
 
Poi ha annunciato: "Oggi scade il primo bando per medici per la Campania, legheremo a questo un bando per altri 200 medici per tutto il territorio nazionale. Nelle prossime ore ci sarà questo secondo bando, ci rivolgiamo soprattutto ai medici in pensione", ha concluso il ministro.

18 novembre 2020
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