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Dipendenze. Guido Faillace rieletto alla presidenza di FeDerSerD: “Personale aumenti del 35%”


L’elezione al termine del Congresso della società scientifica che rilancia le sue proposte: “Integrare il ruolo strategico dei Servizi delle Dipendenze nella nuova sanità territoriale e istituire la disciplina di «clinica delle dipendenze» nell’ambito della normativa delle discipline ministeriali e promuovere la realizzazione di una specialità universitaria in «clinica delle dipendenze”

30 SET -

Concluso a Roma il Congresso della Federazione italiana degli operatori dei Dipartimenti e dei Servizi  delle Dipendenze. Gli oltre trecento professionisti presenti hanno approfondito il tema della assise: “I 20 anni di FeDerSerD: un ponte verso il futuro per i Servizi delle Dipendenze e per la medicina del territorio”.I contenuti scientifici delle ultime due giornate del congresso hanno abbracciato molti settori di  interesse per l’attività dei Servizi delle Dipendenze.  

La sessione “ Delitto e castigo: stigma e accesso alle terapie agoniste per oppiacei”  è stata aperta da una relazione magistrale di Nora Volkow, prestigiosa direttrice del NIDA (USA), il più importante istituto di ricerca del mondo per l’addiction.  “La crisi da Oppiacei, l’accesso alle terapie e lo stigma nell’intervento sul Disturbo da Uso di Oppiacei” il tema affrontato a tutto campo. Presentati i dati statunitensi con quasi 110 mila decessi per overdose nell’ultimo anno, in massima parte per oppiacei sintetici con il fentanyl in primo luogo. Una epidemia che le autorità faticano ad arginare. La mirabile lettura non ha trattato solo aspetti di biologia e genetica, ma anche prevenzione ed educazione con attenzione al contesto e alle opportunità ambientali presentando ricerche in corso sull’impatto della esposizione alle droghe nei neonati e in età infantile.    

“I professionisti italiani e le terapie agoniste Le evidenze di una Survey nazionale e l’impegno dei SerD” del past president di FeDerSerD Alfio Lucchini ha ripreso l’intervento della Volkow evidenziando la bontà del sistema italiano per Servizi e per regole e controlli.

Gli interventi su “Le nuove terapie agoniste, una prospettiva di maggiore accessibilità per i Servizi per le Dipendenze” con i contributi di Edoardo Cozzolino (Milano), Marco Riglietta (Bergamo), Vincenzo Lamartora (Napoli), Liliana Praticò (Bergamo) hanno permesso di presentare i nuovi strumenti terapeutici nella esperienza dei SerD italiani. 

La sessione “Alcologia: l’unione fa la forza. La sinergia tra società scientifiche per il rilancio del settore” ha visto il contributo del  presidente Guido Faillace con Teo Vignoli di Ravenna per la presentazione del documento SIA-FeDerSerD-SITD sulla corretta valutazione e  collocamento della alcologia nel SSN. “La polidipendenza nell'intervento alcologico” ha trattato Giovanni Galimberti di Monza e  “La Riduzione del danno in alcologia” Paolo Donadoni di Bergamo.

Interessante il workshop sulla  “Malattia tubercolare nei consumatori di sostanze e nelle persone detenute: un update del percorso diagnostico-terapeutico” condotto da Felice Nava di Padova e Concettina Varango di Lodi. 

Puntuale la presenza della sessione di sanità pubblica “Presto e bene: strategie di micro eradicazione dell’HCV” con noti relatori: l’infettivologo Massimo Andreoni di Roma, Felice Nava di Padova, Loreta Kondili dell’ Istituto Superiore di Sanità, Lucia Craxì di Palermo. 

“Crossing the bridge: al di qua e al di là dei confini” l’intrigante titolo delle sessione sugli aspetti psichiatrici, molto moderna che, dopo “Il manifesto per la salute mentale: una visione multidisciplinare e integrata” presentato da Giorgio Serio di Palermo, ha visto l’intervento su  “Le nuove frontiere della psichiatria: gli psichedelici degli psiconauti” di Fabrizio Schifano (Hertfordshire - UK).  Gilberto Di Petta di  Napoli  ha approfondito “Il trattamento degli stati dissociativi acuti correlati al consumo delle nuove sostanze: tempi, modi e luoghi della cura”.

I docenti Giovanni Martinotti di Chieti e Sergio De Filippis di Roma hanno affrontato le patologie  psichiatriche correlate al consumo di sostanze con attenzione agli esordi precoci di malattia.  

“La centralità della formazione e della ricerca” è la sessione che ha consentito di presentare  “La Scuola superiore di formazione - Rita Levi Montalcini – di FeDerSerD,  e “ Il percorso formativo di specializzazione nell’Area delle Dipendenze Patologiche rivolto ai professionisti under 40 e ai neo assunti nel sistema di intervento italiano delle Dipendenze” sempre della Federazione, con le relazioni di Maria Luisa Grech di Bologna e Daniele Pini di Torino.

Il docente di Trieste Stefano Canali ha presentato la ricerca “I nomi della cosa - Molteplicità e contraddizioni dell’idea di dipendenza negli operatori e negli utenti dei servizi”.

La presentazione di OISED - Osservatorio sull’ impatto socio economico delle Dipendenze (CREA  Sanità /CeRCo)  con Daniela d’Angela (Roma) e Alfio Lucchini (Milano) ha chiuso la seduta.

Infine le sessioni dedicate alla innovazione clinica e organizzativa dei Servizi e alla gestione clinica dei percorsi diagnostici terapeutici ha visto la presentazione di modelli ed esperienze da parte di Felice Nava di Padova, Roberta Balestra di Trieste, Concettina Varango di Lodi, Vincenza Ariano di Taranto  e Vincenzo Lamartora di Napoli.    

Non è mancata una iniziativa culturale molto partecipata : la presentazione del volume “ 2021: La normalità possibile. Un diario tra privato e vita associativa”  di Alfio Lucchini, con l’intervento dell’on. Giuseppe Lumia e la moderazione del giornalista Luciano Fassari.

E infine Liliana Patricò, del SerD di Bergamo ha vinto il premio FeDerSerD 20 anni al migliore lavoro e-poster che ha visto 70 contributi scientifici presentati, come prima autrice de “ Il SerD come point of care per infezioni da HCV: è possibile”.  

A conclusione dello spoglio delle schede la lista guidata da Guido Faillace, primario SerD in Sicilia, con vicepresidente Roberta Balestra, direttore del Dipartimento delle Dipendenze di Trieste, segretario esecutivo Concettina Varango, primario SerD in Lombardia e direttore del comitato scientifico Felice Nava, direttore di Servizio di  sanità penitenziaria e area dipendenze in Veneto, ha trovato la fiducia degli oltre mille iscritti alla Federazione.

Nei nuovi organi dirigenti nazionali spicca la maggioranza femminile, in linea con la prevalenza di professioniste nel sistema dei Servizi italiani delle Dipendenze. Tutte le professioni presenti nei Servizi sono rappresentate nel nuovo Consiglio direttivo.  

Il Congresso ha ribadito i punti fondamentali perseguiti dalla Federazione scientifica per la cui realizzazione richiama tutti gli operatori ad un grande impegno:  

incrementare di almeno il 35% le risorse di personale di tutte le  professionalità e adeguare le strutture dei SerD;

integrare il ruolo strategico dei Servizi delle Dipendenze nella nuova sanità territoriale;

confermare il Dipartimento delle Dipendenze come la scelta organizzativa più coerente per governare la complessità dell’offerta territoriale;

istituire la disciplina di «clinica delle dipendenze» nell’ambito della normativa delle discipline ministeriali e promuovere la realizzazione di una specialità universitaria in «clinica delle dipendenze»;

riconoscere alle strutture del privato sociale un ruolo significativo nel sistema di intervento territoriale integrato;

potenziare gli interventi, i programmi, le politiche di riduzione del danno e riconoscerli come patrimonio comune del sistema di intervento delle dipendenze.

L’appuntamento per il XII Congresso nazionale è fissato a fine ottobre 2023 a Bergamo, capitale italiana della cultura.




30 settembre 2022
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