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Fuga operatori sanitari all’estero. Amsi: “In 5 anni più di 5000 medici e 1000 infermieri italiani hanno presentato richiesta”

Varie le motivazioni: per lavoro, per acquisire esperienza e pratica nell'ambito chirurgico, per aspetti culturali e religiosi e per interesse scientifico. Le 5000 richieste sono arrivate per il 65% da giovani, per il 25% da pensionati, per il 15% da medici in attività e per il 5% da associazioni e comunità che si occupano di cooperazione. Queste le mete più richieste: 25% Paesi europei, 10% Paesi dell'Est, 30% Paesi Arabi, 15% Paesi africani, 10% Paesi sud America, 5% Cuba e Nord America, 5% vari paesi asiatici ed Israele.

23 MAG - In 5 anni sono arrivate più di 5000 richieste da parte di medici italiani che desiderano trasferirsi all'estero. Varie le motivazioni: per lavoro, per acquisire esperienza e pratica nell'ambito chirurgico, per aspetti culturali e religiosi e per interesse scientifico, in particolare per fare ricerca nelle branche di ginecologia, pediatria diabetologia, pneumologia, oculistica, dermatologia, malattie infettive. Le 5000 richieste sono arrivate per il 65% da giovani, per il 25% da pensionati, per il 15% da medici in attività e per il 5% da associazioni e comunità che si occupano di cooperazione.

Le richieste hanno avuto un’impennata del 40% dal primo gennaio del 2018 e sono arrivate maggiormente da Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Puglia, Campania, Emilia Romagn ,Umbria e Sicilia.
 
Le associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l'Unione medica euro mediterranea (Umem), soci fondatori del movimento internazionale "Uniti per Unire", insieme a numerose associazioni e comunità aderenti, presentano le statistiche riguardo le richieste arrivate e che continuano ad arrivare allo sportello congiunto attivato presso l'Amsi e che saranno illustrate insieme ad altre dati in apertura del Congresso dell'Amsi che si svolgerà in 22 giugno prossimoa Roma con evento accreditato con Ecm per tutte le professioni.



Queste le mete più richieste: 25% Paesi europei (Inghilterra, Belgio, Scozia, Germania), 10% Paesi dell'Est (Albania, Romania, Polonia, Ucraina, Russia), 30% Paesi Arabi (Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Libano, Tunisia, Egitto, Somalia, Marocco, Palestina, Libia, Sudan, Iraq e Kuwait); 15% Paesi africani e Corno d'Africa (Nigeria, Congo, Camerun, Eritrea e Etiopia ) 10% Paesi sud America (Equador, Brasile, Argentina, Messico, Perù e Colombia); 5% Cuba e Nord America; 5% vari paesi asiatici ed Israele.

"Bisogna riflettere e trovare soluzioni urgenti per combattere la  Fuga dei Cervelli e dei medici e professionisti della sanità all'estero per i vari motivi elencati dalle nostre associazioni - dichiara Foad Aodi, consigliere Omceo Roma, Fondatore Amsi, Componente Commissione Fnomceo 'Salute Globale' -. Bisogna creare le condizioni sia lavorative che di ricerca universitaria (urgono 10 mila borse di specializzazione) combattendo la sottopaga, lo sfruttamento lavorativo e la burocrazia nell'ambito dell'esercizio della professione medica per frenare questa grave emorragia che sta dissanguando il nostro Ssn, indebolendo tutte le sue forze e che non può garantire tutte le prestazioni ai pazienti nelle varie Regioni”.

Foad Aodi, su invito e proposta del Presidente Fnomceo Filippo Anelli ha partecipato al Gruppo di lavoro sulla "Questione Medica" nell'ambito del I Consiglio Nazionale degli Stati generali convocati dalla Fnomceo proprio per discutere sulla crisi della medicina. Inoltre Amsi, Umem e il movimento internazionale inter professionale "Uniti per Unire" hanno aderito alla campagna promossa dalla Fnomceo "Offre l'Italia" sulla fuga dei medici italiani all'estero e la carenza dei specialisti.

23 maggio 2019
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