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Inail. Oltre il Covid restano sempre in piedi gli stessi problemi di sicurezza sul lavoro. Approvata la nuova Relazione Programmatica

di Domenico Della Porta

“Il virus non deve far perdere di vista il quadro complessivo preesistente alla sua comparsa. Non spariranno d’incanto, purtroppo le oltre 630mila denunce di infortunio sul lavoro, gli oltre mille morti, e le decine e decine di migliaia di denunce di malattia professionale. Il Covid-19 fa solo male, non ha l’effetto benefico di risolvere il resto dei problemi della salute e della sicurezza sul lavoro”, dice Giovanni Luciano Presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell'Ente

20 MAG - Sviluppare la ricerca, anche in ambito medico epidemiologico, in relazione al COVID – 19 con una particolare attenzione rivolta ai temi riguardanti l'utilizzo di big data delle tecniche di machine learning per il controllo di eventi epidemici e lo studio di nuove tecniche di prevenzione e dispositivi di protezione collettiva e individuali.
 
E’ uno degli obbiettivi indicati nella Relazione Programmatica 2021 – 2023, approvata qualche giorno fa dal Comitato di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL che, secondo noi, “fa la differenza” , anche perché l’attività è iniziata da subito in quanto la fonte di finanziamento è stata avviata dall’aggiornamento del Programma di Attività di Ricerca dell’Istituto 2019 – 2021.
 
Giovanni Luciano, Presidente del CIV guarda lontano quando ci illustra le linee del documento che ha ottenuto proprio qualche giorno fa l’unanimità dall’organismo collegiale. “Oltre alle politiche della prevenzione per la salute e sicurezza del lavoro, visto che, ai rischi classici e a quelli emergenti, si è aggiunto prepotentemente quello biologico generico del quale bisogna tenere conto anche nei posti di lavoro, ha precisato Luciano, abbiamo indicato anche le attività di formazione e di informazione, dando uno spazio adeguato alle iniziative collegate”. 

 
“Il virus, però, non deve far perdere di vista il quadro complessivo preesistente alla sua comparsa, anche per quanto riguarda l’impianto e i contenuti della Relazione Programmatica. Al fine di garantire, quindi, un’efficace attuazione del principio della “tutela globale integrata”, è stata confermata la collaborazione con i Servizi Sanitari Regionali per assicurare gli interventi utili alla riduzione del danno ed al reinserimento sociale e lavorativo, perseguendo, nell’ambito delle prestazioni erogabili dall’INAIL, l’obiettivo dell’omogeneità dei trattamenti. Non spariranno d’incanto, purtroppo, aggiunge, le oltre 630mila denunce di infortunio sul lavoro, gli oltre mille morti, e le decine e decine di migliaia di denunce di malattia professionale. Il Covid-19 fa solo male, non ha l’effetto benefico di risolvere il resto dei problemi della salute e della sicurezza sul lavoro”, dice ancora l'esponente dell'Inail.
 
“Il quadro complessivo preesistente alla comparsa del virus non deve dunque essere ignorato. Viene evidenziata, per esempio, l’esigenza di procedere al completamento delle iniziative promosse dall’Istituto per il reinserimento professionale delle persone con disabilità da lavoro, per le quali il Civ sottolinea ha aggiunto il Presidente Civ, la necessità di velocizzare la messa a regime degli ulteriori incentivi previsti, valutando anche la possibilità di realizzare su tutto il territorio nazionale azioni organizzative, finalizzate a rafforzare la capacità di attivazione dei progetti di reinserimento, e nuove iniziative di sensibilizzazione nei confronti di lavoratori, datori di lavoro e parti sociali, per aumentare il ricorso a questa opportunità”.
 
“Rispetto all’ipotesi di ampliare la platea degli assicurati Inail, dopo l’estensione della tutela ai rider addetti alle consegne a domicilio, il documento ribadisce l’indicazione di sviluppare confronti con le categorie interessate, con l’obiettivo di garantire la copertura assicurativa ai milioni di lavoratori che oggi ne sono ancora totalmente o parzialmente esclusi. Un’azione ritenuta ancora più necessaria in seguito all’emergenza Coronavirus, che ha aperto un’importante riflessione in merito ai medici cosiddetti convenzionati, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, continuità assistenziale, ancora privi dell’Assicurazione Inail, nonostante avessero le condizioni per ottenerla”, spiga ancora Luciano.
 
Ovviamente non sono stati tralasciati tra gli oltre 100 obiettivi evidenziati le linee di indirizzo per la concessione di incentivi economici alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In considerazione dell'esperienza maturata nel recente periodo andrà avviato un approfondimento volto a pervenire alla realizzazione di misure di sostegno alla prevenzione di fenomeni epidemiologici nella loro più ampia accezione. Prevedere la possibilità di presentare domanda anche per rischi “altri”, non presenti nelle casistiche delle tipologie di interventi finanziabili, ma presenti nel DVR dell’azienda richiedente.
 
E’ stata prevista la realizzazione di un osservatorio di casi tipo, nell'ambito delle esperienze dei finanziamenti ISI erogati negli anni, con lo scopo di suggerire alle Aziende interventi migliorativi di innovazione tecnologica e/o di organizzazione del lavoro. Tale osservatorio - da realizzare sul portale dell'INAIL - va organizzato per settori di attività economica dando evidenza ai relativi profili di rischio.
 
Non è mancato, poi, alla vigila dell’approvazione della legge per prevenire le aggressioni in sanità uno specifico obiettivo cui mirare per individuare, prevenire e gestire i casi di molestie, discriminazione e violenza in ambito lavorativo, soprattutto alla luce dell’Accordo delle Parti Sociali europee del 26 aprile 2007 dal titolo “Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro”, al fine di predisporre pacchetti formativi con l’obiettivo di: aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti sul fenomeno e sulle conseguenze negative derivanti da atti di molestie, azioni discriminatorie e violenza nei luoghi di lavoro.
 
Ci sembra utile segnalare, tra le tante iniziative dell’Istituto, il potenziamento dell’attività di formazione destinata ai lavoratori dipendenti e autonomi, agli RSPP, agli ASPP, agli RLS, agli RLST e agli RLSSP che operano in settori ad alto rischio, come quello sanitario, soprattutto in questa fase pandemica da Covid-19, anche con approfondimenti tematici per favorire l’aggiornamento costante delle conoscenze tecniche di tutti “gli attori” del mondo del lavoro.
 
Domenico Della Porta
Presidente Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali – Università di Salerno

20 maggio 2020
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