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Contratto sanità privata. Cimop: “Ecco perché oggi il nostro sarà uno sciopero ‘silenzioso’”


"Ci asterremo da manifestazioni pubbliche e dal lavoro. E’ il silenzio che domina questa contestazione, silenzio di Aiop, silenzio di Aris, silenzio delle Istituzioni, del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni. Tutti tacciono. E’ il terzo sciopero in un anno, e non era mai accaduto! Riteniamo che questa situazione sia diventata vergognosa. Vogliamo il contratto subito". Così il segretario nazionale Carmela De Rango. 

16 SET - "In questa giornata di sciopero Cimop ha deciso di rimanere in silenzio, astenendoci da manifestazioni pubbliche e dal lavoro. E’ il silenzio che domina questa contestazione, silenzio di Aiop, silenzio di Aris, silenzio delle Istituzioni, del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni. Tutti tacciono, nessuno ha tentato di bloccare questa giornata di protesta e che, inevitabilmente, ha creato disagio ai pazienti".
 
Così il segretario nazionale Cimop, Carmela De Rango, spiega in un intervento le ragioni dello sciopero 'silenzioso' di oggi contro il mancato rinnovo del contratto della sanità privata.
 
"Nonostante le nostre numerose sollecitazioni, richieste di incontro, richieste di intervento, silenzio assoluto! Gli 'angeli' del periodo Covid sono stati da tutti dimenticati, sia da coloro che offrivano servizi alle istituzioni (Aiop e Aris) sia dalle istituzioni che di quei servizi hanno usufruito. E’ una partita giocata senza i medici ma con i medici impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid. Ora contano solo i numeri che rappresentiamo e, probabilmente, i “numeri” che noi rappresentiamo come medici lavoratori del settore sanitario privato non sono ritenuti significativi dalla politica e quindi dalle istituzioni e dalle associazioni datoriali. Non rappresentiamo numeri interessanti!", spiega De Rango.


"Sappiamo ormai tutti che il ccnl del 2005 non è più adeguato alle normative vigenti, sappiamo che la retribuzione dei medici della sanità privata che operano per il Ssn è del 50% inferiore rispetto ai colleghi della sanità pubblica, sappiamo anche che i titoli di carriera dei medici che operano per il Ssn nel settore privato non sono valutati al pari dei colleghi che operano nel Ssn pubblico. Queste - prosegue - sono tutte situazioni di discriminazioni tra i colleghi che lavorano per lo stesso Ssn ma in aziende private rispetto a quelle pubbliche. Mi chiedo: come mai le istituzioni tollerano queste discriminazioni? Come mai le Regioni confermano gli accreditamenti al settore privato che sottopaga il proprio personale?".

"Cimop, negli ultimi anni, ha portato avanti una battaglia in tutte le sedi su questi argomenti e ha condotto una trattativa contrattuale con l’obiettivo di abbattere almeno alcune di queste discriminazioni. L’intesa c’era ma poi Aris e Aiop hanno ritenuto di interrompere le trattative e di non ratificare/firmare la preintesa concordata il 16 giugno scorso. E’ il terzo sciopero in un anno, e non era mai accaduto! Riteniamo che questa situazione sia diventata vergognosa. Vogliamo il contratto subito", conclude il segretario nazionale Cimop.

16 settembre 2020
© Riproduzione riservata


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