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29 NOVEMBRE 2020
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I medici ospedalieri: “Non servono posti letto in più se non c’è il personale. Governo faccia nuove assunzioni e aumenti retribuzioni”. E Speranza apre al confronto


Confronto oggi tra l’Intersindacale della Dirigenza medica e sanitaria e il Ministro della Salute in cui i sindacati hanno consegnato un documento con alcune proposte per porre un argine alla carenza dei medici e migliorare l’assistenza in questa fase emergenziale. “Ministro ha accolto favorevolmente i passaggi più urgenti contenuti nel documento unitario che mirano a valorizzare le competenze e la professionalità delle categorie impegnate nella lotta alla pandemia e alle criticità che la pandemia lascerà comunque sul terreno una volta debellata”. IL DOCUMENTO

19 NOV - Aumento dei livelli retributivi, immediata apertura del confronto sul contratto, introduzione dell’indennità di rischio biologico, De-tassazione degli incrementi contrattuali e del lavoro aggiuntivo, e nuove assunzioni. Ma non solo, stabilizzazione di tutto il personale precario, adeguamento ai fabbisogni di personale del numero dei contratti di formazione specialistica ed istituzione del contratto a tempo determinato di formazione-lavoro per tutti gli specializzandi, aumento delle ore lavorate, notturne e festive, nel sistema 118 attraverso il passaggio del personale convenzionato alla dipendenza e tutela giudiziaria per il personale sanitario. E ancora: riconoscimento di uno stato giuridico di vera “dirigenza speciale e incremento dell'assistenza sanitaria ospedaliera e dei posti letto e dei Livelli Essenziali di Assistenza territoriali.
 
Sono queste le proposte dell’Intersindacale della Dirigenza medica e sanitaria (Anaao Assomed – Cimo-Fesmed – Aaroi-Emac – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari e Medici – Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria - Cisl Medici) che oggi sono state presentate al Ministro della Salute, Roberto Speranza durante un incontro.

 
“Non occorre fare premesse – scrivono i sindacati - per descrivere la situazione drammatica che vive il Servizio sanitario nazionale. Per dare assistenza adeguata ai cittadini, occorre in primo luogo migliorare le condizioni del lavoro del personale della sanità, che costituisce la risorsa più preziosa, quella che ha reso “grande” il SSN. È inutile creare posti letto se non c’è personale adeguato a dare soddisfazione professionale alla domanda di assistenza. Medici e sanitari, infermieri e personale ospedaliero e delle ASL, già in numero inadeguato rispetto alla domanda di prevenzione, diagnosi e cura ordinaria, non possono che essere estremamente carenti in questa situazione straordinaria”.
 
Per l’Intersindacale “occorrono misure per la valorizzazione del lavoro negli ospedali, dei medici in particolare, oggi in carenza numerica, malpagati, esposti a rischi ed aggressioni verbali, fisiche, legali, e di quello svolto nei Distretti e nei Dipartimenti territoriali. Per renderlo attrattivo per i giovani e i meno giovani, affascinati sempre più dalle sirene del privato, come dimostra il costante aumento negli ultimi anni della scelta per il rapporto di lavoro non esclusivo e l’incremento dell’uscita dal sistema prima della scadenza previdenziale ordinaria”.
 
“Il “Rinascimento della sanità” – segnalano le organizzazioni - , alimentato dalle cospicue risorse europee, è obbligato a trovare strade nuove per parlare ai professionisti che operano nel sistema ospedaliero, medici, la maggioranza tra quelli in attività, dirigenti sanitari e veterinari, il cui lavoro è valore fondante il SSN. Lavorare in ospedale non deve essere una sofferenza perchè il disagio crescente dei professionisti, sommandosi alla crisi di fiducia dei cittadini a fronte della montagna di prestazioni negate, erode la sostenibilità del sistema sanitario, quali che siano le risorse investite”.
 
Al termine del confronto l’intersindacale ha giudicato “altamente positivo l’incontro appena concluso con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ringraziandolo in premessa per aver riconosciuto sia l’abnegazione e il senso del dovere dei medici e dei dirigenti sanitari del SSN Ospedaliero durante l’epidemia con lo stanziamento di 500 milioni di euro nella Legge di bilancio per il 2021 finalizzato all’incremento dell’indennità di esclusività, sia il fondamentale ruolo delle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano non solo sotto il profilo sindacale, ma anche sul piano professionale dell'apporto collaborativo, senza riserve, che essi continuano a dare alla governance di Sistema”.
 
“Il Ministro – si legge - ha poi accolto favorevolmente i passaggi più urgenti contenuti nel documento unitario che mirano a valorizzare le competenze e la professionalità delle categorie impegnate nella lotta alla pandemia e alle criticità che la pandemia lascerà comunque sul terreno una volta debellata”.
 
L’Intersindacale ha inoltre recepito dal Ministro “l'impegno ad un confronto più continuativo mettendo a disposizione le prerogative sindacali oltreché le competenze professionali indispensabili per il contrasto alla pandemia e per definire i passaggi necessari al rinnovamento e al rilancio del Ssn”.

19 novembre 2020
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