Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Venerdì 07 OTTOBRE 2022
Lettere al direttore
segui quotidianosanita.it

La legge 180 non ha “potuto” imporre il rispetto per i malati

di Franco Vatrini

18 GEN - Gentile direttore,
la legge 180 ha meritoriamente ridato dignità e cittadinanza ai malati, ma non ha potuto imporre anche il rispetto che per definizione è un “sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli”.
 
Solo che per ottenerlo davvero bisognerebbe almeno cominciare ad eradicare la contenzione scritta e parlata sistematicamente sbattuta in faccia ai malati. Atteggiamento che li lega, serrandone l'anima, al secolare stigma e all'assurdo pregiudizio che la malattia mentale si porta ancora appresso. Ma come si fa a cambiare, se tuttora è prassi che ogni parlamentare debba, nell'adempimento del proprio mandato, giudicare l'agire di un collega dell'opposizione (che prontamente rinvia al mittente) diagnosticandogli un disturbo bipolare o una schizofrenia paranoide o un “comportamento da psicolabile”?
 
Ovviamente senza neppure sapere di che cosa sta parlando. E come si fa a cambiare, se non c'è giornale che quotidianamente non ricorra, nei titoli o nel testo, a termini psichiatrici per commentare un accadimento che nulla ha a che fare con la salute mentale? Sia che si tratti di una legge sgradita, sia che si tratti di una partita di calcio, sia che si tratti di pubblicizzare uno stagionale sconto commerciale per farlo apparire più attraente.
 
E più sono cattivi e più si sentono professionalmente realizzati. E chissenefrega se la contenzione scritta e parlata è peggiore delle fasce ai polsi e alle caviglie nel letto di un servizio psichiatrico di diagnosi e cura ospedaliero. E' un supplizio, del tutto paragonabile a quello della goccia cinese, che alla fine trafigge sì i familiari, ma soprattutto i malati che rischiano di sfasciarsi del tutto, dentro. La loro disabilità può diventare insopportabile, e la loro vita un punto di domanda.
 
Al quale hanno per ora risposto solo i cattolici “fratelli della carità” fiamminghi prevedendo che il malato non terminale sofferente di un disturbo mentale possa ottenere, firmando prima un modulo di consenso, il proprio suicidio assistito/eutanasia (legale in Belgio). Tentazione finale che secondo loro: “Se affrontata seriamente (sic!) e accompagnata con prudenza, può prevenire delle forme di suicidio ben più violente”. Ad oggi ne hanno seppelliti ben oltre cento.
 
Franco Vatrini
(Familiare)

18 gennaio 2018
© Riproduzione riservata

Altri articoli in Lettere al direttore

lettere al direttore
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy