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Emergenza-Urgenza. Finalmente più borse di specializzazione, ma ora garantire adeguata formazione

12 LUG - Gentile Direttore,
il 2 Luglio si è svolto il concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione mediche. Si sono iscritti 18.773 candidati (17.440 partecipanti effettivi) per 8776 posti tra contratti statali e regionali, pubblicati in ritardo dopo il test. Negli scorsi mesi abbiamo assistito ad una grande attenzione mediatica sulla carenza di personale medico per alcune specializzazioni e soprattutto in certe Regioni.
 
Come abbiamo già descritto in precedenti comunicati (12 Gennaio, 24 Aprile, 5 Giugno), la carenza di personale medico ed infermieristico nella Medicina d’Emergenza-Urgenza ha ormai raggiunto proporzioni critiche e le Regioni, non potendo interrompere un servizio essenziale per la salute di milioni di Cittadini, si sono lanciate in varie misure definite “emergenziali”. 

 
Anche a livello nazionale si sono adottate misure straordinarie: il cosiddetto “Decreto Calabria”, su cui già ci siamo espressi criticamente, prevede che fino al 31 dicembre 2021 le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possano assumere gli specializzandi agli ultimi anni, utilmente collocati nelle graduatorie dei concorsi per dirigente medico, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale.
 
Se queste misure sono palliative e cercano di arginare momentaneamente la necessità di specialisti, l’aumento dei contratti di formazione specialistica negli ambiti più carenti è sicuramente la soluzione programmatica da adottare a lungo termine.
 
Ora che i contratti sono stati resi noti, ci chiediamo se potranno arginare questo fenomeno, in particolar modo per l’area della Medicina d’Emergenza-Urgenza, dopo anni di cronico sottofinanziamento.
Come Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU), assieme al Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) ed a FederSpecializzandi, avevamo chiesto l’aumento dei contratti ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa in funzione del fabbisogno espresso dalla Conferenza Stato-Regioni. Nel corso degli ultimi 6 anni infatti, come riportato dalla tabella 1, il numero di contratti a disposizione per la MEU è sempre stato significativamente inferiore a quanto richiesto. 
 
Non solo, ma studi riferiti al pensionamento del personale medico, stimano per il prossimo quinquennio una carenze di specialisti in MEU di circa 4200 unità, cioè più di 700 specialisti in meno all'anno 
 
Tabella 1: Confronto tra i fabbisogni di specialisti in Medicina d’Emergenza Urgenza stabiliti dagli accordi triennali del 2015 e del 2018 dalla Conferenza Stato-Regioni e contratti messi a disposizione negli ultimi anni
 

Anno

Fabbisogni medici MeU secondo la Conferenza Stato Regione 

Posti totali

Posti statali

Posti regionali

Privati

2014/2015

308

130

101

27

2

2015/2016

300

152

119

31

2

2016/2017

304

181

121

56

4

2017/2018

400

256

162

79

15

2018/2019

391

475

391

71

13



 
Per la Medicina d’Emergenza-Urgenza i contratti totali messi a disposizione per l’attuale anno accademico (2018-2019) sono 456, aumentati dell’80% rispetto all’anno scorso (2017-2018). Comparando i contratti statali e regionali stanziati, risulta evidente come ci sia un aumento del 140% per i contratti statali e un decremento del 10% per i contratti regionali
 
Ci riserveremo di commentare ulteriormente tale dato non appena verranno resi noti i potenziali formativi delle singole Scuole sulla base dell'accreditamento appena concluso.
 
Si tratta di un buon traguardo, seppur in ritardo rispetto alle carenze prospettate.
 
Al di là degli aspetti meramente quantitativi, vogliamo tuttavia sottolineare che oltre all’aumento dei contratti è necessario intervenire sulla qualità della formazione.
 
Questa deve essere garantita a livello nazionale in maniera uniforme, articolandosi tra Università e strutture ospedaliere, garantendo agli specializzandi di diventare specialisti preparati e competenti, vere risorse per il SSN. Uno step imprescindibile in tal senso è l’introduzione, per ogni specializzazione, di core curricula nazionali strutturati per competenze, in modo da avere strumenti rigorosi per certificare l’effettiva autonomia dello specializzando e l’avvio, in parallelo a quelli assistenziali, di sistemi di accreditamento didattici e formativi per tutor e docenti di tutte le Scuole.

In questa direzione come CoSMEU stiamo lavorando, insieme ai Direttori delle Scuole, alla redazione ed approvazione di un curriculum del medico d’emergenza urgenza, che possa costituire un valido riferimento nazionale dal quale partire affinché ogni singola sede possa redigere il proprio piano formativo, adattandolo alle specifiche risorse locali; in tal modo ogni scuola, pur con delle differenze, potrà mantenere uno standard che garantisca la qualità formativa omogenea su tutto il territorio italiano.
Un’ulteriore considerazione da fare è la ridotta appetibilità di specializzazioni come medicina d’emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione e chirurgia generale.

Partendo da un’analisi realizzata sulla base delle scuole di specialità scelte nello scorso concorso infatti, risulta necessario interrogarsi sulle cause di questo fenomeno. Per la Medicina d’Emergenza Urgenza, ad esempio, la percezione di uno stipendio non commisurato al carico di lavoro ed alle responsabilità che questi professionisti devono assumersi è una delle ragioni che non rendono questo settore attraente agli occhi dei giovani medici. 
 
Per tale motivo ci sembra il minimo partire dal riconoscimento dello status di lavoro usurante del personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso, come richiesto più volte non solo da noi, per arrivare ad un incremento dello stipendio, in linea con quanto avviene nel resto d’Europa. In un'intervista su "La Repubblica" del 24 Giugno scorso, il Ministro della Salute Giulia Grillo ha promesso “stipendi più alti per chi sceglie i settori dove scarseggia il personale”, e ci aspettiamo che queste parole possano trovare presto una concreta realizzazione.
 
Strategie alternative, come sopperire alle carenze del personale assumendo medici in formazione specialistica, rappresentano soluzioni a basso costo probabilmente più convenienti per le Regioni rispetto all’assunzione di specialisti e alla stabilizzazione di Dirigenti Medici, provvedimento tuttavia necessario e doveroso per SSN e per tutta la cittadinanza.

Infine bisogna prendere in considerazione il potenziamento del filtro territoriale, al momento insufficiente e inefficace. 
 
Riteniamo che sia il momento giusto per cercare di realizzare una riforma della Medicina Generale, che costituisce un elemento essenziale per regolare il sovraffollamento dei PS e deve pertanto essere considerata una risorsa imprescindibile da valorizzare al meglio. 
 
Saranno ovviamente necessari processi strategici condivisi e di ampio respiro, ma un primo step potrebbe essere quello di intervenire sul percorso di formazione del Medico di Medicina Generale, da ripensare in termini di acquisizione di competenze teorico-pratiche e da uniformare alle altre specialità medico-chirurgiche come già avviene in altri Paesi Europei.
 
 
In conclusione, riteniamo fondamentale proseguire sulla strada dell’incremento del numero di contratti di formazione specialistica per la Medicina d’Emergenza Urgenza.
 
Al contempo non deve passare in secondo piano l’importanza di garantire una formazione adeguata, standardizzata e di qualità  elevata a tutti i giovani colleghi che hanno scelto o sceglieranno di intraprendere questa professione.
 
Il nostro è un mestiere difficile, a tratti poco gratificante, ma sicuramente appassionante e di estrema utilità per il SSN. 
 
Proprio per questo deve poter essere scelto da un numero sempre maggiore di colleghi e in un numero sempre maggiore di sedi per darne la massima diffusione possibile sull’intero territorio nazionale. Il Medico di Medicina d’Emergenza -Urgenza merita sicuramente maggiore riconoscimento sotto molteplici aspetti (lavorativo, economico, universitario) e necessita di ulteriore collaborazione con i colleghi della Medicina Generale i quali a loro volta devono essere messi nelle condizioni di lavorare in modo efficace per fornire pronte risposte ai cittadini e filtrare così gli accessi in Pronto Soccorso, di concerto con un adeguato miglioramento numerico e qualitativo dell'assistenza territoriale.
 
CoSMEU - Coordinamento Specializzandi in Medicina d'Emergenza-Urgenza
 
 
Sottoscrivono
 
FederSpecializzandi
 
Segretariato Italiano Giovani Medici

12 luglio 2019
© Riproduzione riservata


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