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Al Policlinico Gemelli di Roma il nuovo percorso clinico che accompagna il paziente dalla diagnosi alla terapia


25 OTT - Attivato presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma il Percorso Clinico Assistenziale dedicato al paziente con psoriasi, un modello di assistenza a 360 gradi che dà nuovo slancio all'attività ambulatoriale specialistica in tutte le fasi della gestione di questa invalidante malattia della pelle di origine multifattoriale, che va dalla diagnosi alla cura sempre più personalizzata, attraverso la “riorganizzazione” dell'Ambulatorio Multidisciplinare Psoriasi della UOC di Dermatologia.

La presentazione ufficiale del percorso (PCA Psoriasi) si terrà a partire dalle ore 11.00 di giovedì 27 ottobre presso la Hall del Policlinico A. Gemelli (Largo Agostino Gemelli, 8 – Roma), presenti Giovanni Raimondi, Presidente Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Enrico Zampedri, Direttore Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.
 
La Giornata Mondiale della Psoriasi
La psoriasi è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una malattia cronica invalidante e dal 2004, il 29 ottobre, si celebra annualmente una giornata mondiale dedicata alla patologia al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e continuare a informare correttamente e a sostenere i pazienti. Quest’anno, per tale occasione, con il patrocinio dell’ADIPSO (Associazione italiana per la difesa degli psoriasici), in molte strutture ospedaliere tra cui il Policlinico A. Gemelli, i dermatologi saranno a disposizione dei pazienti che hanno una diagnosi conclamata o un sospetto di psoriasi.
Presso il Policlinico saranno aperti quattro ambulatori per visite gratuite dalle ore 9.00 alle ore 14.00. L’equipe della UOC di Dermatologia, coordinata dalla professoressa Peris, organizzerà il flusso dei pazienti seguendo l’ordine di arrivo.

La malattia
La psoriasi è una malattia infiammatoria della cute ad andamento cronico, che colpisce all'incirca il 4% della popolazione mondiale. “In Italia - spiega Ketty Peris, Responsabile UOC Dermatologia del Policlinico A. Gemelli e Ordinario di Dermatologia dell’Università Cattolica – la psoriasi colpisce oltre 2,5 milioni di persone. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica (né infettiva, né contagiosa), caratterizzata da fasi di remissione alternati a fasi di peggioramento, che può colpire persone di tutte le età, dai bambini agli anziani”.
 
Numerosi studi hanno chiarito la natura complessa e multifattoriale della malattia, al cui sviluppo concorrono fattori genetici, immunologici e ambientali. Fattori scatenanti come farmaci, stress psico-emotivo, traumi fisici e infezioni delle vie respiratorie possono aggravare la malattia. In alcuni casi la malattia può avere carattere familiare e quindi colpire più membri della stessa famiglia.
 
“Dal punto di vista clinico - prosegue Peris - la psoriasi a placche è la forma più frequente ed è caratterizzata da macchie rosse, inspessite e ricoperte da squame bianco-argentee, che si localizzano più frequentemente al cuoio capelluto, gomiti, ginocchia e glutei. Molto spesso coesistono prurito, desquamazione e talvolta dolore. In una percentuale variabile di pazienti possono comparire anche delle alterazioni a livello delle unghie. Nella grande maggioranza dei pazienti, la psoriasi soprattutto se localizzata a livello ungueale o palmo-plantare o al volto/cuoio capelluto si associa a una compromissione della qualità di vita, e i pazienti che ne sono affetti provano imbarazzo nelle relazioni sociali e possono essere limitati nelle loro attività quotidiane”.

Molti studi hanno dimostrato quanto forte possa essere l'impatto di questa patologia sulla qualità di vita del paziente, essendo causa spesso di ripercussioni psicologiche, ma anche funzionali che compromettono le relazioni familiari, sociali e l'attività lavorativa. Ciò che ne consegue è l'isolamento sociale, discriminazioni in ambito lavorativo e assenteismo.
 
I pazienti psoriasici spesso lamentano elevati livelli di ansia (33% dei pazienti), depressione (sopra il 30%) e idee suicidarie (sopra il 10%); lo stress psicologico che si associa alla patologia può causare anche fobia sociale, abuso di alcool e scarsa aderenza al trattamento. Questo comporta l'indispensabile intervento di diverse professionalità che devono agire insieme per garantire al paziente la migliore soluzione a questi problemi di salute.
 
Il Percorso Clinico Assistenziale del Gemelli dedicato al paziente con Psoriasi
“Seguendo questa linea d'integrazione delle competenze a favore del paziente – afferma Giulio de Belvis, Responsabile UOC Percorsi Clinici, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e docente di Igiene all’Università Cattolica - presso il Gemelli è stato attivato il Percorso Clinico Assistenziale (PCA) dedicato al paziente con Psoriasi che prevede la valorizzazione dell'attività ambulatoriale specialistica e il rafforzamento del momento diagnostico-terapeutico, attraverso la sistematizzazione dell'Ambulatorio Multidisciplinare Psoriasi”. L'Ambulatorio si propone come una Unità di valutazione Multidisciplinare cui convergono le diverse specialità coinvolte nel PCA, allo scopo di assicurare al paziente, preso in carico, la continuità assistenziale nelle varie fasi del processo di cura. L'attività svolta si articola in una serie di consulenze, richieste dal dermatologo al bisogno, per rispondere adeguatamente alle necessità assistenziali del singolo paziente.

Un vantaggio ulteriore di questo nuovo modello assistenziale è la riduzione dei tempi di attesa per le visite: i tempi di attesa delle prime visite sono di qualche giorno e per i controlli siamo sempre noi a stabilire i tempi e dare l’appuntamento al paziente direttamente o tramite CUP. Infine, per le co-morbidità dei pazienti psoriasici ci sono degli slot dedicati per visite specialistiche quali ad esempio reumatologia, cardiologia, gastroenterologia ecc

Terapie personalizzate nell’Ambulatorio Multidisciplinare
Nell'Ambulatorio Multidisciplinare, la terapia alla quale il paziente viene sottoposto è personalizzata in base alle caratteristiche cliniche e alle altre patologie eventualmente presenti, potendo variare dalla terapia locale per le forme lievi, alla fototerapia (UVB e PUVA), a trattamenti sistemici cosiddetti "tradizionali", fino ai più recenti farmaci "biologici" per le forme più gravi. “Le terapie per la psoriasi oggi disponibili – precisa Peris - sono numerose e in grado di curare le manifestazioni cutanee e articolari. Esse comprendono prodotti topici tipo creme o pomate a base di cortisone o vitamina D e la fototerapia (UVBnb), che vengono utilizzati per le forme cutanee lievi. Nelle forme severe, invece, devono essere impiegati farmaci per via sistemica (compresse o iniezioni sottocute) di tipo tradizionale (metotressato, ciclosporina e retinoidi) o i farmaci biologici. La scelta del trattamento dipende dall’estensione della malattia, dal relativo impatto sulla qualità di vita e dalla presenza contemporanea di altre patologie (ipertensione, diabete) ma deve sempre essere una scelta condivisa tra medico e paziente”.
 
Come si accede ai servizi. E’ attivo un canale di comunicazione via email (psoriasi@rm.unicatt.it) che viene gestito dal gruppo di medici dedicati alla psoriasi, e alla quale il paziente può scrivere per avere informazioni, suggerimenti ecc; ma possono scrivere anche il medico di medicina generale o il dermatologo del territorio nel caso abbiano urgenze o qualsiasi altra richiesta relativa a pazienti in trattamento o al fine di ottenere informazioni sulla disponibilità di nuove terapie.
 
Sono inoltre in corso studi clinici su nuovi farmaci sperimentali, destinati a pazienti che hanno caratteristiche specifiche o che sono risultati resistenti a precedenti terapie.

25 ottobre 2016
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