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Lazio. La Fassid Snr: "Piani operativi di Zingaretti hanno una visione arretrata e ancillare della radiologia"

Dopo i precedenti interventi, la federazione sindacale analizza quanto contenuto nei Piani. "Area radiologica a stento nominata". Un contributo del segretario regionale, Stefano Canitano, propone l'adozione delle linee guida della Sirm. La Fassid chiede poi, tramite una lettera, un incontro urgente alle autorità regionali in merito alla riorganizzazione del Ssr.

01 LUG - Dopo gli interventi delle altre componenti, Fassid entra nel merito della parte relativa all’area radiologica contenuta dei Programmi operativi emanati lo scorso 21 marzo. E afferma, tramite un intervento del segretario regionale area Snr, Stefano Canitano, la propria criticità verso le scelte operate “che riteniamo legittime ma miopi, per il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, che dimostra ancora una volta che le istituzioni identificano i sindacati come soggetti dediti al perseguimento di interessi privati e privilegi di casta in opposizione all’interesse pubblico”.

Per quanto riguarda la radiologia, Fassid sottolinea che emerge “emergere una visione arretrata e ancillare delle radiologie, a partire dalle diagnostiche, ma anche delle potenzialità delle terapie mininvasive, radianti e interventistiche”. A dimostrazione di ciò, si osserva che “l’area radiologica è a stento nominata e sempre con ambigue affermazioni delle quali non si comprendono finalità e conseguenze”.

Nonostante le criticità individuate, viene comunque espresso apprezzamento per “l’intento di rendere paritario il controllo sull’accreditato, che di norma fruisce del vantaggio di piena libertà di scelta su cosa erogare, come erogarlo e con quali e quante risorse e che dovrebbe essere invece messo in condizioni di lavorare al pari del pubblico, con onori e oneri, ovvero prestazioni ad alto rischio e bassa remuneratività, pari dotazioni organiche, pari valori stipendiali etc”. Anche se, su questo argomento, “ci sfugge come mai nella voce ‘prestazioni da privato ambulatoriale’ (C.32a) se si legge un decremento della spesa del 2% nel 2014 si prevede tre righe più avanti un incremento di spesa per questa stessa voce di 6,6 mln nel 2014 e 2015”.


A preoccupare particolarmente è soprattutto “lo sfioramento di temi molto sensibili senza chiarirne margini e aspetti. Per esempio si accenna alla telemedicina, senza altre specifiche, ed il tema, per la radiologia, è cogente in molte realtà italiane. Continuamente le équipe radiologiche, formate normalmente da medico radiologo, tecnico sanitario di radiologia medica e infermiere, vengono smembrate per motivi economici a scapito della qualità della prestazione, impedendo un’adeguata valutazione clinica sugli esami per immagini, il cui fine fondamentale è quello di ridurre la spesa inappropriata filtrando le richieste non congrue al quesito clinico, compito (quest’ultimo) che può essere svolto solo dal medico radiologo e nessun altro”.

Canitano rileva poi negli indirizzi per gli atti aziendali già si intravede la possibilità che si riducano le strutture complesse. E “se si colpiscono le radiologie e l’area radiologica riducendone di fatto capacità di agire e autonomia strutturale si dimostra di non comprendere il vero problema: una elefantiaca struttura aziendale non potrà garantire né le necessarie competenze cliniche specifiche per un coordinamento efficace né un’organizzazione sanitaria che possegga la complessità e la qualità necessarie”.

L’Snr Fassid afferma di avere le idee chiare su come rimettere in pista competenze e sicurezza. Uno dei documenti chiave della società scientifica, la Sirm, con cui l’Ssn è legato da decennale rapporto di collaborazione reciproca, è quello che riguarda le ‘Linee Guida per l’istituzione di unità territoriali di diagnostica per immagini presso le strutture sanitarie pubbliche’, “mentre nelle linee guida Regionali per le Case Della Salute con leggerezza si lascia una scelta vaga e priva di parametri per i convenzionamenti con strutture private, senza stabilirne condizioni e regole”.

Queste linee guida Sirm-Snr sono già in via di adozione presso la Regione Sicilia e “costituiscono un punto di alta proposta organizzativa, dal quale si potrebbe partire per rimettere in condizione di operare il territorio del Lazio, in difficoltà, e non da oggi, per la diagnostica. Insomma come sempre il Sindacato dell’Area Radiologica, ora nella Fassid, è disponibile a mettere in campo le sue competenze e capacità per risolvere i problemi”.

La Fassid ha inoltre indirizzato una lettera aperta alle autorità regionali, ai dirigenti e ai rappresentanti politici una lettera in cui esprime “una forte preoccupazione per i futuri assetti del sistema e per la sua sopravvivenza e chiede un incontro urgente con le autorità di programmazione per cercare di dare un costruttivo contributo alla riorganizzazione del sistema sanitario del Lazio”.
 

01 luglio 2014
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