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Accordo tra le Regioni sul riparto del Fondo sanitario 2018: un miliardo in più del 2017


Si tratta per il 2018 di 110,1 miliardi, quasi un miliardo in più rispetto al 2017 e sommando ulteriori riparti per gli obiettivi di piano e fondi vincolati raggiunge poco meno di 113,4 miliardi. Bonaccini: "Per il terzo anno le Regioni hanno trovato un accordo in tempi brevi".

15 FEB - “Per il terzo anno consecutivo la Conferenza delle Regioni ha trovato un accordo per il riparto del Fondo Sanitario in tempi brevi. Si tratta per il 2018 di 110,1 miliardi, quasi un miliardo in più rispetto al 2017”.

Lo ha dichiarato il Presidente, Stefano Bonaccini, commentando l’esito della Conferenza delle Regioni e province autonome che si è riunita oggi. Una cifra che sommando ulteriori riparti successivi – relativi a  obiettivi di piano e piccoli fondi vincolati - raggiunge, per il 2018, poco meno di 113,4 miliardi.

“Questo risultato ha sempre qualcosa di straordinario perché è comunque difficile contemperare le diverse e legittime esigenze territoriali in un settore così delicato e nevralgico come la sanità. Grazie alla tempestività con cui abbiamo raggiunto in modo unanime l’accordo – ha concluso Bonaccini - è adesso possibile per tutte le Regioni una programmazione puntuale sul territorio ed è questo un vantaggio di non poco conto per i bilanci regionali”.

Soddisfazione è stata espressa anche dai coordinatori delle Commissioni Sanità e Bilancio, i cui Assessori sono stati i protagonisti dell’accordo raggiunto oggi dalla Conferenza delle Regioni.

“Si è lavorato intensamente in questi giorni – hanno dichiarato l’Assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia (Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni) e l’Assessore della Regione Piemonte, Antonio Saitta (Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni) – nell’ambito di un confronto interregionale ricco di spunti e, come sempre in queste occasioni, di dialettica interna. Si è dovuto fare i conti con specifiche situazioni territoriali, agendo con buon senso e con interventi di riequilibrio".
 
"Alla fine - concludono - ragionando anche su ambiti relativi alla incidenza della popolazione anziana o dei giovani, e guardando ad altri indici, facendo un lavoro di razionalizzazione anche sul fronte della mobilità sanitaria si è raggiunta una sintesi che dà certezze contabili ad un settore fondamentale per i cittadini come la sanità”.
 


15 febbraio 2018
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