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Identità di Genere. Istituito in Toscana Centro di coordinamento regionale. È il primo in Italia

Il coordinamento complessivo del Centro è stato affidato all’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi - Sod Medicina della sessualità e andrologia. Tre gli obiettivi, creare una rete di esperti, potenziare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale e migliorare la comunicazione nei confronti della popolazione

22 AGO - Primato della Toscana sul fronte della disforia di genere. Con una Delibera della Giunta Regionale del 20 luglio scorso è stato istituto, per la prima volta sul territorio nazionale, un Centro di coordinamento Regionale per le problematiche relative all’Identità di Genere (Crig).
 
Il coordinamento complessivo del Crig è stato affidato alla Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi - Sod Medicina della Sessualità e Andrologia. È stato inoltre individuato all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana Uo Urologia 2, il riferimento per il percorso chirurgico. Tutte le strutture interessate, sia in ambito medico che chirurgico, delle aziende coinvolte, opereranno in stretta sinergia, tenendo conto delle competenze sviluppate e già operanti sul territorio, nello specifico presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, l’Ausl Toscana Nord Ovest (Consultorio Torre del Lago).

 
La Disforia di Genere, ovvero la profonda sofferenza secondaria all’incongruenza tra l’identità di genere e il genere assegnato alla nascita – ha spiegato Mario Maggi, professore ordinario di endocrinologia all’Università di Firenze – è un fenomeno complesso che può presentarsi con caratterizzazioni psicologiche estremamente diversificate nelle diverse fasce di età. Soprattutto in adolescenza la Disforia tende a essere accompagnata da una compromissione del funzionamento psicologico e dall’insorgenza o acuirsi di psicopatologie, abuso di sostanze e rischio suicidario. Alla luce della complessità di tale condizione, c’è quindi la necessità di approcciare in maniera sistematica la problematica, assicurando una funzione dedicata di coordinamento a livello regionale tra i diversi servizi coinvolti nell’informazione, formazione, supporto psicologico e counselling, diagnosi e trattamento della Disforia di Genere e che comprenda competenze altamente specializzate all’interno delle diverse discipline ed in particolare: psicologia, psichiatria, endocrinologia, andrologia, urologia, ginecologia, chirurgia generale, otorinolaringoiatria, foniatria, logopedia, chirurgia plastica, dermatologia”.
 
Sono quindi tre gli obiettivi del Crig: creare una rete di esperti, che possano costituire un punto di riferimento e di supporto nelle varie tappe del percorso assistenziale per i soggetti con incongruenza di genere in età evolutiva e adulta e per le loro famiglie; potenziare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale favorendo la collaborazione inter-organizzativa tra i diversi servizi coinvolti; infine, migliorare la comunicazione nei confronti della popolazione su ruolo ed identità di genere, in modo da favorire un atteggiamento consapevole nei diversi contesti di vita.

22 agosto 2018
© Riproduzione riservata


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