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Artrosi al ginocchio. Presentato KineSpring, il dispositivo che non intacca ossa e legamenti

Lo strumento è già diffuso in molti Paesi europei. Se ne è parlatoto oggi a Firenze al congresso internazionale Eka. Impiantabile con una procedura chirurgica reversibile, garantisce la riduzione del carico del ginocchio fino ad un massimo di 13 kg durante la fase di appoggio del piede a terra.

03 APR - Un nuovo dispositivo medico simile a un ammortizzatore a molla impiantabile, in meno di un’ora di intervento, nel tessuto sottocutaneo adiacente all’articolazione del ginocchio senza alcun danno a legamenti, cartilagine e ossa. Il KineSpring, già impiantato in molti Paesi europei, è ora disponibile anche in Italia ed è stato presentato oggi in occasione del congresso internazionale Eka (European Knee Associates), in corso a Firenze.

L’impatto del dispositivo sarà ad ampia portata in quanto potrà portare benefici a oltre due milioni e mezzo di italiani (il 5% della popolazione adulta e circa il 20% della popolazione anziana, dati Istat) che lottano ogni anno contro dolori e limitazioni causati dall’artrosi di ginocchio. Rappresenta un’alternativa quando i trattamenti conservativi tradizionali non sono più efficaci ed è troppo presto per una soluzione chirurgica complessa, come un’osteotomia tibiale o una protesi parziale o totale di ginocchio.

La procedura chirurgica è completamente reversibile, cioè il dispositivo può essere rimosso in maniera semplice lasciando la struttura articolare inalterata. Questo consente di ritardare l’intervento di protesizzazione senza renderlo, qualora si renda necessario, più difficile o rischioso. La riduzione del carico del ginocchio fino ad un massimo di 13 kg durante la fase di appoggio del piede a terra e la conservazione del movimento naturale dell’articolazione offrono numerosi vantaggi: riduzione del dolore fino all’80% (come comprovato da tre studi scientifici internazionali), rapido recupero con dimissione già a partire dal giorno successivo all’intervento e ripresa della normale attività entro 6 settimane per la maggior parte dei pazienti. Ottime anche le ricadute sul sistema sanitario: nel breve termine riduzione dei costi per terapie antalgiche e fisiatriche, nel medio termine limitazione degli alti costi associati agli interventi di revisione protesica, tanto più probabili quanto più bassa è l’età della prima protesizzazione.


“In Italia circa 2,6 milioni di persone soffrono di osteoartrosi al ginocchio – ha spiegato Claudio Zorzi, direttore della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR) – ma una parte di queste fino ad oggi non disponeva di un trattamento ideale: le terapie conservative sono per loro poco efficaci, e una chirurgia invasiva sarebbe troppo precoce. La protesizzazione, infatti, viene eseguita più spesso e con buoni risultati in pazienti ultrasessantenni affetti da artrosi ad uno stadio avanzato. È, di solito, più problematico il trattamento di pazienti fra i 30 e i 60 anni con uno stile di vita attivo. In questi casi la protesi può non essere indicata e le terapie completamente conservative già inefficaci. Dunque – conclude Zorzi – laddove una protesi non è la soluzione ideale, per pazienti che sono troppo giovani o troppo attivi o rifiutano l’impianto protesico, il KineSpring può rappresentare un’ottima alternativa”.

“Il KineSpring – ha sottolineato Vincenzo Madonna, direttore di struttura vicepresidente comitato chirurgia del ginocchio Sigascot – è un dispositivo impiantabile che scarica la porzione interna dell’articolazione del ginocchio di una parte del peso corporeo. Anche se le caratteristiche del KineSpring lo rendono adatto soprattutto a pazienti di età compresa fra i 40 ed i 60 anni, l’utilizzo del dispositivo è prefigurabile anche in pazienti ultrasessantenni con patologia in uno stadio ancora non troppo avanzato e uno stile di vita attivo”.
 

03 aprile 2013
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