Sindrome di Down: dalla genetica nuovi farmaci specifici

Sindrome di Down: dalla genetica nuovi farmaci specifici

Sindrome di Down: dalla genetica nuovi farmaci specifici
Le differenze nell'espressione dei geni si manifesterebbero dopo la nascita e in età adulta. E l'analisi di queste variazioni potrebbe portare allo sviluppo di farmaci specifici. Lo studio su Neuron

(Reuters Health) – I difetti a livello dello sviluppo degli oligodendrociti, un tipo di cellula nervosa, e della materia bianca, che unisce cervello e midollo spinale, potrebbero essere utilizzati come target terapeutico nelle persone con Sindrome di Down. Lo dimostra uno studio americano che ha valutato lo sviluppo dell'espressione genica su campioni provenienti da persone decedute con la trisomia. La ricerca è stata pubblicata su Neuron.
 
“La dettagliata comprensione dell'espressione genica che abbiamo trovato nelle persone con sindrome di Down fornisce un nuovo quadro sulla crescita e sulle funzionalità del cervello di queste persone”, ha dichiarato Tarik Haydar della Facoltà di Medicina della Boston University, uno degli autori dello studio.
 
Lo studio
Haydar e colleghi hanno raccolto 15 paia di tessuti cerebrali provenienti da persone decedute, sia con un normale numero di cromosomi che con un cromosoma in più, la caratteristica trisomia 21 della Sindrome di Down. L'età delle persone andava da 14 settimane di vita intrauterina a 42 anni. Le principali componenti analizzate hanno mostrato le differenze tra i campioni raccolti. Ma il team di ricercatori ha trovato, inaspettatamente, che ad influire di più sulle differenze erano state le diverse espressioni geniche in alcune regioni cerebrali e l'età, piuttosto che lo stato della malattia. Un dato che va contro l'idea che molti cambiamenti si verificano in epoca prenatale.
 
In particolare, la differenza nel numero di espressioni geniche nella corteccia prefrontale dorso-laterale aumentava con l'età, con una variazione più marcata dopo la nascita e in età adulta. Mentre nella corteccia del cervelletto, il numero di geni espressi in modo diverso rimaneva costante durante tutte le età osservate. A causare la sindrome di Down è certamente la trisomia del cromosoma 21, ma questa ricerca, come altre precedenti, “dimostra che molti geni sono alterati nella sindrome di Down, confermando studi secondo i quali a contribuire al caratteristico fenotipo della sindrome di Down non sono solo i geni espressi dal cromosoma 21”.
 
I ricercatori americani hanno anche esaminato lo sviluppo degli oligodendrociti, la formazione dello strato di mielina che li avvolge e la conduttività neuronale, su un modello animale. In particolare, Hydar e colleghi hanno trovato che i cambiamenti nella conformazione della materia bianca, i fasci di fibra nervosa che si estendono dal cervello al midollo spinale, sarebbero dovuti a difetti dello sviluppo degli oligodendrociti. Un'alterazione che sarebbe responsabile, tra l'altro, del rallentamento nella trasmissione tra le cellule nervose. “Un difetto chiave – secondo Hydar – riscontrato in molti dei campioni raccolti dai modelli animali e che potrebbe portare a sviluppare farmaci specifici o altri tipi di terapie. La scoperta dei cambiamenti a livello genetico, che altererebbero la comunicazione a livello cerebrale – ha concluso – apre la via a nuove terapie target per le persone con Sindrome di Down”.
 
Fonte: Neuron 2016
 


David Douglas
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

David Douglas

08 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Farmaci. Il Ministero della Salute invia al Mef il piano anti-MFN: tetto al payback, nuovi fondi e accesso precoce. Ma il conto supera i 5 miliardi
Farmaci. Il Ministero della Salute invia al Mef il piano anti-MFN: tetto al payback, nuovi fondi e accesso precoce. Ma il conto supera i 5 miliardi

Il Ministero della Salute prova a mettere al riparo la farmaceutica italiana dagli effetti delle nuove politiche commerciali americane e presenta al Mef un pacchetto di interventi da inserire nella...

Tumori. In Europa negli ultimi 6 anni si registra un calo dei decessi. Ma in Italia servono ancora 15 mesi per accedere alle nuove terapie
Tumori. In Europa negli ultimi 6 anni si registra un calo dei decessi. Ma in Italia servono ancora 15 mesi per accedere alle nuove terapie

Ogni anno, in Europa, sono 2,7 milioni i nuovi casi di cancro, pari a 5 ogni minuto. Dall’altro lato, grazie alle campagne di prevenzione e a cure sempre più efficaci,...

Infezioni respiratorie. Ecdc: “Vaccinarsi per proteggersi durante la stagione fredda”. Ogni inverno milioni di casi di influenza in Europa
Infezioni respiratorie. Ecdc: “Vaccinarsi per proteggersi durante la stagione fredda”. Ogni inverno milioni di casi di influenza in Europa

Con l’avvicinarsi della stagione fredda torna a crescere in Europa l’attenzione sulle infezioni respiratorie. Influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale (Rsv) e infezioni pneumococciche possono provocare malattie gravi, soprattutto nelle persone...

Tumori pediatrici. Mastronuzzi (AIEOP): “Guariamo oltre l’80% dei pazienti, ma la sfida è guarire bene”
Tumori pediatrici. Mastronuzzi (AIEOP): “Guariamo oltre l’80% dei pazienti, ma la sfida è guarire bene”

Guarire oltre l'80% dei bambini e degli adolescenti affetti da patologie oncoematologiche è un risultato importante, ma oggi la sfida non è soltanto aumentare il numero dei pazienti che sopravvivono...