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Anca. Con dieta mediterranea minore rischio di fratture

Rispetto ad altri regimi alimentari, la dieta mediterranea riduce, seppur di poco, il rischio di fratture all'anca. Lo studio è stato pubblicato da JAMA Internal Medicine.

29 MAR - (Reuters Health) - La dieta mediterranea fa bene alle anche, riducendo, seppur leggermente, il rischio di incorrere in fratture di quest’osso in tarda età. Secondo un recente studio americano, il consumo di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, carni magre e pesce, tipico del regime alimentare noto come dieta mediterranea, oltre a far bene al cuore e al cervello, ridurrebbe il numero di fratture all’anca per un periodo di 16 anni. Lo studio è stato pubblicato da JAMA Internal Medicine. “Nonostante la dieta mediterranea non contempli l’assunzione di troppi prodotti lattiero-caseari, fonte di vitamina D e calcio, questo stile alimentare porterebbe comunque a una riduzione del rischio di frattura all’anca”, ha dichiarato il coordinatore dello studio, Bernhard Haring, dell’Università di Wurzburg, in Germania.
 
Lo studio
Haring e colleghi hanno analizzato i dati raccolti da più di 90mila donne che hanno preso parte allo studio denominato Women’s Health Initiative. Le donne, di età compresa tra 50 e 79 anni, sono state coinvolte tra il 1993 e il 1998. All’inizio dello studio, le partecipanti hanno descritto la loro dieta e i ricercatori hanno raccolto le loro abitudini alimentari in quattro tipi di dieta: mediterranea, indice 2010 dell’alimentazione sana, indice 2010 dell’alimentazione sana alternativa e DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), per ridurre l’ipertensione.


I risultati
I ricercatori, in un periodo di 16 anni, hanno registrato 28.718 fratture, di cui 2.121 all’anca. Le donne che avevano seguito un tipo di dieta vicina a quella mediterranea, però, avevano subito un minor numero di fratture dell’anca, lo 0,29% in meno, rispetto alle donne che avevano seguito altri tipi di regimi alimentari. Mentre non è stato evidenziato alcun collegamento tra dieta mediterranea e rischio di frattura di qualsiasi altro osso. Allo stesso modo, non è stato mostrato alcun collegamento tra altri regimi alimentari e riduzione di fratture, né dell’anca né di altre ossa.

“Le donne dovrebbero adottare un regime alimentare salutare, associato ad attività fisica”, ha dichiarato Haring. Tuttavia, secondo Walter Willett dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, i risultati di questo studio dovrebbero essere presi con cautela. Per esempio, spiega l’esperto, le donne con un regime alimentare controllato tendono di più a fare anche esercizio fisico, e l’attività fisica di per sé è collegata a una riduzione del rischio di fratture all’anca.

“Mentre i dati sulla riduzione del rischio di fratture sono deboli, una forte evidenza, basata su studi a lungo termine, con regime alimentare controllato, dimostra che la dieta mediterranea previene malattie cardiovascolari ed è di aiuto in altre patologie, incluse obesità, diabete mellito, cancro del colon-retto e demenza”, ha spiegato Willett.
 
Fonte: JAMA Intern Med 2016
 
Andrew M. Seaman
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

29 marzo 2016
© Riproduzione riservata


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