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Comunicazione medico-paziente. Ecco come si può migliorare attraverso la Programmazione Neuro-Linguistica

La Programmazione Neuro-Linguistica (Pnl) è un modello pratico, riconosciuto come tra i più avanzati ed efficaci per favoire la comunicazione tra medico e paziente e tra medico e i familiari. La Pnl non si limita a spiegare cosa favorisce e cosa ostacola la comunicazione, ma rende anche disponibili vere e proprie tecniche e modalità che permettono da subito di migliorare le proprie capacità. Abbiamo fatto il punto con l'esperto in materia, Claudio Borzi.

29 AGO - La comunicazione tra medico e paziente e tra medico e i familiari negli anni è sempre più importante per migliorare la qualità delle cure e ridurre i contenziosi. E in questo quadro sta assumento sempre più importanza la Programmazione Neuro-Linguistica (Pnl), una tecnica pratica ad hoc che permette da subito di migliorare le capacità di comunicazione. Per fare il punto della situazione abbiamo sentito Claudio Borzi, Logopedista romano, esperto in Comunicazione e tecniche di mediazione, a proposito dello stato in Italia della Pnl. Borzi, da molti anni è autore e docente di corsi Ecm rivolti all’ambito sanitario che hanno l’obiettivo di migliorare la comunicazione con i pazienti e i loro parenti, ma anche all’interno di ciascun team.

Un po' di storia. La Pnl nasce negli anni ’70 in California ad opera di un matematico, Richard Bandler e di un linguista, John Grinder. Nei loro studi sulla comunicazione scelsero come metodologia il modellamento, cioè lo studio di modelli di successo e a tal fine osservarono a lungo principalmente  tre stimati psicoterapeuti con l’intento di scoprirne i “segreti” che li rendevano abili nel rapporto con i pazienti e nella soluzione dei loro problemi.


I tre professionisti osservati furono: Milton Erickson, ipnoterapeuta, Virginia Satir, terapeuta familiare e Fritz Perls, terapeuta gestalt. I due ricercatori erano poco interessati alla verifica delle singole differenti impostazioni teoriche che ispiravano l'intervento professionale dei tre terapeuti, pensavano infatti che potesse risultare più utile osservare e capire come questi operassero praticamente.

Secondo Liam Donaldson, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) "ogni anno sono 43 milioni i pazienti subiscono danni da cure sbagliate in ospedale. Danni che possono essere ridotti fino al 50% se migliora la comunicazione tra gli operatori”. A questo dato va aggiunto quello relativo alla consistente diminuzione di probabilità che venga intrapresa una azione legale in caso di errore medico, nei casi in cui tra medico, paziente e loro parenti si fosse precedentemente instaurata una buona comunicazione. Ecco dunque che, anche in ambito sanitario, risulta indispensabile inserire nella formazione strumenti utili a saper gestire una comunicazione efficace.

Ecco dunque che la Pnl può rivelarsi fondamentale. “Essenzialmente perché è un modello pratico – afferma Borzi -, riconosciuto come tra i più avanzati ed efficaci. Non si limita infatti a spiegare cosa favorisce e cosa ostacola la comunicazione, ma rende anche disponibili vere e proprie tecniche e modalità che permettono da subito di migliorare le proprie capacità di comunicazione”.

“Ad esempio – spiega ancora l’esperto -, se partiamo dall’assunto che l’aspetto non verbale della comunicazione risulta quello che più influenza la qualità della relazione e già fin dai primi approcci, non possiamo non interrogarci su come ciascuno utilizzi questo aspetto nella propria comunicazione, con quanta consapevolezza e con che grado di efficacia. Ecco, la Pnl parte proprio da qui e da qui necessariamente bisogna cominciare perché i messaggi non verbali, meno consapevoli, sono proprio quelli che andranno a costruire la qualità della relazione e in ambito professionale, questo vuol dire influire sulla percezione di professionalità o di affidabilità del professionista”.

“Quello che poi rende affascinante il percorso Pnl – spiega ancora Borzi - è anche scoprire quali siano i meccanismi della motivazione per riuscire a garantire una migliore compliance, scoprire le forme verbali più utili all’accordo e favorire così l’alleanza terapeutica, depotenziare le dinamiche che rendono polemico un confronto e poi anche come rendere coeso e motivare un team, sentirsi parte di un insieme, lavorando in sinergia e con uno spirito di cooperazione”.

L'impostazione - decisamente pragmatica - della Pnl ha portato a scoprire i meccanismi che sono alla base della comunicazione tra le persone e di ciascuno al proprio interno. Da queste basi e grazie al contributo di altri significativi professionisti, la Programmazione Neuro-Linguistica ha continuato a crescere e tuttora è considerato un modello di comunicazione efficace all’avanguardia, in continua evoluzione e rapida diffusione. Il suo carattere essenzialmente pratico ne consente l’utilizzo in diversi contesti: oltre a quello della formazione, anche a quello della educazione, della mediazione, del coaching per lo sviluppo delle risorse personali.


Lorenzo Proia

29 agosto 2018
© Riproduzione riservata


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