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Cardiopatie. Per gli uomini i piegamenti sulle braccia sono un buon predittore

Una ricerca USA condotta su oltre 1.000 vigili del fuoco ha individuato nella capacità di fare piegamenti un predittore affidabile per il rischio di sviuppo di cardiopatie. 40 flessioni in un minuto sono state correlate a un abbassamento del rischio cardiovascolare del 96%.

18 FEB - (Reuters Health) – Una nuova ricerca individua nel numero di piegamenti sulle braccia che un uomo riesce a fare nell’ambulatorio del medico un predittore affidabile del rischio di sviluppare una cardiopatia negli anni a venire. In uno studio su oltre 1.000 vigili del fuoco di sesso maschile seguiti per 10 anni, i ricercatori della Harvard’s T. H. Chan School of Public Health di Boston- guidati da Justin Yang – hanno riscontrato che il rischio di aterosclerosi ed eventi cardiovascolari, come ictus e attacco cardiaco, risultava del 96% inferiore negli uomini che riuscivano a fare 40 o più piegamenti durante un test a tempo rispetto alle controparti che riuscivano a farne meno di 10.

“Usare i piegamenti potrebbe essere un metodo semplice e senza costi per valutare la capacità funzionale della persona e predire il rischio di futuri eventi cardiovascolari”, osserva Yang. “Per i medici potrebbe essere molto importante perché molti test variano nei risultati e sono molto costosi e lunghi. Questo può essere fatto in un minuto”.


Lo studio
Per analizzare i possibili predittori di una cardiopatia, Yang e colleghi hanno utilizzato i dati relativi a 1.104 vigili del fuoco dello Stato dell’Indiana che avevano eseguito esami clinici tra il 2 febbraio 2000 e il 12 novembre 2017. Insieme alla capacità di piegamenrto sulle braccia sono stati registrati anche altri dati, come età, VO2 max (il tasso massimo di ossigeno consumato durante un esercizio fisico intenso), altezza, frequenza cardiaca a riposo, livelli pressori, livelli di colesterolo, livelli di glicemia e status di fumatore.
 
 Al basale, l’età media dei vigili del fuoco era 39,6 anni e l’indice di massa corporea medio (IMS, un rapporto di peso e altezza) era 28,7, nel range del “sovrappeso”. Durante il periodo di studio si sono verificati 37 esiti legati a malattie cardiovascolari. “Anche se altri fattori, come età, IMS e VO2 erano predittivi del rischio di eventi correlati a malattie cardiovascolari, i piegamenti risultavano l’indicatore più forte”, spiega Yang.

I commenti
“Il punto di forza del nuovo studio è l’essersi affidato a una misura della forza piuttosto che alle autosegnalazioni riguardanti l’attività fisica”, dice Kerry Stewart, professore di medicina e direttore di fisiologia clinica dell’esercizio fisico presso la Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora.
Stewart ipotiza che la capacità di fare piegamenti degli uomini sia semplicemente un marcatore del loro livello di forma fisica. “Si deve essere piuttosto in forma per fare molti piegamenti. Probabilmente ci si deve esercitare molto e regolarmente per raggiungere il livello di 40 o più”.

“Inoltre, il fitness”, continua Stewart, “si correla a una serie di fattori, tra cui pressione, livelli di colesterolo e grasso addominale. I risultati sottolineano l’importanza delle linee guida che enfatizzano sia l’allenamento di resistenza che l’esercizio aerobico”. Le attuali linee guida dell’American Heart Association raccomandano almeno 150 minuti a settimana di esercizio aerobico ad intensità moderata.

Fonte: JAMA Network Open
 
Linda Carroll
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

18 febbraio 2019
© Riproduzione riservata


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