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Decreto vaccini. Tutto sta nella fiducia. E io non mi fido

Ha ragione Fassari il problema è fidarsi o no, ha ragione lui a ricordarci che piaccia o no, non siamo svedesi, ma dal momento che mio malgrado sono italiano non potete obbligarmi a credere di essere svedese perché secondo voi i miei occhi azzurrognoli costituiscono una incontrovertibile evidenza scientifica

19 GIU - Credo che Fassari, con il post scriptum a piè di pagina del suo articolo sui vaccini (QS 15 giugno 2017), abbia individuato il punto, che è quello della fiducia.
 
Lui non sa se le scelte del decreto sui vaccini siano giuste o no perché non è un esperto, ma si fida di chi lo ha fatto. Io no. Dei vaccini a certe condizioni mi fido ma dei “vaccinatori” che hanno scritto il decreto no.
 
Meno che mai di chi su un obiettivo di salute pubblica, spacca l’Italia in due, contrappone la politica anziché riunificarla, giudica la critica al decreto un attentato all’integrità dello Stato e della scienza, divide le istituzioni e i cittadini, evidentemente incapace, nonostante la nobiltà dello scopo pubblico, di costruire consenso.
 
Mi spiegate perché dovrei fidarmi di una ministra, costretta dal proprio governo, a ritirare una campagna promozionale sul fertily day perché unanimemente giudicata razzista? La quale non ha avuto nessun sussulto di dignità quando il suo governo l’ha delegittimata pubblicamente, imponendo alla sanità che lei rappresenta, un taglio lineare di alcuni mld nonostante avesse sottoscritto, in suo nome, un “patto per la salute” con le regioni?

 
Mi spiegate come faccio a fidarmi delle Regioni che, all’indomani del decreto sui vaccini, si sono affrettate a dichiarare le loro perplessità in ordine a finanziamenti, organizzazioni, tempistica e l’altro giorno, in audizione al Senato, si sono improvvisamente dichiarate contro il “federalismo vaccinale”?
 
O come faccio a fidarmi dei tanti testimonial dei vaccini che nei talk show a parte chi grida, ci parlano di evidenze scientifiche e, nello stesso tempo, sono nei board di ricerca delle multinazionali che, i vaccini, li producono?
 
Attenzione non sto dicendo che chi partecipa ai board scientifici sia un mascalzone perché è giusto che in questi vi siano i virologi, (e chi altro se no?), ma solo che non è corretto, quando si parla di vaccini, non dichiarare il loro conflitto di interessi, mostrandosi degli scienziati disinteressati.
 
Come faccio a fidarmi dell’Iss quando sostiene che il vaccino, sarebbe una prova inconfutabile dell’esistenza di Dio, (secondo solo al basilico), cioè una rara perfezione scientifica libera da effetti collaterali, quando:
·         lo Stato indennizza le vittime dei vaccini perché i vaccini a volte fanno dei danni,
·         c’è l’assoluta necessità di organizzare un sistema di farmacovigilanza per raccogliere i dati relativi agli effetti collaterali,
·         migliaia sono le esperienze delle persone che ci dicono che oltre alle evidenze scientifiche vi sono altre verità personali spesso devastanti.
 
Attenzione… anche io conosco la letteratura scientifica sugli eventi avversi dei vaccini  (*) e anche i rapporti dell’Europa (**) e nonostante quel che leggo mi guardo bene dal negare il loro valore profilattico che resta comunque più grande delle loro negatività, ma nello stesso tempo non mi fido di chi, in nome delle evidenze scientifiche, si mostra reticente, cioè ne ammette alcune e ne nega altre, con lo scopo di imporci una accettazione obbediente e passiva.
 
Non mi fido di chi parla di epidemia di morbillo e coglie l’occasione per impormi ben 12 vaccini obbligatori. Non mi fido di chi come esperto non mi dice che in Inghilterra un certo vaccino influenzale ha provocato una epidemia di narcolessia. Non mi fido di chi, sempre come esperto, ci ha terrorizzato con una inesistente epidemia di aviaria facendomi buttare nel cesso milioni di euro? Cioè non mi fido di chi in nome della verità scientifica la manipola per fini non scientifici. Chiaro? Le verità scientifiche belle o brutte che siano non si manipolano.
 
E poi come faccio a fidarmi di coloro che vedono la società da vaccinare come un gregge di pecore, o come una colonia di micro-organismi, e che concepiscono le politiche sanitarie con le logiche fasciste dell’igienismo sociale fino a rasentare l’eugenetica?
 
Mi spiegate come faccio a fidarmi di coloro che mi parlano di una emergenza epidemiologica che nel mio paese non c’è e che per giustificarsi nelle audizioni parlamentari citano due casi di poliomelite in Israele e qualcosa di altro in Africa e non so dove altro?
 
Come faccio a fidarmi del ministero della Sanità che solo nel 2005 invitò le regioni a rinunciare all’obbligatorietà per muoversi lungo una linea di persuasione di raccomandazione di consenso? E nel frattempo cosa è successo di tanto grave da mettere a rischio l’integrità della popolazione per ritornare di colpo all’obbligatorietà? E’ calato il grado convenzionale di copertura vaccinale in Europa e allora? Vaccini nell’acquedotto per assicurarsi una vaccinazione di massa? E’ una follia.
 
La storia dell'obbligo vaccinale nei confronti delle malattie infettive ci dice che con la riduzione dell’emergenza epidemiologica vi è una ovvia riduzione del grado di obbligatorietà e quindi delle sanzioni che si accompagnano ad essa. Per questo oggi in tutta Europa alcuni vaccini sono obbligatori e molti altri sono raccomandati.
 
Chi ha detto che in modo ingiustificato il raccomandabile debba diventare per forza Tso? Su quali evidenze scientifiche si decidono le multe, la sospensione della responsabilità genitoriale?
 
Come faccio a fidarmi di un ISS che prima benedice la strategia del Veneto giudicandola la migliore del mondo e dopo che il Veneto prende le distanze dal decreto cambia parere e ci dice che il 92% e oltre della copertura vaccinale non è un risultato? Come faccio a fidarmi di un Consiglio superiore di sanità lottizzato e nominato dal ministro in carica che applaude alla proposta di legge di Art. 1 ma gli intima a sua volta l’obbligatorietà in piena sintonia con il ministro che l’ha nominato?
 
Come faccio a fidarmi di una politica che usa i vaccini come argomento elettorale e di coloro che mi propongono l’obbligatorietà quando altre rispettabilissime persone propongono leggi per abolirla (anti difterite, poliomelite, tetano, epatite B e tubercolosi) a chi devo credere alla Dirindin o alla Lorenzin? Chi delle due è più affidabile?
 
Come faccio a fidarmi di coloro che con ambizioni smisurate sognano di diventare commissari mondiali per la vaccinazione dopo che l’Italia è diventata paese capofila per i vaccini?
 
Come faccio a fidarmi di questo malcelato giochetto “multinazionale” nel quale qualcuno, da una parte, sollecita i vari paesi europei a dire pubblicamente che il decreto sui vaccini in Italia è qualcosa di meraviglioso e, dall’altra, c’è subito qualcun altro pronto a esultare “anche la Francia ci dice che siamo meravigliosi… tutto il mondo vuole adottare il nostro decreto”.
 
Come faccio a fidarmi di chi alla fine con questi giochetti considera il mio paese come se fosse l’Africa dal quale eradicare tutto il male possibile come se non fosse mai esistito un servizio sanitario pubblico e come se nell’ultimo secolo fossimo rimasti con le mani in mano a giocare con il vaiolo? 
 
Come faccio a fidarmi di una industria farmaceutica che è dietro a tutti gli accordi sulle politiche vaccinali, nazionali e internazionali. Ma anche qui attenzione… non sto dicendo che guadagnare con i vaccini sia immorale al contrario io credo non solo che sia morale ma per fino giusto, ciò che è immorale è negare il ruolo dell’industria farmaceutica in tutta questa faccenda, mostrandocela come un angioletto innocente quando non lo è. Immorale questa volta è la mancanza di trasparenza. Non mi si venga a dire che dietro l’accordo americano che ci ha incoronati re dei vaccinatori nella galassia non ci siano interessi industriali!?
 
Come faccio a fidarmi dei medici poveracci, tartassati in tutti i modi che si rifugiano nella medicina difensiva per proteggersi le terga dai rischi professionali, che si nascondono dietro le linee guida per evitare di essere condannati per i loro errori, che se non si attengono a certe norme di appropriatezza vengono multati, che sono continuamente umiliati nel loro ruolo e nella loro identità professionale.
 
Cioè come faccio a fidarmi di gente tenuta per il collo in mille modi diversi che prima accolgono per ragioni opportunistiche nel loro codice deontologico gli eterodossi e poi  li radiano dagli ordini accusandoli di non essere ortodossi?
 
Ha ragione Fassari il problema è fidarsi o no, ha ragione lui a ricordarci che piaccia o no, non siamo svedesi, ma dal momento che mio malgrado sono italiano non potete obbligarmi a credere di essere svedese perché secondo voi i miei occhi azzurrognoli costituiscono una incontrovertibile evidenza scientifica.
 
E che cavolo, sarò pure un italiano che per mettersi il casco e le cinture di sicurezza deve essere costretto da una legge, ma non sono certo scemo e la storia dei vaccini di questo decreto non la bevo e come me milioni e milioni di concittadini.
(Scuotendo la testa in modo sconsolato e con disappunto con le braccia ormai a penzoloni)
 
Ma vi rendete conto di quanto assurdo sia tutto questo? Non ci stiamo dividendo sul nucleare, sull’entrata in guerra del nostro paese, o sull’uscita dell’Italia dall’Europa, o sulla legge elettorale ma su uno scopo di salute pubblica, cioè sul valore supremo. E perché? Datevi una risposta.
 
Ivan Cavicchi
 
(*)  Mawosn e coll: Pilot comparative study on the health of vaccinated an unvaccinated 6-to 12 year-old U.S children J transl sci 2017
(**) Technical report, vaccine-preventable diseases and immunization core competencies (WWW.ecdc.Europa.eu)

19 giugno 2017
© Riproduzione riservata


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