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Influenza. Bambino Gesù: “Da giugno già identificati 16 casi”


Inizio anticipato per la stagione dell’influenza “australiana”. Vaccinazioni al via dal 1 ottobre. Villani: “Fortemente raccomandate per proteggere i più fragili”.

21 SET -

Identificati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù i primi casi di contagio da virus influenzale “australiano”. Si tratta di 16 bambini giunti ai pronto soccorso dell’Ospedale da fine giugno a oggi per problemi all’apparato respiratorio. La conferma arriva dai ricercatori dell’Area di Microbiologa e Diagnostica di Immunologia dell’Ospedale che hanno analizzato il profilo molecolare (caratterizzazione) dei patogeni contratti dai piccoli pazienti. In tutti i casi è stato rintracciato il virus H3N2, uno dei principali responsabili della cosiddetta influenza “australiana”. Dal 1 ottobre in Italia partirà la somministrazione del vaccino aggiornato che prevede la copertura anche per il ceppo H3N2.

“La caratterizzazione di un virus – spiega il prof. Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologa e Diagnostica di Immunologia del Bambino Gesù – è un’indagine di laboratorio che ci consente di scoprirne le caratteristiche e di capire se si tratti di un patogeno sconosciuto o già noto. Nei nostri pazienti è stato individuato l’H3N2, una tipologia relativamente comune che circola negli anni. L’ondata di contagi, partita con circa 6 mesi di anticipo dall’emisfero meridionale, inclusa l’Australia, si preannuncia intensa anche in Italia, già raggiunta dal virus fin dall’inizio dell’estate”.

L’influenza da virus H3N2 si manifesta con i sintomi tipici del male di stagione: stanchezza, dolore a ossa e muscoli, febbre e problemi all’apparato respiratorio e gastro-intestinale “ma nei soggetti a rischio e in caso di comorbilità la malattia può avere effetti più gravi” sottolinea il prof. Alberto Villani, Direttore del Dipartimento di Emergenza, Accettazione e Pediatria Generale del Bambino Gesù. “La raccomandazione è di vaccinare contro l’influenza tutti i bambini, soprattutto se fragili, a partire dai 6 mesi di età. Il vaccino è uno strumento sicuro per proteggere sia loro che i soggetti più a rischio del nucleo familiare”.

La stagione influenzale, iniziata con anticipo anche in Italia (il primo caso al Bambino Gesù è stato individuato a fine giugno), potrebbe sovrapporsi a una nuova ondata di contagi COVID per i quali - a livello internazionale - si stanno predisponendo vaccini aggiornati. “La doppia vaccinazione, antinfluenzale e anti-COVID, è particolarmente importante e indicata per tutte le fasce di popolazione più fragili - prosegue il prof. Villani - .Ricordiamo sempre che i vaccini ci proteggono non solo dalle forme gravi della malattia, ma anche e soprattutto dal rischio di esito mortale che purtroppo non si può escludere”.  



21 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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