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Terremoto. Zoetis finanzia l'addestramento di cani per il soccorso


Grazie al finanziamento i volontari dell'Associazione Addestramento Cani da Catastrofe del Friuli Venezia Giulia potranno addestrare le unità cinofile di soccorso nel primo campo macerie coperto realizzato in Italia. Un ambiente che simula al meglio le condizioni di un’area colpita da un sisma.

21 OTT - Sara e Davide, con i loro inseparabili amici a quattro zampe: Flo e Chica. Sono due delle unità cinofile intervenute ad Amatrice, alla ricerca dei sopravvissuti tra le macerie e i calcinacci lasciati dal devastante terremoto che ha colpito ad agosto scorso l’Italia centrale. In questo caso, i due operatori (o meglio conduttori) e i loro cani vengono da lontano: il Friuli Venezia Giulia. È qui infatti che ha sede l’associazione ACDC (Associazione Addestramento Cani da Catastrofe), un gruppo di volontari addestrati, e pronti a intervenire, per aiutare la Protezione Civile nel soccorso di persone disperse, sia in superficie (principalmente nei boschi del Friuli) sia in operazioni di salvataggio sotto le macerie. Ora, con il sostegno di Zoetis Italia, l’associazione ha dato il via a un progetto innovativo: la realizzazione del primo campo macerie coperto d’Italia.

Il campo macerie è una struttura fondamentale per l’allenamento dei cani nella ricerca di dispersi nei luoghi colpiti da un sisma. Si tratta di un’area attrezzata per simulare le condizioni presenti in un centro colpito da una catastrofe naturale: palazzi pericolanti, calcinacci, strutture semidistrutte, in cui i cani devono imparare a muoversi con sicurezza, e soprattutto, addestrarsi a individuare l’odore di un potenziale sopravvissuto.

“Quando abbiamo visto le squadre cinofile in azione ci è apparsa subito chiara l'importanza del loro lavoro e dall'incontro con ACDC è nata l'idea di contribuire alla loro formazione e alla realizzazione di un unicum in Italia, un campo macerie coperto”, spiega Elisabetta Calvi, Direttore della Comunicazione di Zoetis.

I campi di addestramento presenti oggi sul territorio italiano sono tutti realizzati all’aperto, “e presentano pertanto un problema. Simulano accuratamente le condizioni di un’area distrutta da un terremoto, ma una volta costruiti perdono velocemente una delle caratteristiche salienti delle operazioni sul campo: la polvere sollevata dalla caduta di muri e calcinacci, che all’aperto viene lavata via alle prime piogge”, spiega la nota che annuncia il finanziamento e che evidenzia come la polvere sia invece “una caratteristica fondamentale nel corso dell’addestramento, che permette ai conduttori e agli animali di imparare a convivere con uno degli elementi che limita maggiormente la durata delle ricerche”.

Di operazioni del genere d’altronde i volontari di ACDC hanno una certa esperienza. Nata nel 2000, l’associazione ha effettuato interventi in occasione di tutti i principali terremoti degli ultimi anni: dall’Aquila, a Mirandola, fino ad arrivare ad Amatrice. “Il nostro è un impegno duro ma che dà grandi soddisfazioni”, racconta Alessandra Puntin, una delle operatrici dell’associazione ACDC. “Il merito ovviamente è nelle tante ore di addestramento che facciamo ogni settimana. E fino ad oggi, per allenarci in un campo macerie abbiamo dovuto dovuto chiedere ospitalità alle strutture di altre associazioni, viaggiando per tutto il Friuli, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, ma anche l’Austria e la Slovenia”.

Dal 2006, l’associazione ACDC ha iniziato la costruzione del proprio campo di addestramento. Il campo macerie è ospitato in tre capannoni messi a disposizione dal comune di Visco all’interno delle strutture della ex-caserma Sbaiz. E oggi, ricevuto il sostegno della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, e una donazione di 10mila euro da parte di Zoetis Italia, è iniziata la seconda fase del progetto: l’ampliamento della struttura di addestramento, che diventerà il primo campo macerie coperto d’Italia.

Una volta completato, il campo non servirà solamente a cani e conduttori dell’associazione, perché i volontari di ACDC hanno deciso di metterlo a disposizione di tutte le unità cinofile italiane ed estere che ne facciano richiesta.

21 ottobre 2016
© Riproduzione riservata

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