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“Estendere i divieti di fumo in altri luoghi all’aperto e limiti anche a e-cig e tabacco riscaldato. E no all’uso distorto dei medici a gettone”. L’audizione di Schillaci


Più in particolare il ministro ha annunciato di voler estendere il divieto di fumo "in altri luoghi all’aperto in presenza di minori e donne in gravidanza; eliminare la possibilità di attrezzare sale fumatori nei locali chiusi; estendere il divieto anche alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo (sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato); estendere il divieto di pubblicità ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device dei prodotti del tabacco riscaldato". Anticipato un possibile emendamento al milleproroghe sul Piano oncologico nazionale. TESTO CAMERA - TESTO SENATO

17 GEN -

Il ministero della Salute è pronto ad intervenire per estendere gli attuali divieti sul fumo anche alle sigarette elettroniche e ai prodotti del tabacco riscaldato. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso del seguito delle audizioni presso le commissione Affari Sociali e Sanità di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Rispondendo alle domande poste dai deputati durante lo scorso dicembre il ministro ha così spaziato su diversi temi dalle vaccinazioni contro il Covid alla situazione lavorativa del personale sanitario, fino alle esternalizzazioni sulle quali ha spiegato di voler intervenire per porre un freno ad un loro utilizzo distorsivo. Anticipato anche un possibile intervento normativo per il Piano oncologico nazionale con un emendamento al decreto Milleproroghe attualmente all'esame di Palazzo Madama.

Vaccini Covid. "Riguardo alla vaccinazione sappiamo che la sua valenza come strumento di prevenzione e il senso di responsabilità degli italiani dimostrato in occasione della massiccia adesione alla campagna vaccinale anti Covid-19 hanno permesso di tornare a vivere senza le limitazioni del passato. Tuttavia, non bisogna abbassare la guardia, soprattutto per proteggere la salute delle persone fragili e degli anziani. Per questi motivi, il Ministero della salute ha lanciato la campagna “Proteggiamoci, anche per i momenti più belli – Vacciniamoci contro il Covid e l’influenza stagionale”, proprio per invitare a mantenere un comportamento responsabile nei confronti del Covid-19 e dell’influenza stagionale, promuovendo la vaccinazione, strumento di primaria importanza per proteggere sé stessi e gli altri. La campagna è stata rivolta alla molteplicità dei soggetti che, per diverse condizioni, sono i destinatari dell’offerta vaccinale contro l’influenza stagionale e contro il Covid-19, principalmente le persone fragili e gli anziani", ha spiegato il ministro.


Mes. "Riguardo all’argomento è noto che nel corso di un recente incontro con i vertici del Meccanismo europeo di stabilità a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha anticipato la possibilità di avviare verifiche insieme con gli altri Stati aderenti al MES, al fine di possibili correttivi per rendere strumenti effettivamente capaci di rispondere alle esigenze delle economie dei diversi Stati. Pertanto, allo stato non posso che rinviare ogni ulteriore valutazione all’esito di tali approfondimenti e al conseguente dibattito parlamentare".

Assunzioni e salario personale Ssn. "Riguardo a questo tema - ha aggiunto Schillaci - ribadisco che sarà necessario garantire adeguate risorse al sistema soprattutto nelle specialità e negli ambiti disciplinari che oggi registrano scarse adesioni. Rinnovo il mio impegno ad assicurare le necessarie risorse al sistema, per reclutare nuovi professionisti e per restituire la giusta serenità a tutti coloro che sono già in servizio e lavorano con dedizione ed impegno, talvolta in sedi disagiate e rischiose, migliorandone progressivamente le condizioni di lavoro, anche al fine di ridurre le condizioni di rischio che favoriscono, in particolare nei servizi maggiormente critici, persino l’emergere di episodi di violenza in danno degli operatori sanitari. Mi preme, più in generale, però sottolineare che le difficoltà che ora si riscontrano nel nostro SSN sono il frutto di errate strategie e di trascuratezza nelle valutazioni di annose problematiche, che affondano le radici nel passato".

Blocco turnover e numero chiuso. "In ordine al tema del personale - ha proseguito - rimando a quanto già ho precisato in merito al mio impegno a trovare le risorse necessarie per superare il blocco del turnover. In ogni caso, ritengo mio preciso dovere ovviare, con misure di carattere sistematico agli errori fin qui cumulatisi, in tema di programmazione dei fabbisogni del personale sanitario, ciò anche intervenendo di intesa con il Ministro dell’Università sul tema degli accessi ai corsi universitari e alle scuole di specializzazione".

Assistenza domiciliare integrata (Adi). "Con riferimento al tema dell’assistenza domiciliare (ADI) - ha illustrato Schillaci - ricordo il Decreto n. 77 di cui ho già illustrato ampiamente nel corso della prima audizione e aggiungo, che l’investimento previsto all’interno del Pnrr persegue l’obiettivo di aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare fino a prendere in carico, in linea con le migliori prassi europee, entro il 30 giugno 2026, il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni, rispetto all’attuale media di circa il 5% relativa alle diverse regioni italiane. Il livello medio nazionale del valore del 10% da raggiungere con il contributo di tutte le regioni o province autonome, terrà conto di specifiche difficoltà regionali. La milestone italiana prevede la pubblicazione del decreto di assegnazione delle risorse per conseguire il primo step dell’incremento del 10% di nuovi assistiti previsto entro giugno 2023; oggi è in corso di definizione la chiave di riparto poiché si sta lavorando all’accordo in Conferenza delle regioni".

"Inoltre - ha aggiunto - ricordo che è in corso di definizione il disegno di legge recante deleghe al governo in materia di politiche in favore delle persone anziane, anche in attuazione della missione 5, componente 2, riforma 2, del piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti, ove le deleghe previste riguardano precipuamente le politiche per l’invecchiamento attivo, la promozione dell’autonomia, la prevenzione della fragilità, l’assistenza e la cura delle persone anziane anche non autosufficienti. In particolare, è prevista l’emanazione di uno o più decreti legislativi finalizzati ad assicurare la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a lungo termine per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti, nonché la promozione del progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali in favore delle persone anziane non autosufficienti".

Terapie intensive. "Sottolineo inoltre l’importanza del completamento del processo di potenziamento dei reparti di terapia intensiva (avviato con la legislazione emergenziale) sia in termini di preparazione del sistema in caso di nuove emergenze, sia per uniformare ed elevare la capacità di risposta e di assorbimento di una domanda improvvisa e imprevedibile su scala locale. Tra gli aspetti da tenere in considerazione, inoltre, ritengo utile dare seguito alla sperimentazione dei criteri di appropriatezza dei ricoveri ospedalieri di riabilitazione anche alla luce del decreto ministeriale 5 agosto 2021 sui criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedalieri".

"Sostanzialmente - ha sottolineato il ministro - una revisione del DM 70 non potrà non tenere conto dei recenti insegnamenti emersi nella gestione della pandemia: necessità di flessibilità della rete ospedaliera a fronte di fenomeni non sempre prevedibili; potenziamento delle aree strategiche quali quelle della terapia intensiva e semintensiva e, come problema rimasto irrisolto, la classificazione dei piccoli ospedali e dei punti nascita substandard".

Medici a gettone. "Come ho evidenziato riguardo al fenomeno dei c.d. “gettonisti” o “turnisti”, anche il mondo della sanità è coinvolto in processi di esternalizzazione e sempre più professionisti preferiscono non legarsi ad un’organizzazione con il classico contratto di lavoro a tempo indeterminato, prediligendo forme di ingaggio atipiche, anche in ragione delle remunerazioni proporzionalmente più elevate. E’quindi fondamentale assicurare le necessarie risorse al sistema, per restituire la giusta serenità a tutti i professionisti che ogni giorno lavorano con dedizione ed impegno, talvolta in sedi disagiate e rischiose, migliorandone progressivamente le condizioni di lavoro, anche al fine di ridurre le condizioni di rischio che favoriscono, in particolare nei servizi maggiormente critici, persino l’emergere di episodi di violenza in danno degli operatori sanitari".

"L’uso distorto delle esternalizzazioni, infatti - ha rimarcato - non soltanto genera un sempre più gravoso onere in capo alle strutture, ma comporta anche gravi criticità in termini di sicurezza delle cure, sia perché non sempre offre adeguate garanzie sulle competenze dei professionisti coinvolti, sia per la ridotta fidelizzazione di questi ultimi alle strutture pubbliche, derivante da ingaggi professionali spesso distribuiti contemporaneamente su più sedi, con conseguente mancanza di conoscenza da parte dei “turnisti” dell’organizzazione delle unità operative in cui svolgono le loro prestazioni per poche ore nell’arco del mese".

Finanziamento Ssn. "Ci tengo, tuttavia, ad evidenziare che dopo un lungo periodo di definanziamento del fondo del Ssn, la legge di bilancio per il 2023 ha previsto un importante incremento del Fsn, inedito per gli anni precedenti, in particolare il comma 535 ha disposto che il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, è incrementato di 2.150 milioni di euro per l'anno 2023, 2.300 milioni di euro per l'anno 2024 e 2.600 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025. Solo per l'anno 2023, una quota dell'incremento di cui al primo periodo, pari a 1.400 milioni di euro, è destinata a contribuire ai maggiori costi determinati dall'aumento dei prezzi delle fonti energetiche. Si tratta, con ogni evidenza - ha rimarcato il ministro - di una importante inversione di tendenza che auspico possa ulteriormente essere perseguita anche per il futuro, con l’utilizzo di risorse sempre più cospicue".

Fumo. "Intendo inoltre - ha annunciato Schillaci - proporre l’aggiornamento e l’ampliamento dell’articolo 51 della legge 3/2003 per: estendere il divieto di fumo in altri luoghi all’aperto in presenza di minori e donne in gravidanza; eliminare la possibilità di attrezzare sale fumatori nei locali chiusi; estendere il divieto anche alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo (sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato); estendere il divieto di pubblicità ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device dei prodotti del tabacco riscaldato".

Case della comunità. "Il disegno complessivo - ha avvertito - potrà realizzarsi solo con la partecipazione attiva dei medici di medicina generale, con i quali e con i rispettivi organismi rappresentativi assicuro che questo Ministero è sempre in contatto ed opera in modalità di costante raccordo".

Terapie avanzate. "Si tratta di definire un nuovo quadro normativo specifico per il rimborso di queste terapie da parte del Ssn, che preveda, da un lato, la possibilità di un “periodo di ammortamento” del costo (similmente a quanto avviene per gli investimenti), dall’ altro uno schema di “rimborso a risultato (“pay for performance”, come avviene in certi tipi di servizi). Per definire una ipotesi di questo nuovo quadro, ribadisco l’opportunità di attivare un apposito Tavolo che includa, oltre alle competenti Direzioni generali del Ministero, rappresentanti/esperti della Agenzia italiana del farmaco (Aifa), e i rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) con i tecnici della Ragioneria generale dello Stato, ed eventuali ulteriori competenze esterne, in particolare quelle operanti in enti ed istituti di ricerca che si sono interessati della materia in tempi recenti".

Piano oncologico nazionale. "Confermo tutto il mio impegno a finanziare il Piano nazionale oncologico, che è il documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro per il quinquennio 2022-2027, ed è la cornice strategica e complessiva che consente il graduale sviluppo di azioni coordinate e sinergiche per migliorare il grado di implementazione dei programmi di screening, aumentandone i livelli di copertura e adesione e riducendo la disomogeneità territoriale. Il Piano mira anche a contribuire a tutti gli obiettivi del Piano Europeo contro il cancro 2021 (Europe's Beating Cancer Plan) con particolare riguardo agli aspetti innovativi correlati alle scienze omiche, allo sviluppo di tecniche di intelligenza artificiale, all’introduzione di nuove tecnologie per un corretto approccio preventivo, diagnostico e terapeutico. In proposito, ho promosso l’elaborazione di apposita proposta emendativa da inserire nel decreto-legge in materia di proroghe dei termini, in conversione al Senato", ha concluso.



17 gennaio 2023
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