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Pnrr. Fitto: “Presenteremo le nostre modifiche alla Ue entro agosto”. Missione Salute in ritardo: finora speso solo l’1% delle risorse assegnate

di C.F.

Il ministro ha fatto il punto sullo stato di attuazione del Pnrr e presentato la Relazione che sarà trasmessa al Parlamento. In particolare per la sanità sono stati spesi solo 78,9 milioni su un totale di 15,6 miliardi della Missione. Non è ancora chiaro però se e come anche per la sanità ci saranno modifiche al Piano originale. L’obiettivo del Governo è comunque quello di “trovare le soluzioni per raggiungere pienamente gli obiettivi finali”. LA RELAZIONE.

31 MAG -

Il ministro agli Affari Europei, Coesione, Sud e PNRR, Raffaele Fitto ha presentato oggi la terza relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la prima presentata da questo Governo e che a ore sarà trasmessa al Parlamento.

La relazione, si legge nella premessa, “intende fornire una fotografia del Piano e della sua attuazione, evidenziandone punti di forza e di debolezza, anche al fine di individuare margini di miglioramento nell’implementazione degli investimenti e delle riforme previsti dal Piano”.

Obiettivo: “trovare le soluzioni per raggiungere pienamente gli obiettivi finali” anche attraverso alcune proposte di revisione del PNRR “necessarie a fronteggiare le criticità emerse nell’attuazione del Piano”, “in coerenza con le disposizioni europee in materia di modifica e aggiornamento dei Piani”.

In proposito la Relazione del ministro Fitto ha sottolineato che già a metà gennaio è stato chiesto alle amministrazioni titolari delle diverse Missioni del Piano di fornire elementi in ordine allo stato di attuazione delle singole misure per verificare la coerenza di quanto realizzato rispetto agli obiettivi intermedi e finali stabiliti dal Piano.

Nel mese di febbraio 2023 sono state svolte riunioni a livello tecnico con tutte le amministrazioni alle quali è stato richiesto di trasmettere le schede con le modifiche/integrazioni sulla base del modello già utilizzato per la predisposizione del PNRR, per una ricognizione più puntuale delle richieste trasmesse dalle singole amministrazioni.

Una prima rassegna delle richieste avanzate dalle Amministrazioni, sottolinea ancora la Relazione, ha messo in luce un numero elevato di proposte, caratterizzate da gradi diversi di complessità.

In particolare, le modifica pervenute riguardano:

Tutte queste richieste sono in corso di valutazione congiunta da parte delle strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze e nella seconda metà del mese di giugno si terranno incontri tecnici con i servizi della Commissione per verificare l’ammissibilità delle richieste di modifica e/o riprogrammazione con l’obiettivo formalizzare la proposta complessiva di revisione del Piano entro agosto 2023, in linea con quanto previsto dal Regolamento 2021/241.

La Relazione non entra nel merito delle singole proposte avanzate dalle diverse amministrazioni che il Governo si riserva di presentare in Parlamento una volta finita la verifica e comunque prima della formulazione della proposta di revisione a Bruxelles.

Dalla Relazione di Fitto non si evince quindi se e cosa potrebbe aver proposto di rivedere il ministero della Salute titolare della Missione 6 del Piano per un totale di 15,6 miliardi di euro per interventi nel settore dell’assistenza primaria, domiciliare, ospedaliera, nelle tecnologie e nell’informatizzazione.

Ma quello che la Relazione sottolinea è che di questi 15,6 miliardi ne sono stati spesi finora solo 78,950 milioni pari a circa l’1% del totale.

Una percentuale molto bassa a fronte di altre amministrazioni che sono riuscite già a spendere anche fino al 45% delle risorse progettuali assegnate.

Nel dettaglio il livello di spesa media registrato è pari al 13 per cento.

Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti con 39 miliardi di euro di risorse è l’amministrazione centrale che gestisce oltre il 20 per cento delle risorse totali previste dal PNRR e ha registrato un livello di spesa del12 per cento.

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica è responsabile di 34 miliardi pari al 18 per cento del piano e ha fatto registrare una spesa del 25 per cento, tale risultato è imputabile al Sismabonus ed Ecobonus.

La terza amministrazione centrale in termini di assegnazione delle risorse è il Ministero delle imprese e del made in Italy con il 10 per cento del totale delle risorse del Piano e ha fatto registrare un livello di spesa raggiunto è pari al 33 per cento.

La Salute assorbe poco più dell’8% delle risorse complessive e ha speso al momento, come abbiamo visto, solo l’1%.

La maggior parte delle amministrazioni, comunque, sottolinea la Relazione, “ha registrato un livello di spesa inferiore alle previsioni che denota un ritardo nella fase di definizione e avvio delle misure che potrebbe incidere sulla effettiva realizzazione dell’intero Piano con particolare riferimento al pieno raggiungimento degli obiettivi finali”.

In ogni caso, ha detto Fitto in conferenza stampa al termine della Cabina di Regia sul Pnrr, “quando si parla dell'Italia e dei suoi ritardi andrebbero comparati col resto d'Europa per capire la complessità del Piano. Forse valorizzeremmo gli sforzi che stiamo facendo. La riuscita del Piano dovrebbe essere fuori dalle polemiche”.

La polemica con la Corte dei conti. Il ministro è anche intervenuto sulle polemiche con la Corte dei conti sottolineando che “il regolamento europeo indica chiaramente che la verifica del raggiungimento dell'obiettivo viene fatta tra Commissione Ue e Stato membro, quindi non è una competenza della Corte dei conti” e che "il controllo concomitante (che il Governo vorrebbe abolire, ndr.) è stato previsto da una legge del 2009, poi per anni la Corte non ha fatto nulla e solo a novembre 2021 è uscita una delibera che organizza il controllo concomitante istituendo uno specifico 'collegio'.”

“Questa stessa delibera – ha detto ancora Fitto - fa riferimento ad una legge precedente il Pnrr e nessun riferimento al decreto 77 sulla governance del Piano, che ha previsto i controlli della Corte dei conti in interazione con la Corte dei conti europea. Quindi non comprendo le accuse che leggo di attacco ai giudici e mi chiedo: perché il controllo concomitante non si è attivato subito? Perché si fa riferimento ad una legge precedente il Pnrr per attuarlo sui progetti del Piano?".

Detto questo il ministro ha però tenuto a sottolineare che non c’è “nessun attacco o scontro con la Corte dei conti. Verso i magistrati contabili c'è il massimo rispetto da parte del governo. Ma allo stesso tempo il governo chiede a tutti gli interlocutori il massimo rispetto".

C.F.



31 maggio 2023
© Riproduzione riservata

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