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Disturbi dell’alimentazione. Il Governo non rifinanzia il fondo, e al Senato prende il via l’esame del Ddl di maggioranza che istituisce un piano di interventi per contrastarla, a costo zero

di Giovanni Rodriquez

Secondo quanto riportato oggi da Repubblica, il ministro Schillaci sarebbe però al lavoro proprio in queste ore per recuperare i fondi necessari a colmare il buco che si è temporaneamente creato per il finanziamento di quel fondo. L'ipotesi è quella di un possibile emendamento da inserire nel corso dell'esame del milleproroghe alla Camera. Il Ddl a prima firma Balboni (FdI), punta al contrasto della diffusione di questi disturbi riconoscendoli come "malattie sociali" e individua un nuovo reato di istigazione a "pratiche alimentari idonee a provocare un disturbo alimentare". IL TESTO

16 GEN -

Mentre continuano ad infuriare le polemiche sul mancato rifinanziamento da parte del governo in manovra del Fondo per il contrasto dei disturbi per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, istituito con la Legge di bilancio del 30 dicembre 2021, finanziato con 25 milioni in due anni (15 milioni nell’anno 2022 e 10 milioni nel 2023), la commissione Sanità del Senato si appresta ad inaugurare i lavori sul disegno di legge di maggioranza in materia di disturbi del comportamento alimentare.

Non solo, secondo quanto riportato oggi da Repubblica, il ministro della Salute Orazio Schillaci sarebbe al lavoro proprio in queste ore per recuperare i fondi necessari a colmare il buco che si è temporaneamente creato per il finanziamento di quel fondo. L'ipotesi è quella di un possibile emendamento da inserire nel corso dell'esame del milleproroghe alla Camera.

Tornando disegno di legge a prima firma Alberto Balboni (FdI), il testo, nel rispetto del titolo V della parte seconda della Costituzione, propone interventi sotto il profilo della prevenzione e della cura degli individui affetti dai disturbi del comportamento alimentare, che rischiano di svilupparsi negli adolescenti. Nella relazione allegata al provvedimento si spiega come attualmente nel nostro paese "siano 3.000.000 i soggetti affetti da questi disturbi, circa il 5 per cento della popolazione italiana, di cui il 96,4 per cento sono donne. Ogni anno i disturbi alimentari provocano la morte di 4.000 giovani, collocandosi come seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali, e dopo la pandemia si è registrato un aumento del 40 per cento dei casi. È quindi indispensabile intervenire, come recita la nostra Costituzione, che, all'articolo 32, prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Il disegno di legge punta al contrasto della diffusione di questi disturbi riconoscendoli come "malattie sociali". Con l'individuazione del nuovo reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare un disturbo alimentare si dovrebbe permettere alle Forze dell'ordine di agire in modo tempestivo, e di mettere in atto una serie di misure di contrasto all'incitamento a comportamenti alimentari che possono minacciare ravemente la salute, fino a compromettere in modo irreversibile l'integrità psicofisica delle persone colpite e, nei casi più estremi, a provocarne la morte.

Entrando più nel dettaglio, il disegno di legge di FdI si compone di 5 articoli.

L'articolo 1 riconosce l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e il disturbo evitante/restrittivo come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico.

L'articolo 2 introduce nel codice penale il reato di istigazione a pratiche idonee a provocare un disturbo del comportamento alimentare con la previsione di una reclusione fino a 2 anni e di una sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 60.000. Se poi il reato è commesso nei confronti di una persona in difesa minorata, ovvero di una persona minore degli anni quattordici o di una persona priva delle capacità di intendere e volere, si applica la pena della reclusione fino a 4 anni e la sanzione amministrativa da euro 40.000 a 150.000 euro

L'articolo 3 prevede l'istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare.

L'articolo 4 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, attraverso il Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare i disturbi alimentari. Inoltre, quanto al monitoraggio dei siti e dei canali social che riportano notizie che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a condotte alimentari idonee a provocare disturbi alimentari, il comma 3 prevede che il Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali e sentite le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei fornitori di connettività alla rete internet, stabilisca con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i criteri e le modalità per impedire l'accesso a tali siti, reindirizzando in forma anonima l'utente automaticamente al portale digitale www.disturbialimentarionline.it.

Infine, l'articolo 5 stabilisce che il Ministro della salute presenta alle Camere una relazione annuale sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche relative alle malattie sociali.

Giovanni Rodriquez



16 gennaio 2024
© Riproduzione riservata
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