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Stamina. Un 'impazzimento' che non giova a nessuno

di Benedetto Fucci

La decisione del tribunale di Pesaro, che ha dato il via libera a nuove infusioni su un paziente a Brescia, non solo ha smentito i risultati di Aifa e Ministero della Salute sul metodo, ma ha anche alimentato nuove speranze, purtroppo, senza alcuna base di scientificità e sicurezza. Lascia esterrefatti che a decidere ciò che è terapia e ciò che è vera medicina siano i tribunali.

10 GIU - Quanto avvenuto negli ultimi giorni sul “metodo Stamina” mi preoccupa molto. Questo metodo di cura è stato esaminato con attenzione sia dall’Aifa che dal Ministero della Salute: i risultati sono stati univoci nell’affermare che oggi non vi sono evidenze scientifiche sulla sua bontà e sull’assenza di effetti collaterali. Eppure attraverso una sentenza della magistratura è stato possibile, sabato scorso, eseguire un’infusione presso gli Spedali Civili di Brescia, oltretutto con una grancassa mediatica che lo stesso autore dell’infusione ha clamorosamente fatto di tutto per procurarsi.

In questo modo, a mio parere, è avvenuta un’operazione molto pericolosa perché si vanno ad alimentare speranze, purtroppo senza alcuna base di scientificità e sicurezza, in molte famiglie che comprensibilmente si aggrappano a qualsiasi speranza pur di curare i propri figli malati. Ma ad inquietare è anche, come per esempio espresso in modo chiaro e condivisibile dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, nota ricercatrice, che sia stata colpita nel più profondo qualsiasi deontologia medica. Inoltre lascia esterrefatti che a decidere ciò che è terapia e ciò che è vera medicina siano i tribunali. Si tratta di quel tipo di medicina “per sentenza” (fenomeno purtroppo non nuovo in Italia) che finisce con l’alimentare inutili e dannose conflittualità.

Anche per questo sono dispiaciuto della notizia, purtroppo finora non smentita, di una possibile volontà del direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, di dimettersi come forma di protesta nei confronti della vicenda Stamina. Sarebbe gravissimo se da una parte un metodo privo di scientificità potesse essere attuato per via giudiziaria e, al tempo stesso, uno scienziato di fama internazionale si vedesse costretto a lasciare la guida dell’Agenzia italiana del farmaco. Anche questo sarebbe un sintomo di quell’”impazzimento” di cui la senatrice Cattaneo ha parlato e che davvero non giova nessuno, a parte forse chi ha tutto l’interesse ad alzare polveroni mediatici.

Benedetto Fucci
Forza Italia, segretario della Commissione Affari Sociali, Camera

10 giugno 2014
© Riproduzione riservata

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