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Terme. Audizione di Lo Bello (Regioni): “Serve un testo unico. Ma serve una commissione di esperti per scriverlo”


"Si garantirebbe in questo modo un forte coinvolgimento delle Regioni. Abbiamo infatti evidenziato come il conferimento di una delega al Governo per l’adozione di un testo unico in questa materia presenti ancora dei problemi di concertazione". Così la coordinatrice vicaria della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni è intervenuta in X commissione alla Camera sulla proposta di legge sulla disciplina del settore termale.

30 MAG - Audizione della Conferenza delle Regioni in Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame della proposta di legge di iniziativa parlamentare sulla disciplina del settore termale. A guidare la delegazione Maria Lo Bello, Coordinatrice vicaria della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni.
 
“Nel provvedimento per la prima volta – afferma Lo Bello – c’è la possibilità di sostenere investimenti per gli stabilimenti termali e le infrastrutture ricettive. E questo è un fatto sicuramente positivo. Ma abbiamo anche evidenziato come il conferimento di una delega al Governo per l’adozione di un testo unico in questa materia presenti ancora dei problemi di concertazione legati anche ai principi della delega che non vengono esplicitati nella PDL. In particolare è auspicabile l’istituzione di una commissione di esperti che lavorino al testo unico, garantendo così un forte coinvolgimento delle Regioni. Tra l’altro è stata presa in esame la questione dell’inapplicabilità della direttiva Bolkestein – riferisce Lo Bello - per le attività termali e quelle di imbottigliamento delle acque minerali e termali, compresi il rilascio e il rinnovo delle relative concessioni. La Bolkestein prevede la non applicabilità ai servizi sanitari, ma va considerato che le attività termali sono anche altro".
 
"Quanto alle attività di imbottigliamento delle acque minerali e termali, e si evidenzia come le disposizioni della Bolkestein non siano applicabili alle attività di sfruttamento di una sorgente di acqua minerale, non costituendo prestazioni di servizi, ma possono interessare il rilascio delle concessioni deve avvenire nel rispetto dei principi della libera concorrenza come la stessa Corte costituzionale – sottolinea Lo Bello – ha dichiarato, sottolineando l’illegittimità della proroga automatica delle concessioni termominerali. Tra l’altro, la disapplicazione dei principi della concorrenza potrebbe condurre ad una incongruenza tra la normativa nazionale e quella regionale. Infatti già numerose regioni applicano criteri di evidenza pubblica nelle procedure di affidamento e rinnovo delle concessioni".
 
"Per quanto riguarda la privatizzazione degli stabilimenti termali ancora gestiti dalle amministrazioni pubbliche, abbiamo sottolineato la necessità di intervenire per la loro valorizzazione nel rispetto sempre della tutela della concorrenza. E’ comunque da prevedere l’intesa con le Regioni per l’approvazione o il rigetto di questi programmi di valorizzazione. Anche la previsione del credito di imposta e deduzione IVA per i costi relativi agli interventi di investimento, seppur apprezzabile, deve prevedere un’intesa con le regioni. Invece per le iniziative promozionali nei piani dell’Agenzia nazionale del turismo - rileva Lo Bello - per la libera circolazione dei pazienti in ambito UE, abbiamo proposto un emendamento per rafforzare i flussi di chi è interessato ad effettuare terapie termali in Italia. L’Agenzia dovrà individuare per ciascun anno delle linee di promozione sia per gli effetti terapeutici che per il turismo nei territori termali interessati".
 
"Inoltre - sottolinea Lo Bello - la Conferenza ha ritenuto di segnalare l’esigenza di cogliere l’occasione della PDL per definire anche altri aspetti significativi, a partire, ad esempio da interventi da mettere in campo a favore degli stabilimenti termali colpiti dagli eventi sismici nell’Italia centrale. Come pure sarebbe opportuno prevedere anche il rilancio di alcune previsioni della vigente disciplina rimaste sostanzialmente inattuate. Ci si riferisce, ad esempio, al profilo professionale di operatore termale, la cui disciplina dovrebbe essere oggetto di confronto anche con le regioni, come anche allo stesso marchio di qualità termale che andrebbe meglio declinato, contemplando anche i riferimenti alle prestazioni termali praticate. E’ infine da valutare – conclude Lo Bello - l’inserimento nel provvedimento di un percorso anche scientifico per definire una “mappa delle terme italiane” che contribuisca ad una chiara identificazione e classificazione delle acque minerali e termali, delle diverse fonti delle relative valenze terapeutiche di prevenzione o riabilitative”.

30 maggio 2017
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