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Liste d’attesa. Coletto (Sott. Salute): “Con nuovo Piano nazionale più trasparenza e miglioramento prestazioni”


In manovra sono state destinate "cospicue risorse per intervenire, finalmente in modo sistematico", su questa problematica. Nel nuovo Piano nazionale liste d'attesa "l’informazione e la comunicazione sulle liste d’attesa saranno sostenute e potenziate". Si procederà ad un "monitoraggio con cadenza annuale, su tutto il territorio nazionale: tale attività, peraltro, rappresenterà anche uno strumento di verifica della trasparenza del Ssn". Così il neo sottosegretario alla Salute rispondendo in XII Commissione al Senato ad un'interrogazione di Faraone (Pd).

20 DIC - Il Governo è intenzionato ad aggredire l'annoso problema delle liste d'attesa intervenendo su più fronti, da una lato con "cospicue risorse" stanziate in manovra, e dall'altro garantendo maggiore trasparenza, arrivando anche a poter bloccare l'attività intramoenia in determinati casi, grazie al nuovo Piano nazionale liste d'attesa che "dovrà portare, nel minor tempo possibile, ad un sensibile miglioramento della resa delle prestazioni sanitarie a beneficio della collettività".
 
A riferirlo oggi in Commissione Sanità al Senato è il neo sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, rispondendo ad un'interrogazione sul tema di Davide Faraone (Pd).
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Coletto.
"Desidera innanzitutto ringraziare il senatore interrogante, poiché con il suo atto ispettivo consente di evidenziare come la tematica in esame risulti alla particolare attenzione del Ministero della salute, che, come noto, ha ritenuto, nell’ambito dell’attuale manovra di bilancio, destinare cospicue risorse per intervenire, finalmente in modo sistematico, sulla annosa problematica delle liste d’attesa. In relazione agli specifici quesiti dell’interrogante, principalmente vertenti sulle modalità di gestione delle liste di attesa in relazione all’attività libero-professionale intramuraria, rappresenta quanto segue.
La conoscenza del fenomeno della libera professione intramuraria e del grado di sviluppo e di maturazione dei diversi contesti regionali viene già monitorata annualmente attraverso una specifica rilevazione, volta alla predisposizione della Relazione al Parlamento finalizzata a dare conto dello stato di attuazione delle disposizioni normative in materia.
 
Dai dati acquisiti nell’ambito delle ultime rilevazioni effettuate è emerso uno scenario ancora in evoluzione, con sfide attuative tuttora in atto soprattutto in alcuni contesti. Le ultime analisi hanno infatti contribuito a distinguere esperienze piuttosto avanzate e altre in fase di allineamento e consolidamento. A fronte di un generale trend in miglioramento, in particolare per alcuni adempimenti regionali ed aziendali, si sono dovuti registrare anche risultati non del tutto soddisfacenti.
 
Per questo motivo, con la nota del 14 giugno 2018, citata dal senatore interrogante, sono state fornite, in vista dell’adozione del nuovo PNLA, indicazioni volte a garantire il corretto esercizio dell’ALPI, e si è ritenuto opportuno richiedere informazioni più puntuali e dettagliate alle regioni in ordine ad alcuni specifici aspetti concernenti il governo dell’attività libero professionale intramuraria.
 
Per quel che riguarda in particolare l’ALPI sono state acquisite informazioni sulle modalità e i criteri individuati per la determinazione dei volumi di attività istituzionale ed i volumi di attività libero professionale intramuraria; nonché sulle modalità di verifica dello svolgimento dell’ALPI, con particolare riferimento alla costituzione dell’Organismo paritetico regionale previsto dall’Accordo Stato Regioni del 18 novembre 2010 con la partecipazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria e delle organizzazioni rappresentative degli utenti e di tutela dei diritti; nonché, infine, sugli strumenti di controllo attivati per verificare che tutte le prestazioni erogate in ALPI siano effettivamente prenotate attraverso l’infrastruttura di rete prevista della legge n. 120 del 2007.
 
Al riguardo sono effettivamente emerse ancora diverse criticità sul territorio nazionale, che evidenziano significative differenze, sia tra le varie regioni, che nell’ambito della stessa regione.
In particolare significative carenze risultano nella costituzione e nel corretto funzionamento dell’Organismo paritetico regionale previsto dall’Accordo Stato Regioni del 18 novembre 2010, motivo per il quale il nuovo PNLA, attualmente all’esame della Conferenza Stato –Regioni, ha ribadito espressamente la necessità dell’attivazione di tale Organismo, all’interno delle attività di verifica dello svolgimento dell’attività libero professionale, disponendo che tale adempimento sia sottoposto a verifica nell’ambito dei lavori del Comitato LEA.
 
Proprio al fine di assicurare l’equilibrato rapporto tra i volumi dell’attività istituzionale e dell’attività libera professione intramuraria si prevede che in caso di superamento di tale rapporto e/o di sforamento dei tempi di attesa massimi già individuati dalla Regione, sia attuata il blocco dell’attività libero professionale, fatta salva l’esecuzione delle prestazioni già prenotate.
 
In relazione alle ulteriori esigenze di trasparenza e di monitoraggio espresse nell’interrogazione in esame, precisa che nel nuovo PNGLA sarà oggetto di monitoraggio un ulteriore, nuovo elenco di prestazioni ambulatoriali e di ricovero rappresentative del primo contatto del cittadino con il Servizio Sanitario Nazionale (c.d. primo accesso), nonché anche i controlli, gli "screening" e le urgenze.
 
Per la rilevazione dei tempi di attesa, sono previsti vari monitoraggi, tra cui si conferma il Monitoraggio della presenza sui siti web della sezione dedicata a liste e tempi di attesa, monitoraggio già presente nel PNGLA 2010 – 2012.
Il nuovo PNGLA chiarisce, inoltre, che l’informazione e la comunicazione sulle liste d’attesa debbano essere sostenute e potenziate per sviluppare e rafforzare la pluralità dei canali di accesso alle informazioni, attraverso vari strumenti: campagne informative, Uffici relazioni con il pubblico, Carte dei servizi e sezioni dedicate e facilmente accessibili sui siti web regionali e aziendali.
 
Si è dunque convenuto di procedere ad un monitoraggio con cadenza annuale, su tutto il territorio nazionale: tale attività, peraltro, rappresenterà anche uno strumento di verifica della trasparenza del Servizio Sanitario Nazionale rispetto alla tematica delle liste d’attesa.
I risultati di tale opera di monitoraggio – che utilizzeranno flussi già in uso alle Regioni, secondo linee guida condivise tra il Ministero, le Regioni e le Province Autonome e l’Agenas - saranno poi diffusi attraverso il sito istituzionale del Ministero della salute
 
Conclude, dunque, dando piena assicurazione che il nuovo PNGLA valorizzerà le esigenze di trasparenza espresse dal senatore interrogante, le quali costituiranno di certo un ulteriore passo in avanti nella direzione della migliore gestione e comprensione di un meccanismo complesso, che dovrà portare, nel minor tempo possibile, ad un sensibile miglioramento della resa delle prestazioni sanitarie a beneficio della collettività".
 
In sede di replica Davide Faraone (Pd) si è dichiarato non soddisfatto della risposta, evidenziando in termini critici che "il Governo non solo ha trascurato di precisare l'entità delle risorse destinate ai problemi oggetto di sindacato ispettivo (limitandosi a definirle "cospicue"), ma neppure ha fornito indicazioni in merito alle iniziative che intende porre in essere per superare l'attuale disomogeneità tra le diverse regioni".

20 dicembre 2018
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