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Dai farmaci ai dispositivi medici. Anac: “Con applicazione prezzi di riferimento possibili risparmi per 700 mln di euro”

È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento dell’Anac dove si evidenzia anche come siano raddoppiate le segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti (whistleblowing). Le segnalazioni di illeciti (dall’abuso di potere ad affidamenti illeciti) da parte dei dipendenti nel 2018 sono state 783 (nel 2017 erano 364). Il 42% proviene dal Sud. LA RELAZIONE

06 GIU - Farmaci, dispositivi medici, servizi di pulizia, servizi di ristorazione, servizi di lavanolo. Se si applicassero i prezzi di riferimento si potrebbero risparmiare fino a 700 mln di euro. È quanto stima l’Autorità anticorruzione nella Relazione annuale al Parlamento dell’Anac presentata oggi dal presidente Raffaele Cantone.

 

“Sulla base di stime indicative – si legge -, i risparmi potenziali complessivi derivanti dall’applicazione di tutti i prezzi pubblicati sono stimati in circa 700 milioni di euro. Nella tabella di seguito riportata, viene indicato il dettaglio dei risparmi annuali potenziali, derivanti dall’applicazione dei prezzi pubblicati in cinque settori sanitari”.
 
Ma non solo nella relazione si parla anche di whistleblowing. “Dall’analisi della serie storica dei dati statistici, che inizia nell’anno 2014 fino all’anno 2018 risulta evidente la crescita esponenziale delle segnalazioni whistleblowing inviate all’ANAC nel periodo considerato; ciò riguarda soprattutto il 2018, anno in cui è entrata in funzione la piattaforma informatica dove le segnalazioni sono state 783 rispetto alle 364 del 2017”.

“Ovviamente – rileva l’autorità - non tutte le segnalazioni pervenute all’Autorità ineriscono ritorsioni conseguenti la denuncia di condotte illecite da parte del whistleblower (dipendente che segnala illeciti) , nel senso che molte segnalazioni hanno ad oggetto esclusivamente fatti illeciti di cui il dipendente pubblico è venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro
 
Dal punto di vista territoriale, si rileva che nell’anno 2018 la maggior parte delle segnalazioni sono state acquisite come provenienti dal sud (42%) seguito dal nord Italia (32%).
 
Relativamente all’organismo nel cui ambito è effettuata la segnalazione, per l’anno  si registra una prevalenza di denunce provenienti dagli enti territoriali (37,1%) , seguiti dalle amministrazioni ed enti pubblici in generale (16,9%), nonché dalle aziende sanitare e ospedaliere (14,8%).
 
“Così come negli anni precedenti – rileva l’Anac - , si continua a rilevare l’impegno dei dipendenti pubblici nel contribuire all’emersione dei fenomeni corruttivi Il settore privato destinatario della legge, invece, risente ancora di una certa reticenza, verosimilmente per un minore assetto di tutele o per processi decisionali da attivare meno facilmente individuabili oppure per una ancora incompleta consapevolezza del denunciante della propria legittimazione ad agire”.
 
Circa la tipologia delle condotte illecite censurate, si osserva che la prevalenza di esse (19,84%) sia ascrivibile a condotte di maladministration, con ricadute penali qualora si configurino fattispecie criminose quali l’abuso di potere; il 17,72% riguarda affidamenti illegittimi; il 15,34%, l’adozione di misure discriminatorie da parte dell’amministrazione a seguito di segnalazione di illecito.
 

06 giugno 2019
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