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Alzheimer. In Italia oltre 1 milione di malati. M5S: “Puntare su caregiver e infermiere di famiglia per potenziare sistema assistenza”


Sono circa 3 milioni le persone che si occupano di assistere i malati; e 2,3 milioni le famiglie italiane con almeno un disabile grave a carico. Se ne è discusso oggi a Palazzo Chigi durante un convegno promosso dai senatori 5 Stelle Barbara Guidolin e Gaspare Marinello. Presentati i due disegno di legge che puntano, rispettivamente, a riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura svolta dal caregiver, e ad introdurre la figura dell'infermiere di famiglia nel Ssn.

12 DIC - Oltre un milione di persone in Italia è affetto da Alzheimer e demenza senile. E circa 3 milioni di persone si occupano di assistere i malati. Sono invece circa 2,3 milioni le famiglie italiane, stando le ultime rilevazioni Istat, con almeno un disabile grave a carico, nella maggior parte dei casi ricevono sostegno da reti informali e non riescono a far a meno di servizi a pagamento, mentre chi si occupa di loro, spesso, è costretto a scegliere tra attività di cura alla persona e lavoro. Se ne è discusso oggi a Palazzo Chigi durante il convegno "Infinito amore. Alzheimer: dall'assistenza all'inclusione del malato e dei familiari che se ne prendono cura", promosso dai senatori del M5S Barbara Guidolin e Gaspare Marinello.
 
Al centro dell'incontro le politiche da mettere in campo a tutela dei malati: dal disegno di legge sul Caregiver familiare, a firma della senatrice M5S Simona Nocerino, a quello che punta a introdurre nel sistema sanitario nazionale la figura dell'infermiere di famiglia, a firma del senatore Gaspare Marinello. Le due proposte del M55 state depositate al Senato qualche mese fa e sono all'esame delle rispettive commissioni di merito.

 
"Le stime dell'Istat ci dicono che oltre 15 milioni le persone in Italia si occupano di assistere un congiunto malato o disabile e di queste l’86% sono donne - ha detto Nocerino - e solo la metà di loro può far affidamento a una collaborazione in famiglia, seppure saltuaria, che possa assistere la persona nelle normali mansioni quotidiane, amministrative e burocratiche che l'assistito non è in grado di compiere in autonomia. Parliamo di un impegno costante e gravoso che spesso induce come rileva l'Istat dover scegliere tra attività di cura alla persona e lavoro. Sono anni che i familiari di persone con disabilità chiedono alle istituzioni di uscire dall’invisibilità e di aver riconosciuto il loro impegno quotidiano alla stregua di un lavoro vero e proprio".
 
Il ddl sul Caregiver familiare, che dovrebbe essere calendarizzato in aula al Senato a gennaio prossimo, va proprio in questa direzione - dice ancora-, perché riconosce il valore sociale ed economico dell’attività di cura svolta da parte del caregiver, introducendo, ad esempio, competenze acquisite, contributi figurativi e agevolazioni". Ha acceso i riflettori sulla necessità di potenziare il sistema dell' assistenza sociosanitaria la senatrice del M5S Barbara Guidolin, secondo cui "occorre agire su due fronti potenziando la ricerca e la prevenzione e sostenendo pazienti e famiglie".
 
"Le politiche di assistenza socio-sanitario va ripensato. Dobbiamo puntare - ha aggiunto Guidolin, componente della commissione Lavoro del Senato - su un nuovo modello di welfare legato alle attività di cura alle persone, capace far dialogare meglio i servizi sociali di Comuni e Regione, con il sistema sanitario nazionale e regionale, integrando quindi figure sociosanitarie esistenti, penso al medico di medicina generale, con nuove figure come quella dell'Infermiere di famiglia, che vogliamo introdurre".
 
Per il senatore del M5S Gaspare Marinello, componente della commissione Sanità di Palazzo Madama, invece, occorre lavorare insieme al mondo delle associazioni, perché ha detto: "i familiari di persone con disabilità, senza adeguato supporto, rischiano di diventare vittime a loro volta della patologia". "La figura del Caregiver - ha osservato Marinello - va introdotta così come quella dell'Infermiere di famiglia per ridisegnare nuove frontiere dell'assistenza territoriale. Insieme al medico di famiglia, che è già al centro della sanità territoriale, possiamo contribuire potenziare diventare un pilastro del sistema sanitario nazionale".
 
Nel corso nel convegno la 'Fondazione EBRI - Rita Levi-Montalcini' ha illustrato lo studio sull'anticorpo A13, la molecola che 'ringiovanisce' il cervello, bloccando l'Alzheimer in fase iniziale. La sperimentazione sui roditori ha mostrato che le cavie hanno ripreso a produrre neuroni ad un livello quasi normale, aprendo di fatto a nuove possibilità di diagnosi e cura.  

12 dicembre 2019
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