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Covid. Costa: “Ecco le iniziative messe in campo da Ministeri Salute e Istruzione per fronteggiare impatto psicologico sui giovani”


Potenziati i servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza. Reclutamento di professionisti sanitari e di assistenti sociali. Attivati progetti per assistenza ai minori in condizione di disagio in corso; contrasto alla dispersione scolastica; ampliamento del tempo scuola ordinario e all'istituzione di sportelli di ascolto psicologico. Queste alcune delle iniziative elencate dal sottosegretario Costa in risposta all'interrogazione di Bellucci (FdI).

10 GIU - "Nel decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, è stato introdotto l'articolo 33, concernente 'Servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza e Reclutamento straordinario psicologi'. Sempre sulla tematica in esame, diverse le iniziative che il Ministero dell'istruzione ha adottato al fine di alleviare il rilevante disagio della comunità scolastica nel periodo caratterizzato dall'emergenza sanitaria, per garantire la continuità didattica e il diritto allo studio".
 
Così ieri il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha fatto il punto della situazione rispondendo in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sul tema presentata da Maria Teresa Bellucci (FdI).
 
Di seguito la risposta del sottosegretario Costa.
 
"La questione sollevata dagli On.li interroganti è seguita dal Ministero della salute con la massima attenzione e mi offre l'occasione per informare la Commissione sulle iniziative da ultimo poste in essere.


Nel decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, è stato introdotto l'articolo 33, concernente «Servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza e Reclutamento straordinario psicologi.» La norma è finalizzata a potenziare i servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza e a garantire la prevenzione e la presa in carico multidisciplinare dei pazienti e delle loro famiglie, assicurando adeguati interventi in ambito sanitario e sociosanitario, anche in risposta ai bisogni di salute connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19. È previsto, inoltre, che le aziende e gli enti del SSN, possono, in relazione ai modelli organizzativi regionali, utilizzare forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, fino al 31 dicembre 2021, per il reclutamento di professionisti sanitari e di assistenti sociali. Lo stesso articolo al comma 3, prevede che al fine di tutelare la salute e il benessere psicologico individuale e collettivo, tenendo conto, in particolare, delle forme di disagio psicologico dei bambini e degli adolescenti, conseguenti alla pandemia da COVID-19, le regioni e le province autonome possono autorizzare le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale a conferire, incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, a psicologi, allo scopo di assicurare le prestazioni psicologiche, anche domiciliari, a cittadini, minori ed operatori sanitari, nonché di garantire le attività previste dai livelli essenziali di assistenza (LEA).

Inoltre, per dare una risposta appropriata ed efficace alla complessità dei problemi connessi alla tutela della salute mentale in situazione emergenziale, il Ministero della salute partecipa ad un Gruppo di Lavoro presso l'Istituto Superiore di Sanità che sta effettuando, tramite indicatori provenienti da flussi informativi nazionali e regionali, una rilevazione da svolgere in più fasi per monitorare l'eventuale aumento delle situazioni di acuzie psichiatriche e/o i disturbi a maggiore gravità e le possibili modificazioni del consumo di psicofarmaci. L'obiettivo è quello di sistematizzare e aggiornare tali rilevazioni su base trimestrale per informare il Governo e i Ministeri dell'andamento epidemiologico dello stato di salute psichico della popolazione e monitorare l'effetto di eventuali interventi messi in atto.

Sempre sulla tematica in esame, riporto di seguito le iniziative che il Ministero dell'istruzione ha adottato al fine di alleviare il rilevante disagio della comunità scolastica nel periodo caratterizzato dall'emergenza sanitaria, per garantire la continuità didattica e il diritto allo studio:
- Progetto povertà educativa: Assistenza ai minori in condizione di disagio in corso;
 
- Progetto povertà educativa: Contrasto alla dispersione scolastica;
 
- Progetto disagio giovanile: favorire la diffusione della cultura del rispetto nelle scuole, al fine di prevenire e contrastare qualsiasi forma di discriminazione e valorizzare comportamenti positivi di apertura verso l'altro da sé in corso;
 
- Bandi rivolti alle scuole del territorio nazionale destinati al miglioramento dell'offerta formativa per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica progettualità ancora in corso riguardanti:
 
- attività volte all'ampliamento del tempo scuola ordinario e all'istituzione di sportelli di ascolto psicologico;
 
- attività volte a contrastare le carenze educative con particolare riguardo alla «povertà educativa» aggravatasi a seguito dell'emergenza sanitaria nelle aree di maggiore deprivazione socio-culturale del Paese;
 
- attività finalizzate a garantire la diffusione e la qualità degli interventi educativi e di istruzione destinati a bambini e studenti ricoverati in ospedale (SIO) e/o per i quali sia stato attivato il servizio di istruzione domiciliare (ID);
 
- attività finalizzate a potenziare gli sportelli di consulenza per l'autismo e promuovere interventi di formazione per i docenti sull'utilizzo delle tecnologie per la didattica inclusiva;
 
- Azioni specifiche per l'adozione delle misure necessarie a far fronte all'emergenza pandemica in corso.
 
Inoltre, il Ministero dell'istruzione ha comunicato che 150 milioni di euro sono stati stanziati nel Piano Scuola Estate 2021, per consentire agli studenti di recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti, usufruendo di laboratori per il potenziamento delle competenze e di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale.

Con specifico riferimento ai fatti accaduti il 5 maggio allo studente di 18 anni, l'Ufficio Scolastico Regionale per le Marche ha rappresentato che da diversi mesi l'alunno aveva manifestato di condividere le posizioni del movimento comunemente noto come «NO MASK».
La scuola, senza aver mai adottato alcun provvedimento disciplinare, ha più volte avviato un confronto con lo studente, coinvolgendo, in almeno due circostanze, anche la famiglia e rappresentando la necessità dell'utilizzo della mascherina nel rispetto delle norme vigenti, che ne prevedono l'utilizzo in assenza di cause di esonero connesse a patologie respiratorie certificate.
Il 5 maggio, a fronte di un nuovo episodio in cui lo studente si incatenava al banco privo della mascherina, il dirigente scolastico, preso atto del rifiuto persistente dello studente a desistere da tale comportamento, ha chiamato il numero unico per le emergenze 112 descrivendo i fatti e specificando che l'alunno non aveva manifestato atti di violenza ma che rifiutava di liberarsi dalla catena e di indossare la mascherina.
Le unità del 112 (ambulanza, forze dell'ordine, sanitari), accertata la maggiore età dell'alunno, ed a seguito di un colloquio con lo stesso, concordavano l'uscita volontaria dalla scuola dello studente, che pertanto avveniva serenamente e senza alcuna coercizione". 

10 giugno 2021
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