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Stress lavoro correlato alla prevenzione dei rischi psicosociali

di Domenico Della Porta

La mancanza di interazione sociale, l'uso crescente delle tecnologie, l’incremento delle aggressioni e violenze nel comparto sanità, il lavoro usurante che sta coinvolgendo sempre in sanità gli operatori  costretti a lavorare con organici unanimemente riconosciuti al di sotto degli standard richiesti, la ricerca di nuovi equilibri nei tempi di vita-lavoro sono alla base di un ulteriore aumento di rischi psicosociali ed ergonomici. Da qui la decisone della Consulta Interassociativa Italiana della Prevenzione di elaborare un importante Documento di Consenso di 34 pagine.

19 GEN -

Con la pandemia la tutela della salute e sicurezza sul lavoro nel comparto sanità ha registrato non pochi cambiamenti. Quasi il 40% dei lavoratori ha iniziato a lavorare da remoto e sono state introdotte in forma massiccia modalità di lavoro come la connettività permanente.

La mancanza di interazione sociale, l'uso crescente delle tecnologie, l’incremento delle aggressioni e violenze nel comparto sanità, il lavoro usurante che sta coinvolgendo sempre in sanità gli operatori costretti a lavorare con organici unanimemente riconosciuti al di sotto degli standard richiesti, la ricerca di nuovi equilibri nei tempi di vita-lavoro sono alla base di un ulteriore aumento di rischi psicosociali ed ergonomici.

“Ecco perché la CIIP, Consulta Interassociativa Italiana della Prevenzione - precisa Susanna Cantoni, presidente dell’organizzazione - ha elaborato qualche settimana fa un importante Documento di Consenso di 34 pagine, comprensivo di ben 5 utili strumenti operativi per interventi concreti sul campo, in cui si dimostra il passaggio dalla valutazione obbligatoria dei rischio stress lavoro correlato, SLC, ad una valutazione obbligatoria del rischio psico-sociale, comprensiva dei problemi occupazionali stress lavoro correlati”.

“Le indicazioni che confermano questo approccio sono alquanto numerose e vengono fuori da normative, Linee Guida, Raccomandazioni Internazionali”, sottolinea Antonia Ballottin, coordinatrice di ben 22 specialisti ed esperti della CIIP che hanno partecipato alla stesura del Documento.

Innanzitutto va evidenziato il Quadro strategico dell'UE 2021-2027 “Salute e sicurezza sul lavoro in un mondo del lavoro in evoluzione” che prevede l’attivazione di un “Focus sui rischi psicosociali” in cui si ricorda che esistono molestie e discriminazioni fondate su molteplici motivi, che sono una frequente fonte di stress e di distacco dal luogo di lavoro.

Con la pubblicazione della legge 04/2021 di ratifica della convenzione ILO è sancita l’inclusione della violenza (aggressioni fisica e verbale) entrata in vigore in Italia il 29 ottobre 2022, vengono evidenziate le molestie nella gestione della salute e della sicurezza sul lavoro fornendo l’opportunità di lavorare su una gestione complessiva dei rischi psicosociali come da tempo l’approccio ergonomico e le norme tecniche indicano.

C’è poi, la norma ISO 45003: 2021 Gestione della salute e sicurezza sul lavoro — Salute psicologica e sicurezza sul lavoro che armonizza i contenuti ripresi dagli Accordi Europei (Stress Lavoro Correlato 2004; Molestie e Violenze sul lavoro 2007) all’interno dei rischi psicosociali, integrando fattori di progettazione ed organizzazione del lavoro coerenti con i cambiamenti intervenuti con la pandemia attraverso la gestione complessiva dei rischi psicosociali diventata una strategia necessaria per facilitare l’impegno fisico e mentale, con effetti positivi ed utili anche nella prevenzione di violenze sul lavoro, molestie, bullismo, aggressioni, diversità di genere.

Infine abbiamo la legge legge 14 agosto 2020, n. 113 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni” che introduce maggiori tutele per la prevenzione delle molestie e violenze, di cui le aggressioni fanno parte, per gli operatori della sanità.

A questo proposito il recente Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, è da considerarsi lo strumento programmatorio finalizzato a perseguire il generale obiettivo di promozione della salute e prevenzione delle malattie, attraverso una declinazione territoriale ed azioni di tipo trasversale che garantiscano uno sviluppo equo e partecipato.

Nello specifico, la linea di intervento sullo stress e sui rischi psicosociali, Programma Predefinito n.8, si propone di innalzare gradualmente il livello di attenzione intervenendo in comparti identificati “a rischio” attraverso l’attuazione di Piani Mirati di Prevenzione.

Lo sviluppo di azioni rivolte ad incrementare la crescita della cultura della sicurezza, il coinvolgimento attivo degli stakeholders e di tutte le figure della prevenzione aziendale consentirà di seguire criteri di uniformità, trasparenza, equità nella prevenzione dei rischi psicosociali e dello stress, fenomeno che, come noto, è ampiamente sommerso.

L’attività di verifica di efficacia, fase finale del percorso, sarà indirizzata alle aziende dei comparti nei quali sono state evidenziate le criticità maggiori, in particolare alla luce dei cambiamenti organizzativi ancora in corso e consentirà di raccogliere e diffondere buone pratiche specifiche per comparto, in continuità con quanto avvenuto per il CCM 2013-2015 “Piano di monitoraggio e di intervento per l'ottimizzazione della valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato” in alcuni comparti significativi, tra cui quello sanitario .

Domenico Della Porta

Presidente Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali Università degli Studi di Salerno



19 gennaio 2023
© Riproduzione riservata

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