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Nas negli studi dei medici di famiglia. Fimmg: “L’86% è regolare, non generalizzare. Bene controlli, ma rischio è creare cultura del sospetto”


Il segretario del sindacato commenta all’Ansa la recente operazione dei Nas: “E' chiaro che laddove ci sono delle mancanze vanno evidenziate ed affrontate, anche se in questo caso le percentuali sono ridotte

22 FEB -

I controlli effettuati dei Nas in circa 1.900 studi di medici di famiglia e di pediatri "rilevano il 14% di irregolarità, ma al contempo evidenziano come l'86% dei medici si sia invece dimostrato in regola e questo va sottolineato, non si deve generalizzare". Lo afferma all'ANSA il segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, che avverte in merito all'impatto negativo che tali controlli possono avere sui pazienti pur sottolineando che è giusto fare monitoraggi in tutti i settori della sanità. Si mette in evidenza, rileva Scotti, che "l'86% dei medici è perfettamente regolare a fronti di controlli effettuati a campione e senza preavviso. E' chiaro che laddove ci sono delle mancanze vanno evidenziate ed affrontate, anche se in questo caso le percentuali sono ridotte. Inoltre va considerato che per irregolarità rilevate legate alla presenza negli studi di farmaci scaduti, si tratta spesso di casi in cui il medico trattiene farmaci su richiesta dei familiari di pazienti deceduti che hanno difficoltà a smaltirli".

"Nessuna categoria è immune da soggetti che non rispettano le regole, ma certamente i medici non sono i peggiori. Detto questo - precisa Scotti - i controlli vanno fatti, ed a tutti i comparti della sanità". Dal segretario Fimmg giunge anche una richiesta al ministero della Salute affinché si attivi un tavolo proprio per comprendere le cause delle irregolarità gravi laddove si verifichino e per cercare una soluzione. C'è però anche un altro aspetto da considerare, avverte il segretario dei medici di famiglia: "Controlli improvvisi fatti in uno studio medico magari pieno di pazienti possono influenzare e impattare negativamente sui pazienti stessi, anche se l'esito degli stessi controlli è negativo e non rileva alcuna irregolarità. Si rischia cioè di creare una cultura del sospetto con il pericolo che i medici vengano considerati ingiustamente dagli assistiti". Dunque, conclude, "il mio invito è a non generalizzare, perché le irregolarità gravi rilevate sono in numero in realtà molto ridotto".



22 febbraio 2023
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