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Congresso Snr. Dai giovani radiologi le proposte per salvaguardare e rendere più attrattivo il Ssn 


Dall’aumento dell’indennità per le guardie notturne, modulandola in base al fatto che venga svolta in reparti di degenza o nei Ps, fino all’assegnazione degli incarichi professionali non solo in base l’anzianità ma a valutazioni di performance di tipo meritocratico per favorire i giovani dirigenti, le indicazioni suggerite al 27° Congresso del Sindacato nazionale radiologi

30 MAG -

“Il professionista radiologo, da subito pronto a calarsi negli effetti derivati dalla innovazione digitale delle attività per questioni legate al proprio Dna, sappia proporsi nel ruolo del Dirigente al fine di consigliare le scelte migliori per la tutela del Ssn”. Questa la proposta del Segretario nazionale del Sindacato Area Radiologica SNR-Fassid, Fabio Pinto, lanciata nel corso del 27° Congresso SNR a Colli del Tronto che invita i propri iscritti di rendersi partecipi delle decisioni che si andranno a prendere nel breve e nel medio periodo per scongiurare la fuga dei medici dal servizio pubblico. E ricorda come “Formulare ed approvare un Ccnl è complicato....ma farlo applicare lo è ancora di più”. E in questo sottolinea l’importanza della contrattazione integrativa, per non far cadere dal cielo direttive che impattano seriamente sul proprio lavoro.

A raccogliere l’invito i rappresentanti sindacali più giovani, in controtendenza con la disaffezione ai temi del sindacato lamentata da molte sigle. Indicativa, in questo senso, l’analisi di Gloria Addeo, Rappresentante Snr Giovani nel corso della sua relazione congressuale che ha visto toccare molto punto caldi, a partire della carenza di medici. Secondo Addeo infatti, la carenza di personale medico nel Ssn non è da attribuirsi alla insufficienza di laureati in medicina e chirurgia, quanto piuttosto alla mancanza di medici specialisti dovuto ad errori sostanziali nella pianificazione delle scuole di specializzazione in epoca di spending review.

Addeo in particolare è entrata nella specificità della questione radiologica. “Il radiologo ha visto un incremento esponenziale del lavoro a causa della digitalizzazione – ha spiegato nella sua relazione – in passato, dovevamo recarci in una sala di sviluppo per elaborare le radiografie, ma ora, grazie a sistemi più efficienti, siamo relegati in stanze dove dobbiamo refertare un numero sempre maggiore di esami e con sempre maggior complessità. Se da una parte questo incremento può essere considerato ‘fisiologico’ altrettanto non si può dire del sovraccarico causato dalla chiusura di 111 ospedali e 113 Ps tra il 2010 e il 2020, insieme alla riduzione di 37.000 posti letto. Questa situazione ha determinato una congestione delle strutture di pronto soccorso, con una crescita costante delle prestazioni sanitarie richieste in regime di emergenza-urgenza. È importante sottolineare – prosegue Addeo – che solo una piccola parte di queste prestazioni è dovuta a condizioni acute, mentre la maggior parte riguarda patologie che potrebbero essere gestite in regime ambulatoriale”.

Per la radiologia, questo si è tradotto in un ricorso massiccio alla Diagnostica per Immagini, che viene utilizzata come discriminante tra ricovero e dimissione. Inoltre la carenza di personale per mancanza di specialisti, blocco delle assunzioni e fuga di medici costringe il personale rimasto in servizio a lavorare anche per coloro che se ne vanno e per chi non è stato assunto, violando spesso la normativa europea in materia di orario di lavoro.

“Si superano le 12,50 ore al giorno, si effettuano tra 15 e 20 turni di reperibilità al mese e si lavorano più di cinque notti, poiché la clausola di regola presente nel contratto ancora vigente già scaduto non viene considerata come una norma vincolante. Inoltre, non vengono garantiti i riposi immediatamente successivi ai turni notturni, quindi capita spesso di lavorare per tutta la notte, smontare e poi svolgere altre dodici ore di servizio” denuncia Addeo e se a ciò si aggiunge un pressoché completo blocco delle carriere si comprende chiaramente come lavorare nella Sanità Pubblica Italiana diventi, giorno dopo giorno, sempre meno gratificante e sempre più faticoso.

Come intervenire e rendere il lavoro attrattivo agli occhi di un giovane specialista? Per Addeo, tra le vari soluzioni è necessario aumentare l’indennità per le guardie notturne (soprattutto considerando che un gettonista guadagna più di 1.000 euro per una notte) e modulare tale indennità in base al fatto che venga svolta in reparti di degenza o nei servizi di Pronto Soccorso.

Per l’assegnazione degli incarichi professionali, sarebbe poi auspicabile tenere meno in considerazione l’anzianità e favorire i giovani dirigenti con capacità professionali, basandosi sulle valutazioni di performance di tipo meritocratico. “Potrebbe essere introdotta una valutazione meritocratica basata sull’analisi di parametri quantitativi e qualitativi – aggiunge – non è accettabile che un dirigente debba aspettare cinque anni per raggiungere l’inizio della crescita professionale”.



30 maggio 2023
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