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Risarcimento per danno biologico. Di Mauro (Simla): “Istituzioni in ritardo, lavoriamo a una nostra proposta da condividere”

di Lucia Conti 

La Società di Medicina Legale e delle Assicurazioni promuoverà, il 13 aprile a Roma, una Consensus Conference quale strumento scientifico volto a misurare il consenso, da parte di una giuria multidisciplinare e degli stakeholder, sul lavoro svolto dalla Simla in 2 anni per elaborare una tabella unica nazionale per la valutazione del danno biologico permanente. “Presenteremo un documento frutto di un ‘metodo’ che coniuga approccio clinico e tecnico scientifico con trasparenza e terzietà”, spiega il segretario Simla.

04 MAR - La Società italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni e delle Scienze Forensi e Criminalistiche (Simla) lancia una Consensus Conference sulla Tabella Unica nazionale delle menomazioni per lesioni macropermanenti (tra 10 e 100 punti di invalidità). Una iniziativa che intende colmare il vuoto lasciato dalla mancata emanazione del DPR previsto nell’articolo 138 del Codice delle Assicurazioni Private, da adottare su proposta del ministero della Salute, di concerto con i colleghi di Lavoro, Sviluppo Economico e Giustizia.

Non esistono, dunque, allo stato attuale, indicazioni con forza di legge che disciplinino i criteri di valutazione dei danni. E anche il tentativo, nel 2021, di presentare nel 2021 uno schema di DPR realizzato da un Gruppo Tecnico istituito il 18 marzo 2018 presso il ministero della Salute, naufragò.

In questa intervista a Quotidiano Sanità, il segretario della Simla, Lucio Di Mauro, racconta vicende e riflessioni che hanno spinto la Società di Medicina Legale e delle Assicurazioni e delle Scienze Forensi e Criminalistiche a raccogliere la sfida di una Consensus Conference per presentare alle istituzioni e agli stakeholder del settore un documento di proposta di regole condivise per criteri di valutazione del danno biologico permanente uniformi su tutto il territorio nazionale.


Dottor Di Mauro, nella lunga vicenda che riguarda la Tabella Unica per il risarcimento del danno biologico, c'è una questione tecnica e una questione politica. Cominciamo inquadrando il tema: in cosa consiste questa tabella? Perché va aggiornata e cosa cambierebbe con la nuova tabella?
La politica è in ritardo di quasi 20 anni: non ancora attuato quanto previsto dalla delega contenuta nell’articolo 138 del Codice delle Assicurazioni Private relativa alla stesura di una “tabella unica nazionale” delle menomazioni per lesioni macropermanenti (tra 10 e 100 punti di invalidità), motivo per cui non esistono allo stato attuale indicazioni con forza di legge che disciplinino i criteri di valutazione dei danni con esiti macropermanenti secondari a sinistri stradali o a responsabilità professionale medica.

Bisogna però ammettere che recentemente qualcosa si è mosso per ciò che attiene la tabella unica nazionale del valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità. Ma l’auspicata bozza di decreto firmata dai tre Ministri competenti, come un fulmine a ciel sereno, è stata inaspettatamente bocciata dal Consiglio Di Stato. Non spetta a noi sindacare sulla decisione presa dal Consiglio di Stato; tuttavia, riteniamo che tecnicamente sarebbe stato auspicabile che alla TUN, oggi fermata, si fosse anticipata la tabella medico legale delle menomazioni, atteso che la tabella pecuniaria senza la tabella di misurazione delle menomazioni avrebbe logicamente un valore tutt’altro che compiuto.

Allo stato la dottrina medico legale, intervenuta per colmare il vuoto normativo con qualificati autori e più recentemente con la stessa opera scientifica pubblicata dalla SIMLA (2016), ha necessità di aggiornare gli attuali baremes in quanto non può non rilevarsi come essi siano ispirati a modelli valutativi per molti versi superati dall’inarrestabile evoluzione della società (particolarmente negli ultimi 3 anni, in epoca pandemica) e come pertanto risultino non del tutto efficaci nell’inquadrare le numerose e complesse dimensioni di un essere umano che è sempre meno homo faber e sempre più homo socialis. E non solo è arrivato il momento per applicare regole e metodi scientifici per pervenire ad un unico baremes per tutto il territorio nazionale.

Passiamo alla questione politica. Ci sono gravissimi ritardi da parte delle istituzioni, ma anche poca chiarezza sul lavoro svolto in questi anni, dal momento che la Simla non è mai stata coinvolta nella stesura della tabella unica ma nel 2021 è stata diffusa per mezzo stampa una bozza non ufficiale che, comunque, sembra caduta nel dimenticatoio?
Questo è vero in parte. Nel senso che la SIMLA partecipò ai lavori per la redazione della tabella delle micropermanenti (1-9 %) e fu successivamente coinvolta in un ulteriore tentativo per le macro-invalidità che tuttavia non venne mai a concretizzarsi (siamo nel 2005). Il tentativo operato nel 2021 è uno dei tanti misteri italiani. La SIMLA non vi partecipò affatto e contribuì peraltro per prima a farlo fallire in quanto conteneva evidenti, grossolani errori metodologici ed era il risultato di una procedura celata e, di fatto, non idonea ad un documento che viceversa doveva necessariamente possedere una matrice di natura scientifica e un processo di lavoro basato sulla trasparenza.

A livello di contenuti, quali sono gli elementi di quella bozza che non vi convincono?
L’ho già detto. Redigere un documento di tale importanza senza coinvolgere non solo la Società Italiana di medicina legale (fondata nel 1897, ndr), ma tutta la medicina legale italiana, nonché i principali Stakeholder del settore (stiamo parlando della corresponsione di danni a persona per quasi 7 miliardi di euro all’anno solo nel settore auto) e, soprattutto, tenendo nascosta la metodologia utilizzata, i nomi e il numero degli esperti auditi, ci è parso un insano e imprudente approccio. Opinione peraltro condivisa da tutti gli operatori del settore. Una pagina che certo non brilla di limpidezza e per questo forse è meglio dimenticare, ma a cui stiamo ponendo rimedio con la nostra azione.

Qual è l’obiettivo della vostra consensus conference?
L’obiettivo è di approntare un documento unico che sia da guida a tutti i medici chirurghi specialisti in medicina legale che ogni giorno, su tutto il territorio nazionale, si adoperano - chiamati ora dai danneggiati, dalle compagnie assicurative, dai Giudici - a misurare il danno alla persona. Ma il fulcro della nostra azione è soprattutto centrato su come si arriverà a questo documento. Abbiamo utilizzato una metodologia assolutamente validata dal punto di vista scientifico, ovvero quella della consensus conference. Sotto la guida di esperti (metodologici, statistici, esperti di bibliometria) e attraverso l’intervento di un’ampia qualificata platea di esperti medico-legali, provenienti dall’accademia e dal mondo della professione, presenteremo all’attenzione delle istituzioni pubbliche e private (avvocati, magistratura, politica) e degli stakeholder di settore (assicuratori, consumatori ecc..), che potranno intervenire sul tema, un prodotto finale frutto di un “metodo” che coniugherà l’approccio clinico e tecnico scientifico con un processo di lavoro connotato da trasparenza e terzietà.

A tal proposito approfitto per comunicare ufficialmente che il 13 aprile a Roma si celebrerà, dopo circa due anni di duro e laborioso lavoro di preparazione da parte della SIMLA, la consensus conference, ove una Giuria indipendente attraverso una votazione segreta verificherà il consenso intorno al lavoro svolto.

Sono fortemente ottimista: la condivisione di regole renderà più grande la disciplina medico legale e segnerà un grande momento per tutto il Paese che, indefesso, continua a nutrire l’esigenza di raggiungere una migliore uniformità nei criteri di risarcimento del danno biologico permanente.

Lucia Conti

04 marzo 2024
© Riproduzione riservata

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