Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 23 APRILE 2024
Lavoro e Professioni
segui quotidianosanita.it

Intelligenza Artificiale. Anelli (Fnomceo): “Sia supporto per il medico, orientato al bene della persona, e non sostituto”



La Fnomceo in audizione in Commissione lavoro alla Camera ha tracciato i confini dell’utilizzo dell’IA. “Fondamentale affrontare le sfide etiche, legali e formative che accompagnano gli sviluppi nel campo sanitario. La privacy dei dati, la sicurezza informatica, la responsabilità medica e l'interpretazione corretta delle informazioni generate dall'IA sono tutti aspetti critici che devono essere gestiti attentamente”

26 MAR -

Intelligenza artificiale in medicina sì, ma con paletti ben definiti: affinché a curarci non sia, in futuro, anziché un medico, un algoritmo.

A tracciare i confini dell’utilizzo, il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ascoltato questo pomeriggio in audizione presso la Commissione XI – Lavoro della Camera, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sul rapporto tra intelligenza artificiale e mondo del lavoro. (vedi la relazione integrale)

“L’Intelligenza artificiale in medicina – ha premesso Anelli - rappresenta l’innovazione dirompente per eccellenza: la disponibilità di una mole di dati praticamente illimitata e la possibilità di una facile e immediata elaborazione stanno aprendo scenari impensabili e dalle grandi potenzialità per pazienti ed operatori, anche e soprattutto in logica predittiva. L’IA, tuttavia, non è priva di criticità e come tutti gli strumenti può prestarsi a un utilizzo improprio. La diffusione massiva e sistemica di applicazioni di IA impone la necessità di una regolamentazione chiara e condivisa in linea con l’Europa”.

“L'impatto dell'Intelligenza Artificiale nella professione medica è profondo e multiforme – ha continuato - trasformando molti aspetti della fornitura di cure mediche, della ricerca e dell'amministrazione. Rimane comunque evidente che il ruolo del medico rimarrà centrale nella gestione del paziente, soprattutto per quanto riguarda l’approccio empatico e la capacità di sintesi per operare scelte che possono anche essere difformi da quanto un’analisi computazionale, statistica o basata su riconoscimento di pattern possano raccomandare”.

Tra le aree sulle quali l’IA ha maggior impatto, l’imaging, la diagnosi precoce, i piani di trattamento e terapie personalizzate; e, ancora, la progettazione di nuovi farmaci, tramite modelli predittivi; il monitoraggio dei pazienti in tempo reale; i compiti amministrativi e burocratici, quali la gestione degli appuntamenti o l’aggiornamento delle cartelle cliniche; la formazione, tramite modelli di simulazione avanzati; il coinvolgimento dei pazienti e l’aderenza alle terapie; la sorveglianza delle malattie e la previsione di epidemie e pandemie.

“L’IA nella professione medica – ha sintetizzato Anelli - non solo sta migliorando l'efficienza e l'accuratezza dei servizi sanitari, ma sta anche aprendo la strada a soluzioni sanitarie più innovative, personalizzate e accessibili in tutto il mondo. Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide etiche, legali e formative che accompagnano questi sviluppi. La privacy dei dati, la sicurezza informatica, la responsabilità medica e l'interpretazione corretta delle informazioni generate dall'IA sono tutti aspetti critici che devono essere gestiti attentamente”.

Tra i rischi paventati, anche quelli legati a un approccio eccessivamente centrato sull’efficienza, che potrebbe ridurre l’interazione umana e ridimensionare l’interazione medico-paziente. l’IA potrebbe inoltre non essere in grado di considerare adeguatamente la complessità del contesto clinico del singolo paziente, influenzato anche da fattori socioeconomici e da convinzioni e preferenze personali. Ancora, gli algoritmi potrebbero rispecchiare i pregiudizi umani nelle scelte decisionali o diventare il “magazzino” dell’opinione medica personale. Infine, ma non certo ultimo per importanza, gli algoritmi potrebbero perseguire obiettivi non etici. Il conflitto etico potrebbe crearsi per le differenze di intenti e obiettivi tra chi finanzia e realizza un algoritmo e chi lo utilizza.

“Per mitigare questi rischi- ha avvertito Anelli - è essenziale trovare un equilibrio tra l'efficienza offerta dall'IA e la necessità di considerare l'individualità e il contesto clinico di ciascun paziente. Gli operatori sanitari dovrebbero essere coinvolti attivamente nella gestione e nella supervisione dei sistemi di IA, garantendo che la tecnologia sia utilizzata come strumento complementare e non come sostituto delle competenze umane. Normative e linee guida chiare sono fondamentali per garantire un utilizzo etico e sicuro dell'IA in ambito medico”.

In conclusione, Anelli ha portato all’attenzione dei parlamentari un documento sintetico sull’Intelligenza artificiale, approvato dal Comitato Centrale, l’Organo di Governo della Fnomceo, il 4 marzo scorso.

Di seguito la versione integrale.

“L’Intelligenza Artificiale è utilizzata esclusivamente a supporto delle attività del medico per ottimizzare la qualità, la sicurezza e l’efficacia delle cure.

L’Intelligenza Artificiale per il suo utilizzo deve garantire al medico un livello ragionevole di esplicabilità e di trasparenza e la migliore qualità possibile dei dati, dei risultati e dei processi di sviluppo, per evitare distorsioni ed errori nonché disuguaglianze.

Nell'uso di sistemi IA all’interno del suo processo decisionale, il medico è tenuto ad informare il paziente, spiegando i motivi di tale uso, e assicurandosi che il paziente sia consapevole sia delle potenzialità che dei limiti e rischi connessi all’uso di tali tecnologie.

L’impiego di sistemi di IA è orientato al bene della persona e della salute pubblica, rispettando e promuovendo i principi di sostenibilità, universalità, equità e solidarietà, evitando ogni discriminazione o pregiudizio basato su genere, etnia, religione, orientamento sessuale o altri fattori che possano portare a un trattamento ingiusto o diseguale.

Non possono essere utilizzati sistemi di IA non certificati. Il medico, sulla base delle proprie competenze e conoscenze scientifiche, è responsabile delle attività di diagnosi, prognosi, terapia e delle correlate attività informative”.



26 marzo 2024
© Riproduzione riservata

Allegati:

spacer La Relazione

Altri articoli in Lavoro e Professioni

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Sede legale:
Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Sede operativa:
Via della Stelletta, 23
00186 - Roma
Direttore responsabile
Luciano Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Tel. (+39) 06.89.27.28.41

info@qsedizioni.it

redazione@qsedizioni.it

Coordinamento Pubblicità
commerciale@qsedizioni.it
    Joint Venture
  • SICS srl
  • Edizioni
    Health Communication
    srl
Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy