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Farmaci. Gemmato: “Passaggio antidiabetici orali da ospedali a farmacie cuba 130 mln di euro, tutte le Regioni implementino farmacia dei servizi”


Il sottosegretario: “inammissibile che farmacia dei servizi venga declinata a macchia di leopardo. Le risorse devono essere spese e le opportunità date su tutto il territorio nazionale con uno sforzo corale a favore di una sanità unica. Molto favorevole a un progetto che porti la prevenzione in farmacia”.

20 APR -

Ultimo in ordine di tempo, il Dl Semplificazioni, licenziato dal consiglio dei Ministri e che ha iniziato il suo iter di approvazione parlamentare, contiene novità importanti per la farmacia e la professione del farmacista, prevedendo, fra le altre, la possibilità di vaccinare i cittadini con più di 12 anni e allargando il concetto di medicina di prossimità con le 19.000 farmacie italiane che diventano sempre più un presidio territoriale di salute. Ma è, appunto, solo l’ultimo tassello di un mosaico di anni e che vede la professione del farmacista progredire nel tempo. Se ne è parlato nel corso del convegno ‘L’evoluzione della farmacia e del farmacista, tra nuovi servizi e dispensazione del farmaco: il nuovo percorso oltre la L.405/2001’ organizzato da Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Utifar in occasione di Cosmofarma 2024 a Bologna.

“Difendere la farmacia e i farmacisti significa difendere la salute dei cittadini italiani – ha affermato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato – e ai farmacisti va dato maggiore riconoscimento: se il decisore politico sta perseguendo questo è perché la categoria ha mostrato sul campo il proprio valore. Il governo Meloni, con una prospettiva di governo a lungo termine, vuole riforme che riguardano anche i farmacisti”. C’è stato in legge di bilancio “il passaggio dal silos diretta al silos convenzionata di un elenco di farmaci che l’Aifa aggiorna ogni 30 marzo. La spesa diretta, secondo le proiezioni, ha sforato il suo tetto di 3 miliardi di euro, mentre il plafond della convenzionata ‘risparmia’ 900 milioni di euro. Qui siamo intervenuti, riponendo il cittadino al centro della distribuzione farmaceutica. Tre giorni fa si è riunito il CdA dell’Aifa che ha sancito il passaggio della prima categoria di farmaci, antidiabetici orali, dall’ospedale alla farmacia: questa prima operazione cuba circa 130 milioni di euro, che si spostano dalla diretta alla convenzionata. Controlleremo la tenuta economica di questo meccanismo e se andrà bene come prevediamo, l’anno prossimo sarà la volta di altri medicinali. Abbiamo previsto inoltre una nuova remunerazione svincolandola dal valore fustellare del farmaco, applicandola all’atto professionale, una rivoluzione che riconosce l’esclusività della distribuzione e l’importanza del ruolo del farmacista. Il costo di questo passaggio è di 227 milioni di euro di utile in più alla farmacia e il governo se n’è fatto carico. L’intento è proseguire nella direzione della valorizzazione della farmacia, per far sì che riacquisti la sua centralità, e su questo si innesta la farmacia dei servizi che abbiamo rifinanziato per 25 milioni di euro, che però non sono stati spesi per intero. Penso sia inammissibile che l’applicazione avvenga a macchia di leopardo, cui dobbiamo impegnarci per realizzare quanto previsto in tutte le Regioni. Nel quadro della costruzione della sanità territoriale le farmacie giocano un ruolo di primo piano, nell’architettura che abbiamo pensato siamo convinti di questo, sfruttando anche il tema straordinario della telemedicina, e nella direzione anche della prevenzione di molte patologie: penso che sia una strada percorribile e che consente di garantire la sostenibilità del sistema sanitario e la vicinanza della sanità ai cittadini ovunque si trovino”.

“Ringrazio chi, nel 2005 – ha sottolineato Andrea Mandelli, presidente Fofi - con me credeva che i farmacisti abbiano una marcia, pur davanti a uno scenario in cui della 405 di cui si cominciavano a sentire i morsi, affrontavamo la genericazione, una situazione complessa che però abbiamo superato e ora tocchiamo con mano il nostro sogno. Il futuro sono gli holter cardiaci, la PCR, holter pressori, più esami in farmacia e meno negli ospedali, che si potranno concentrare su pazienti più gravi. Va tutto bene, certo, ma non neghiamo di avere un problema con la sostenibilità del SSN, dobbiamo puntare sulla prevenzione e potremo ragionare su una farmacia centro di prevenzione, unendo POC (point of care) e telemedicina, con screening che possono convergere e consentire ai pazienti italiani di essere monitorati sotto il profilo della prevenzione. Sul garantire quei 10 esami mirati che servono a capire come stiamo dal punto di vista fisico stiamo ragionando con le società scientifiche, per individuare i passaggi più importanti ad esempio per i pazienti diabetici, ma anche altri, seguendoli in farmacia per non arrivare mai alla forma acuta. Mancano i farmacisti, è vero, dobbiamo rendere sempre più attrattiva la nostra professione: dopo il covid le professioni della sanità hanno avuto un calo perché sceglierla è dura per chi pensa di volere spazi per sé e per la famiglia, non è facile lavorare tante ore, tutta la settimana: ci stiamo riflettendo perché vogliamo fare qualcosa, aumentando la capacità delle nostre strutture di evolversi. Infine, ci stiamo occupando dell’intelligenza artificiale con il Politecnico di Milano: sarà un aiuto e non un ostacolo nella complessità della nostra quotidianità”.

Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma, “nella legge di bilancio ci sono tutti i punti necessari per realizzare il DM77 e con il Dl Semplificazioni potremo fare la prevenzione primaria con professionalità e capillarità del servizio. Il lavoro però è appena iniziato e per andare verso la farmacia che abbiamo disegnato bisogna fare degli investimenti e cambiare il modo di lavorare: non esiste momento migliore per avere una farmacia e non esiste momento peggiore per venderla, e lo dico come ragionamento semplice. La progressività prevista dalla legge di bilancio genera un’attesa di ricavi futuri che oggi non è misurabile. La farmacia dei servizi non è quantificabile come ritorno, ad esempio, a 5 anni. E coloro che le comprano lo sanno benissimo”.

Per Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò, “come conferma una sentenza 11/2021 del Coniglio di Stato, la professione del farmacista ha visto ampliare il proprio ambito di riferimento, diventando un luogo di erogazione di prestazioni e servizi oltre che di distribuzione di prodotti farmaceutici, assicurando la somministrazione di interventi connessi con la tutela della salute. Il nostro lavoro quotidiano continua verso un percorso che merita di essere proseguito per consegnare al SSN un livello di professionalità sempre più alto”.

“In un anno sono stati raggiunti diversi obiettivi, dal Dl Semplificazioni – fa notare Eugenio Leopardi, presidente Utifar – alla nuova remunerazione, il superamento della legge 405: ritorniamo a parlare di farmaco in farmacia, con tutti i vantaggi che questo comporta per i pazienti. Come Utifar continueremo a supportare le farmacie anche per esempio nel ripensare gli spazi delle farmacie e nel trasferire tutto quello che il governo centrale stabilisce alle Regioni e ai cittadini”.

Luca Pieri, presidente Assofarm, ha fatto notare che “stiamo vivendo un momento favorevole per la farmacia, come mai in questi ultimi 20 anni: siamo un punto di ricucitura tra territorio e SSN che prima della pandemia veniva percepito, ma non rilanciato. I cambiamenti epocali che il Covid ha portato, come il riconoscimento del farmacista vaccinatore, ci vedono oggi in una posizione positiva che il governo sta supportando e che consentiranno di sostenere il SSN sempre di più, perché in farmacia si può fare sanità. Dobbiamo farci trovare pronti nei confronti delle esigenze che il legislatore sta mettendo in campo, affrontando soprattutto il problema della carenza di personale”.

“Mi chiedo se non avessimo strutturato negli anni scorsi la farmacia dei servizi, che cosa sarebbe accaduto di fronte alla pandemia – ha sottolineato Beatrice Lorenzin, senatrice PD ed ex ministro della Salute – e penso che una profonda trasformazione sia avvenuta anche fra i farmacisti. Serve però una trasformazione omogenea, strutturata e uniforme su tutto il territorio nazionale. Munire la farmacia a una serie di strumenti penso sia una necessità dettata dal buon senso, per avvicinare i cittadini la diagnosi e la cura. Serve però interconnessi con il territorio, che però ci deve essere e ancora non c’è: rispetto al DM77 siamo ancora lontani. Rispetto a una riforma del personale e della sua remunerazione è essenziale per essere competitivi anche a livello europeo e iniziare a essere attrattivi nei prossimi anni. Questa è la sfida di oggi”.



20 aprile 2024
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