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Novità ECM. Pateri (Fnopi): “Percentuale preoccupante di infermieri non formati, devono capire che pericolo è reale”

di Arnaldo Iodice

Secondo il tesoriere della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, nonostante un aumento dei professionisti che rispettano l’obbligo ECM, ci sono ancora diversi colleghi da convincere a non prendere sottogamba la questione. Anche in virtù dei decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco, che attuano la norma che lega formazione e copertura assicurativa, e delle altre possibili sanzioni, che restano comunque “l’ultima ratio”

27 MAG -

Nessuna sanatoria: la Commissione ECM ha soltanto concesso più tempo agli operatori sanitari per spostare da un triennio all’altro i crediti già acquisiti. È quanto tiene a chiarire Pierpaolo Pateri, tesoriere Fnopi, presidente Opi Cagliari e membro della Commissione nazionale per la formazione continua, in merito alla delibera 6/24 (emanata di recente proprio dalla Commissione ECM) che ha prorogato dal 30 giugno 2024 al 31 dicembre 2025 il limite entro il quale è possibile lo spostamento dei crediti. Un’agevolazione in più nei confronti dei professionisti che hanno comunque rispettato l’obbligo ECM.

Ma non sono molti gli infermieri in regola con i trienni chiusi. Secondo Pateri, infatti, stando ai dati provenienti dal Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie (Cogeaps), la percentuale di professionisti non certificabili è “preoccupante”. Sia perché gli infermieri, così come qualsiasi operatore sanitario, “devono rispettare l’obbligo formativo”, ma anche in virtù dei delle possibili sanzioni (che per Pateri sono “l’ultima ratio”) e dei “decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco” sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria, che attuano la norma che lega la formazione alla copertura assicurativa: chi non avrà raggiunto almeno il 70% del fabbisogno formativo del triennio attualmente in corso (2023-2025) non potrà stipulare una polizza assicurativa, restando scoperto in caso di contenzioso.

Su questo argomento è intervenuto di recente anche il ministro della Salute. Orazio Schillaci ha infatti dichiarato che “questo decreto va a rafforzare un principio educativo e a confermare quanto abbiamo già annunciato. Chi non sarà in regola con l'assolvimento dei crediti rischia infatti di rimanere scoperto dalla tutela assicurativa in caso di contenzioso”.

Presidente Pateri, partiamo dalle due ultime delibere dalla Commissione ECM: la 5/24 e la 6/24. Cosa vi ha spinto a emanarle?

“Partiamo dal presupposto che ci muoviamo nel contesto di quanto detto dal ministro Schillaci, quindi non ci sarà nessuna sanatoria. In questo caso la Commissione ha soltanto deciso di dare più tempo agli operatori sanitari per spostare i crediti già acquisiti. Ora è possibile farlo fino alla fine del 2025. Questo concetto deve essere chiaro per evitare equivoci. Detto ciò, si tratta soltanto di una possibilità data in più a chi vuole mettersi in regola. Questa delibera non ha altre finalità se non quella di agevolare agli operatori sanitari la possibilità di spostare i crediti da un triennio all’altro, niente di più”.

La delibera 5/24 prevede un bonus (fino a 10 crediti) per tutti i corsi effettuati nel triennio 23-25 a tema vaccini, bonus che verrà accreditato nel prossimo triennio ECM (2026-2028).

Per quanto riguarda i vaccini, siamo consapevoli che il tema è meno attuale rispetto agli anni passati. Tuttavia, la Commissione ECM ha scelto di premiare chi desidera approfondire un argomento che, a nostro avviso, rimane significativo. Il bonus è stato ideato per facilitare un percorso di approfondimento. Nonostante la fine dell'emergenza Covid, la discussione sui vaccini è ancora rilevante. La pandemia ha riportato alla ribalta il dibattito sui vaccini, mettendo in luce sia le conoscenze acquisite che quelle mancanti. Ma i vaccini non riguardano, ovviamente, solo il Covid. Ad esempio, il vaccino contro l’HPV è destinato a una popolazione giovane ed è cruciale creare una mentalità consapevole tra gli operatori sanitari. Avere conoscenze aggiornate permette di essere agenti di cambiamento culturale e di essere pronti per eventuali nuove emergenze. Pertanto, concedere questo bonus è una decisione logica, e non fa altro che rinnovare un’agevolazione già esistente”.

Ci può fare un quadro della situazione degli infermieri in termini di formazione continua?

“Per quanto riguarda gli infermieri, stiamo conducendo un approfondimento grazie anche ai dati forniti dal Cogeaps. Abbiamo riscontrato una percentuale preoccupante di operatori non certificabili nei trienni scorsi. Questa situazione non riguarda solo noi, ma anche altre professioni, e desta preoccupazione. Tuttavia, questo non ci impedisce di agire, di mantenere alta l’attenzione e di offrire formazione. È fondamentale lanciare l’allarme perché, da un lato, abbiamo i decreti attuativi della legge Gelli-Bianco e, dall’altro, l’esigenza di avere personale formato e in regola con il sistema ECM. Pertanto, il nostro lavoro è incessante”.

“Il nostro obiettivo è raggiungere una copertura del 100%, ma siamo consapevoli che ci sono situazioni difficili da risolvere, come quella dei pensionati che, pur essendo iscritti, non esercitano più e non sentono il dovere di aggiornarsi, o dei professionisti che si sono trasferiti mantenendo l’iscrizione all’albo. È necessario esaminare ogni situazione ordine per ordine, caso per caso. Nonostante un incremento costante degli infermieri che si formano, la situazione non ci soddisfa ancora pienamente”.

Neanche la possibilità di essere scoperti con l’assicurazione spinge gli infermieri meno propensi a rispettare l’obbligo a formarsi?

“Ci troviamo in un contesto in cui chi vuole essere in regola può farlo facilmente, e per fortuna la maggioranza lo è. Tuttavia, ci sono persone che ancora non hanno preso coscienza del rischio. Sebbene gli avvenimenti negativi accadano raramente, quando si verificano, impattano significativamente sulla persona, sul patrimonio e sull’aspetto professionale, e incidono profondamente sulla loro vita”.

“Oggi abbiamo la consapevolezza che ottemperare alle norme del sistema ECM e mettersi in regola è veramente molto semplice. Grazie a un combinato disposto di norme, delibere della Commissione e altre disposizioni, il numero di crediti da acquisire non è elevato per il singolo, e l’offerta formativa è molto ampia, a volte gratuita e altre a costi contenuti. È dunque una questione di volontà, che porta alla consapevolezza di essere in regola ed evitare rischi pesantissimi. Infatti, trovarsi a rispondere di un’accusa senza copertura assicurativa può incidere profondamente su tutti gli aspetti della persona”.

“Non siamo ancora riusciti a convincere tutti? Non lo so. Sicuramente dobbiamo continuare, anche lanciando qualche messaggio un po’ più forte. Le sanzioni sono l'ultima ratio, per quanto mi riguarda. Tuttavia, è necessario ricordare, parlare e far capire che il pericolo è reale.”

Alla luce di quanto ha detto, ovvero che non tutti gli infermieri si formano adeguatamente, come pensate di modificare il sistema ECM per renderlo più attrattivo, e quindi coinvolgere meglio anche quei professionisti che non ritengono necessario formarsi?

“Abbiamo bisogno di un sistema ECM più attrattivo e moderno. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato finora e offrire qualcosa di più interessante e attuale, anche alla luce delle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale e della simulazione. Il sistema ECM deve essere aggiornato per rimanere valido e accattivante, tenendo ovviamente conto delle nuove tecnologie e delle esigenze attuali”.

Arnaldo Iodice



27 maggio 2024
© Riproduzione riservata

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